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Idrovolanti famosi

di Giuseppe Costa

 

 

 

Il primo volo di un veicolo a motore con pilota a bordo viene identificato con quello compiuto il 17 dicembre 1903 da Orville Wright a Kitty Hawk, piccola cittadina di circa tremila abitanti del North Carolina. Un volo di 36,5 metri durato solo 12 secondi che segna, però, la nascita dell’aviazione. Passano poco più di sei anni1 e già si pensa di sostituire le ruote del carrello con dei galleggianti al fine di utilizzare l’acqua come superficie di decollo e atterraggio (in questo caso ammaraggio): nasce così l’idrovolante.

 

Caratteristiche 

L’idrovolante viene definito come un «tipo di aerodina2 ad ali fisse, atto a decollare e a tornare sull’acqua (ammaramento)»3; sono gli organi di galleggiamento che lo differenziano dall’aeroplano, anche se, per aumentare la flessibilità d’impiego, alcuni tipi di idrovolanti sono forniti anche di carrelli retrattili e per questo classificati come anfibi. Due sono le categorie principali in cui si possono suddividere gli idrovolanti: a galleggianti e a scafo. I primi sono normali aerei a cui sono stati applicati organi atti a garantirne il galleggiamento e le manovre in acqua; i secondi sono costruiti con uno scafo centrale che assolve la funzione sia di fusoliera che di galleggiante. Nell’idrovolante le forme di scafi e galleggianti derivano da un costante compromesso tra esigenze nautiche e aerodinamiche.

Vantaggio degli idrovolanti rispetto agli aeroplani è quello di non richiedere superfici appositamente predisposte o piste, e di potere scendere in mare anche agitato. Per questo, nella prima metà del Novecento questi aeromobili hanno avuto un largo impiego (in campo civile soprattutto, ma non meno in quello militare) legato alla scarsa diffusione e alle ridotte capacità degli aeroporti esistenti. Successivamente, la diffusione e il campo di impiego degli idrovolanti sono progressivamente diminuiti, limitandosi a manifestazioni sportive e al settore antincendio; in altri campi (sorveglianza costiera, ricerca di sommergibili, salvataggio in mare), sono stati sostituiti dagli elicotteri. Si dice idroscalo l’aerodromo attrezzato per gli idrovolanti: deve essere situato in posto riparato dal mare aperto, di poca profondità e sufficienti dimensioni per il decollo e l’ammaraggio. Anche laghi e grandi fiumi possono ospitare gli idroscali. Per tutto il Novecento lo sviluppo degli idrovolanti ha accompagnato la storia dell’aviazione con progetti e vicende tanto singolari quanto sconosciute. Di seguito un elenco di curiosità e fatti notevoli attinenti gli idrovolanti4.

 

Il primo

Il primo volo di un idrovolante fu compiuto da Louis Paulhan il 28 marzo 1910, con un monoplano ideato da Henri Fabre. Il volo ebbe luogo a Martigues, presso Marsiglia. L’aereo, un canard5 con elica spingente aveva tre galleggianti, uno in posizione centrale avanzata e due affiancati in coda. Per il successo dell’impresa fu decisiva la progettazione dei galleggianti che riuscivano a produrre portanza sia in acqua che in aria.

Come per altre innovazioni o scoperte tecnico-scientifiche anche sul primato della realizzazione del primo idrovolante vi sono posizioni conflittuali; a causa della poca affidabilità manifestata dal Fabre Hydravion si tende a evidenziare, soprattutto in Italia, il primo idrovolante sufficientemente affidabile, realizzato e pilotato dall’italiano Mario Calderara (il primo italiano a ottenere il brevetto da pilota) che volò per la prima volta nella primavera del 1912 nel golfo di La Spezia. In Austria si preferisce citare i tentativi di William Kress e negli USA il contributo dato alla progettazione degli idrovolanti da parte di Glenn Curtiss, il quale, dopo la realizzazione di un prototipo, che nel 1908 non riuscì a staccarsi dall’acqua, riuscì a portare in volo un idrovolante il 26 gennaio 1911.

 

 

 Fabre Hydravion

Il più grande

Il più grande idrovolante mai costruito è lo Hughes H-4 Hercules (noto come Spruce Goose, oca d’abete) frutto di un programma militare americano della II Guerra Mondiale, poi sospeso, che venne però completato, a proprie spese, dal geniale quanto folle miliardiario Howard Hughes1. Un mastodonte con 10 motori e da oltre 180 tonnellate di peso che con i suoi 97,54 m. riesce perfino a superare l’apertura alare dell’incredibile esagetto An-225 Mriya (sogno) costruito in URSS alla fine degli anni Ottanta dal bureau Antonov2. Fu porato in volo dallo stesso Hughes una sola volta il 2 novembre 1947 nella baia di Los Angeles riuscendo a staccarsi di pochi metri dal pelo dell’acqua per circa 1,6 km. Questo oggetto indubbiamente straordinario, quanto fallimentare sul piano operativo, è stato sempre oggetto di una forte volontà conservativa. Fino al 1992 era visibile al pubblico in un museo di Long Beach, poco lontano da dove aveva effettuato il suo primo volo. Dopo essere stato smontato, trasportato in Oregon e riassemblato, si trova oggi esposto, in perfetta efficienza, al Evergreen Aviation & Space Museum di McMinnville.

 

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Il più prodotto

Il Consolidated PBY Catalina è probabilmente l’idrovolante più conosciuto, non solo in virtù degli oltre 4.000 esemplari prodotti per cui risulta l’idrovolante più costruito in assoluto, ma anche perché ha attraversato tutto il corso della II Guerra Mondiale e, successivamente, trasformandosi nel primo anfibio antincendio vanta, a settant’anni dal suo debutto, ancora un centinaio di esemplari in servizio negli Stati Uniti. Frutto di una commessa della Marina Militare americana il Catalina ha volato la prima volta nel 1935. Semplice, molto robusto, maneggevole seppur poco veloce ha operato su tutti gli oceani e su tutti i teatri di guerra nelle condizioni ambientali più estreme: dai ghiacci del nord alle bufere tropicali. L’estrema versatilità del velivolo ha permesso, alla fine della sua operatività come mezzo militare, la trasformazione in aereo antincendio diventando il precursore del più famoso (in questo ruolo) Canadair CL 215 la cui struttura differisce poco da quella del predecessore se non nella maggiore potenza dei motori.

 

 

Catalina

 

 

I più veloci 

L’idrovolante più veloce di sempre risulta essere stato il prototipo dell’idrocaccia a reazione Convair XF2Y-1 Sea Dart di costruzione statunitense che il 3 agosto 1954 superò, in una breve picchiata, la barriera del suono (km/h 1236,24 con temperatura dell’aria di 20 °C). Velocità che sorpassavano i 1000 km/h venivano raggiunte da un altro prototipo americano di idrovolante a reazione, il Martin P6M SeaMaster che volò la prima volta il 14 luglio 1955. Nonostante questi risultati il primato mondiale di velocità per idrovolanti, certificato dalla FAI (Fédération Aéronautique Internationale) è detenuto dal Beriev Be-10 con 912 km/h raggiunti il 22 luglio 1961. Nel campo dei primati il record più straordinario per longevità è detenuto da un aereo italiano il Macchi-Castoldi MC 72: con 709,209 km/h, ottenuti il 23 ottobre 1934 sul Lago di Garda, risulta essere l’idrovolante con motore a pistoni più veloce di sempre.

 

 

Macchi Castoldi

 

 

Il più strano

Il più bizzarro esperimento che abbia coinvolto un idrovolante (o meglio, due idrovolanti) è senza dubbio lo Short-Mayo Composite: un idrovolante di grosse dimensioni (lo Short S. 21) trasportava sulla gobba un altro idrovolante più piccolo ma con un cospicuo carico di carburante (lo Short S. 20). Lo scopo era quello di portare in quota il S. 21 e lanciarlo per le lunghe trasvolate che il carico di carburante permetteva, un carico che, per il suo peso, avrebbe impedito un normale decollo. Il 6 ottobre 1938 l’idrovolante parassita venne rilasciato sul cielo della Scozia e raggiunse Orange in Sudafrica coprendo una distanza senza scalo di 9656 km, un altro record per idrovolanti ancora imbattuto.

Short-Mayo Composite

 

Notes

1.In realtà ancor prima del volo dei fratelli Wright l’austriaco William Kress, il 3 ottobre 1901, nel Wienerwaldsee, presso Vienna, fece un tentativo di volo con partenza dalla superficie del lago che alla fine risultò essere un semplice balzo che si concluse con un tonfo in acqua.

2.L’aerodina è un aeromobile più pesante dell’aria, la cui sostentazione è ottenuta mediante una azione aerodinamica sulle superfici del mezzo. Le aerodine rappresentano una delle due grandi classi in cui vengono classificati gli aeromobili (l’altra è rappresentata dagli aerostati, anche detti mezzi più leggeri dell’aria).

3.Enciclopedia Treccani.

4.Fonte L’aviazione, 15 voll., Istituto Geografico De Agostini, Novara 1982-1986.

5.Ovvero con gli inpennaggi orizzontali posti anteriormente all’ala del velivolo (solitamente sono collocati in coda).

6.A lui è dedicato il film The Aviator del 2004, diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo Di Caprio.

7.Con una lunghezza di 84 m. e un peso di 285 tonnellate è il più grande aereo mai costruito. Attualmente in servizio è oggetto di una possibile commessa dell’aviazione militare degli USA.

 

 

 

 

 

 

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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