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Casette d’acqua: aumenta la tendenza all’uso

di Paola Rossi 

 

 

Chiostri dell’acqua. Il 53,5% degli intervistati conosce l’esistenza del servizio, di questi il 16,4% vive in un comune che possiede uno e il 37% vive in una località che non lo possiede ma se fosse proposta l’iniziativa, aderirebbe di certo. Una fotografia del panorama italiano che emerge dalla seconda edizione della ricerca CRA Nielsen 2012, promossa da Aqua Italia, per conoscere le abitudini di consumo di acqua potabile del rubinetto trattata e non.

 

Come registrato nella precedente edizione della ricerca CRA 2010, tra coloro i quali non hanno nel proprio comune questo servizio a disposizione, il 25,8% dichiara che se la sua Amministrazione comunale aderisse all’iniziativa, lo utilizzerebbe di certo. Il sud Italia registra, in questo senso, il dato più alto con il33,4% degli intervistati che gradirebbe un Chiosco dell’Acqua nella zona di residenza. Il nord ovest, invece, è la zona più virtuosa dove la conoscenza del servizio è cresciuta dal 51% registrato nel 2010 al 67,1% dell’anno corrente. Al contrario nel nord est il 60,4% degli intervistati dichiara di non conoscere l’iniziativa e il 29,3% dichiara che anche in caso di adesione del proprio comune non lo utilizzerebbeugualmente.

 

L’utilizzo dei Chioschi dell’Acqua è maggiore tra chi beve sempre o quasi l’acqua potabile, trattata e non, a casa propria e cresce tra coloro i quali la bevono occasionalmente (4,1% contro l’1,4% nel 2010). Dati entusiasmanti che confermano la tendenza rilevata già negli anni scorsi e che confermano il fatto che si sia diffuso il desiderio di valorizzare le risorse idriche presenti sul territorio aumentando così la sensibilità dei cittadini verso una nuova e moderna cultura dell’acqua.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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