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Impianti aperti: la bonifica Burana apre le porte ai non addetti ai lavori

di Paolo Bussi

 

 

Nella settimana della bonifica e dell’irrigazione (13/20 maggio 2012) torna l’atteso appuntamento con ‘Impianti aperti’ che permette a tutti, amministratori e cittadini, di ‘sbirciare il dietro le quinte’ del consorzio di bonifica Burana.

Ogni anno sono centinaia le persone che, in occasione di Impianti Aperti, scelgono di essere accompagnati in un tour virtuale nel lavoro quotidiano della bonifica, ovvero tutto ciò che viene messo in atto dai tecnici del Burana, anche grazie alle potenti pompe degli impianti idrovori, in situazione di emergenza per scongiurare il rischio di allagamenti, o per garantire l’approvvigionamento idrico quando l’acqua scarseggia. E quest’anno sono tre gli stabilimenti che, nella giornata di domenica 13 maggio 2012, dalle 15.00 alle 18.00, rimarranno aperti.

 

IMPIANTO IDROVORO PILASTRESI, Stellata di Bondeno (Fe)

L’impianto Pilastresi, costruito tra gli anni 1928-37, venne attivato solo nel 1949 a causa degli eventi bellici e dei lavori necessari per rimediarne i danni. All’epoca, per la duplicità delle funzioni di scolo e derivazione, venne definito il più importante impianto d’Europa. Oggi assicura lo scolo di quasi 55.000 ettari tra Modena, Mantova e Ferrara e l’irrigazione per 150.000 ettari di terreni di pianura ferrarese.

 

IMPIANTO BONDENO-PALATA, Bondeno (Fe)

Di pregevole architettura e con possenti fondamenta – 800 pali di cemento armato lunghi 17 metri – l’impianto Bondeno-Palata fu costruito intorno al 1925 con lo scopo di immettere nel fiume Panaro le acque provenienti dai terreni tra Panaro e Samoggia; oggi preserva dagli allagamenti un bacino di scolo di 15.000 ettari nei comuni di Crevalcore, S. Agata Bolognese, S. Giovanni in Persiceto.

 

PRESA DI DERIVAZIONE DEL CANALE S.PIETRO, Vignola (Mo)

Già nel Medioevo la Presa del Canale di S. Pietro consentiva la navigazione del Canale Naviglio, forniva energia idraulica a diversi opifici e serviva per l’irrigazione dei terreni. Ricostruita nel 1927, oggi deriva acqua dalla sponda sinistra del fiume Panaro per irrigare centinaia di ettari di frutteti coltivati nella zona di Vignola, Spilamberto, Castelnuovo Rangone e Modena, oltre che per assicurare lo scolo di circa 3.000 ettari di territorio e al servizio igienico ambientale per il dilavamento del sistema fognario della città di Modena.

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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