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Itinerari. Belize: un tuffo dove l’acqua è più blu.

di Ilaria Cappelli

 

 

 

Da sempre il mare ha ispirato numerose leggende, romanzi, storie di naufragi e di avventure. Non si contano gli scrittori che hanno narrato di tempeste spaventose, di pirati, di navi inghiottite dalle acque, di relitti e tesori adagiati sui fondali.

Ebbene, nel Mar dei Caraibi, a una sessantina di chilometri da Belize City, in America Centrale, esiste un posto che parrebbe essere uscito dalla penna di Jules Verne: il Great Blue Hole, una grande voragine piena d’acqua larga circa 300 metri e profonda oltre 123, circondata dalla barriera corallina e di un colore blu così intenso, conferitole dalla profondità, che tanto si discosta dal colore delle acque circostanti da renderla estremamente visibile.

Come tutti i fenomeni straordinari, la sua storia parte da molto lontano, esattamente dall’ultima era glaciale e come accade in tutti i fenomeni straordinari, il principio da cui ha origine è molto più ordinario (almeno per la natura) del risultato finale: una semplice grotta calcarea, il cui tetto è collassato sotto il peso dell’oceano, ha dato vita a questa depressione.

 

 

A chi ha la fortuna di vederlo dall’alto, magari da un elicottero, appare proprio come un grande buco, suscitando immediatamente un senso di vertigine ma a dispetto del nome non si tratta di un luogo pericoloso che trascina giù negli abissi irrimediabilmente chiunque ci “caschi”, è anzi una porta aperta su un paesaggio sottomarino di incantevole suggestione.

Inutile dire che per gli amanti delle immersioni esplorare il Great Blue Hole è un’esperienza unica; sono molti infatti i sub che negli anni hanno seguito le orme di Jacques Cousteau, il primo ricercatore ad essersi avventurato, nel 1970, nelle profonde acque del buco blu. Le pareti della cavità sono caratterizzate da un gran numero di stalattiti, alcune sporgono addirittura per oltre dieci metri e, scendendo, diventano via via più intricate, rendendo complicato muoversi agevolmente, come in un gioco di avventura a più livelli di difficoltà.

 

 

I subacquei esperti potranno avventurarsi oltre la profondità di trenta metri, in una serie di passaggi angusti e collegamenti tra grotte, senza illudersi però di esplorarle tutte; ulteriore motivo di fascino e suggestione è proprio il fatto che ci siano lunghissime grotte tuttora inesplorate.

 

La fauna marina che popola il Great Blue Hole è ricca e variegata, perlopiù innoqua. Già, perlopiù. Tra gli incontri ravvicinati che si possono fare in questo sito c’è anche quello con un ospite non sempre tra i più graditi: lo squalo, in particolare lo squalo leuca. Al momento in cui scrivo non ci sono mai stati attacchi all’uomo. Vale comunque la pena ricordare che Wikipedia riporta a proposito di questa specie di squalo che “è noto soprattutto per il suo comportamento imprevedibile e spesso aggressivo”.

 

Ma, in fondo, il testa a testa con uno squalo funziona sempre nei racconti di viaggio!

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