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Un decalogo per salvare le spiagge

 

 

L’ambiente non è solo un diritto ma anche un dovere. Sebbene in spiaggia negli stabilimenti balneari ci si ritrovi in un ambiente apparentemente artificiale, non ci si può comportare come se ci si trovasse in città ma occorre adottare tutte le precauzioni e le buone pratiche necessarie per la tutela dell’ecosistema di cui stiamo usufruendo.

 

E’ in quest’ottica che tutte le associazioni unite hanno predisposto un decalogo ‘salva-spiagge’ per i bagnanti e i frequentatori delle spiagge con l’impegno a distribuirlo sui litorali italiani.

Si tratta di dieci semplici “consigli” per trascorrere sulla spiaggia o in mare una vacanza rispettosa dell’ambiente costiero, tanto ricco quanto delicato, particolarmente esposto all’impatto della presenza umana proprio durante la stagione turistica. Dieci gesti per tenere la spiaggia pulita, gestire correttamente gli animali domestici, le barche a motore, ridurre l’inquinamento acustico, usare le creme solari senza inquinare l’acqua e tutto quanto serve per arricchire la vacanza di una soddisfazione in più: quella di aver fatto qualcosa di concreto per tutelare l’ambiente.

 

Va ricordato che le coste italiane sono un profilo fragile lungo quasi 8.000 chilometri di litorali, ‘sommersi’ da un’ondata di pressioni e minacce – erosione costiera, degrado, cementificazione selvaggia, inquinamento da terra e dal mare – che nell’ultimo secolo ha già travolto e fatto sparire per sempre l’80% delle dune, eroso il 42% dei litorali sabbiosi e compromesso più del 50% delle nostre coste, interessate e spesso deturpate da agglomerati urbani, strade, porti, industrie e stabilimenti balneari, tanto che oggi meno del 30% dei nostri litorali è rimasto allo stato naturale, come riporta il  dossier WWF  “Coste: Il profilo fragile dell’Italia”.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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