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Creatività fa rima con sostenibilità

di Federica Riccò

 

Un particolare dell’opera “Calpestabile” dell’artista milanese Dario Ghibaudo

L’arte diventa eco-sostenibile. Si fa sempre più strada la Green Art, ovvero l’arte contemporanea contaminata dalle problematiche dello sviluppo sostenibile. A rendere più visibile questa realtà ci pensa EcoArt Project, un osservatorio creativo internazionale nato nel 2009 grazie alla Fortunato Productions e all’Associazione Art For Promotion. EcoArt attraverso un sito tematico www.ecoartproject.org, organizza concorsi internazionali di arte contemporanea , pubblicazioni di cataloghi ed eventi espositivi per promuovere attività culturali che sensibilizzino sul problema dell’ecosostenibilità. Per aumentare ancora di più l’eco di queste iniziative è stato realizzato un archivio internazionale: il GAD (che sta per Green Art Database), ovvero la prima galleria virtuale online dedicata alla green art. Sono chiamati a partecipare architetti, designer, artisti, curatori di mostre ed editori, che attraverso i loro progetti potranno entrare o meno nel circuito EcoProject. Una delle opere che mi colpisce di più all’interno del GAD è “Calpestabile” di Dario Ghibaudo, artista milanese che, come lui stesso afferma, ha usato l’icona del Cristo per veicolare concetti di volta in volta legati al rapporto dell’uomo col pianeta.

 

 

«Il titolo che ho scelto, “Calpestabile” si riferisce al pianeta, calpestabile sin quando sarà possibile, calpestabile se non lo distruggiamo». Se si osserva l’opera si notano aree rosse, che sono i paesi in guerra nel 2006, le rimanenti terre emerse sono luminescenti. Al buio, i paesi in guerra diventano buchi neri sul territorio, sprofondano, mentre il resto della terra diventa luminoso. «Spesso» continua Ghibaudo «sotto un cumulo di piccoli Gesù in plastica luminosa , quelli della credenza popolare per intenderci, posizionati a formare la geografia di uno stato o di una regione ,come nel caso della Sicilia, ho collocato, in basso, un pensiero attribuito a San Paolo, lo stesso che troviamo, per altro all’ingresso di alcuni cottolenghi, recita : “Charitas Christi urget nos”, a questa frase, ho aggiunto un punto di domanda, modificandone il senso, da affermativo diviene interrogativo “Abbiamo bisogno dell’aiuto di un dio? Da soli non ce la caviamo?” Quindi, direi che il mio impegno nei confronti dell’eco sostenibilità è più filosofico-concettuale che non green in senso ortodosso.»

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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