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Svizzera 2012: è “l’anno dell’acqua

di Serena Fusacchia

 

 

 

“L’acqua”, diceva Leonardo da Vinci, “è la forza motrice della natura” e la Svizzera è, a buon diritto, la riserva idrica d’Europa poiché custodisce il 6% delle scorte d’acqua dolce.

La maggior parte della terra e’ formata da acqua, c’è molta più acqua che terra. Circa il 70% della superficie della terra è coperta da acqua che e’ presente anche nell’aria in forma di vapore ed negli strati acquiferi del terreno, sotto forma di acqua freatica. La richiesta idrica totale del mondo è di 1.400.000.000 km3(un m3 di acqua è pari a 1.000 litri.). Di tutta l’acqua presente sulla terra, che è il 97.14% della quantità totale di acqua superficiale, solo il 2.59% è costituito da acqua dolce. Di questo 2.59% un’altra percentuale è intrappolata nelle calotte di ghiaccio e nei ghiacciai, circa il 2%. Il resto dell’acqua dolce è acqua freatica (0.592%), o acqua direttamente accessibile in laghi, corsi d’acqua, fiumi, ecc. (0.014%).

L’acqua rende possibile la vita sulla Terra, e in quanto tale è un bene insostituibile sia per l’uomo che per la natura. Eppure, è anche la prima risorsa che comincerà a mancare in tutto il mondo. Già entro il 2025 due terzi degli esseri umani dovranno fare i conti con la penuria d’acqua. L’acqua dolce non rappresenta che il 3,5 per cento circa del patrimonio idrico del nostro pianeta, ma è lei che rende possibile la vita degli uomini e della natura. Nonostante la sua enorme importanza, l’acqua pulita scarseggia sempre più, con conseguenze inevitabili per tutti gli esseri viventi.

Quando si pensa alla Svizzera, visualizza immediatamente le sue montagne come il Cervino, Punta Dufour o il Pilatus, Saentis, ma è attraverso 65300 km di ruscelli, fiumi e cascate che l’acqua scorre dalla Svizzera all’Europa. Nel paese scorrono quattro dei più importanti fiumi d’Europa: il Reno, il Rodano, l’Inn (affluente del Danubio) ed il Ticino che alimenta il Po. I 7000 laghi, 120 ghiacciai e cascate, grotte e gole scavate dall’azione millenaria dell’acqua spiegano perché quest’anno la Svizzera celebri l’Anno dell’Acqua, che, solida o liquida, ne plasma indistruttibilmente tanto il paesaggio quanto la derivata offerta turistica.

 

 

 

La Svizzera celebra nel 2012 l’anno dell’acqua per sottolineare come questo elemento – nelle sue varianti solida e liquida – plasmi indelebilmente il paesaggio svizzero e la sua offerta turistica. Innumerevoli sono i rapporti tra la Svizzera e l’acqua: come paesaggio urbano, difatti quasi tutte le città svizzere sorgono in riva a laghi o a fiumi ma anche come attività ricreative che si svolgono spesso sull’acqua o nei pressi di laghi e diventano il principale polo attrattivo del luogo. Il celebre Montreux Jazz Festival o la rassegna di musicals sul lago di Thun hanno in comune lo scenario affascinante a filo d’acqua. Grazie all’acqua sono possibili attività sportive che sono un esempio frequente per chi cerca in Svizzera la giusta dimensione dell’avventura oltre allo sci invernale. Escursioni a piedi o in bicicletta lungo corsi d’acqua, itinerari in canoa, rafting o arrampicata sul ghiaccio sono solo alcune delle infinite possibilità per chi ama la vita attiva. Particolarmente indicato per il rafting è il tratto fluviale di 20 km fra Ilanz e Reichenau che combina rapide eccitanti a un paesaggio straordinario con rocce a strapiombo, canyon profondi e scoscese pietraie. L’acqua attraverso le sorgenti termali, note fin dai tempi dei romani, costituisce un’altra esperienza acquatica davvero gradevole. Ma l’acqua è soprattutto sinonimo di purezza e di benessere in Svizzera, in un momento in cui l’inquinamento dell’acqua è un’emergenza mondiale. Solo il 20% dei fiumi e dei laghi di tutto il pianeta ha conservato la purezza originaria, e miliardi di persone non hanno ancora accesso a condizioni igieniche decenti.

L’accesso all’acqua è infatti uno degli obiettivi del Millennio decisi dall’Onu per il 2015. “Senza acqua non si può combattere la fame, senza bagni nelle scuole non si può garantire un’educazione adeguata”, indica Anders Berntell, dell’Istituto internazionale dell’acqua di Stoccolma; “e senza un’adeguata igiene le malattie continueranno a diffondersi, con il risultato di un’aumentata mortalità infantile. Ma questo tema è messo da parte rispetto ad altri meno urgenti”.

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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