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Chiamatemi Ismaele: sette secoli di caccia alla balena

 

 

Chiamatemi Ismaele, sette secoli di caccia alla balena”: è il titolo della mostra che sabato 20 ottobre alle 11 inaugurerà al museo della Marineria di Cesenatico. Attraverso immagini d’epoca quali stampe, dipinti, fotografie ripercorre la storia secolare della caccia alla balena: un’attività umana oggi per fortuna quasi scomparsa, che ha tuttavia scritto pagine memorabili della marineria. Le immagini provengono dall’archivio di Giancarlo Costa, giornalista e fotografo che ha curato la mostra, realizzata in collaborazione con l’Acquario Civico di Milano.

 

 

“Chiamatemi Ismaele”: queste le due parole con le quali inizia il racconto del protagonista di Moby Dick di Hermann Melville, il celebre romanzo centrato sulla caccia folle e spietata del capitano Achab alla balena bianca. Due parole che sono anche il titolo ideale per questa mostra, dedicata alla vicenda secolare della caccia alla balena, attraverso raffigurazioni provenienti da antiche stampe, dipinti, fotografie antiche e moderne, curata da Giancarlo Costa, giornalista e scrittore, divulgatore di storia marittima e titolare di uno dei più vasti archivi fotografici specializzati in materia.

 

La caccia alla balena è al giorno d’oggi una pratica del tutto ingiustificata e giustamente condannata dalla coscienza ambientale e dalla legislazione internazionale, anche se qualche paese continua ancora a considerare questi straordinari animali marini prede per utilizzo alimentare e commerciale. Ciò detto, occorre ricordare che i balenieri dei secoli scorsi furono protagonisti di una grande epopea della storia marittima, compiendo memorabili imprese: seguendo le rotte delle balene hanno esplorato zone di mare allora sconosciute, come quelle artiche e antartiche, scoperto isole di cui si ignorava l’esistenza, eseguito rilevamenti di coste inesplorate, compiuto osservazioni oceanografiche quando questa scienza ancora non esisteva. Tutto ciò senza contare il rischio della stessa navigazione, svolta in viaggi che duravano in media 4-5 anni, e quelli della caccia stessa, svolta per secoli semplicemente con arpioni su piccole lance in balia del mare e della furia delle prede ferite.

 

La mostra racconta tutto questo attraverso le immagini provenienti dall’archivio fotografico di Giancarlo Costa, giornalista, scrittore, divulgatore di storia marittima, che spaziano dalle prime raffigurazioni della caccia alla balena presenti in antiche stampe, sino alle fotografie d’epoca, per giungere sino alle immagini più attuali che mostrano come purtroppo alcuni paesi perseguano ancora la caccia a questi meravigliosi animali. Completano la mostra anche alcuni rari spezzoni di film d’epoca.

 

La mostra, che come tutte le attività del Museo della Marineria è organizzata con il supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A., verrà aperta sabato 20 ottobre per concludersi il 18 novembre 2012, con il normale orario del periodo autunnale: sabato domenica e festivi, 10-12 e 15-19.

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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