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La Foresta Danzante. Natura viva tra Lituania e Russia.

di Ilaria Cappelli

 

 

Accade di rado, trovandosi in un luogo per la prima volta, di avere l’impressione di esserci già stati e di compiere inutili sforzi di memoria nel tentativo di trovare qualche appiglio nel nostro vissuto, trovandone, semmai, di ben saldi nella nostra fantasia. È  il caso della Foresta Incantata, meglio conosciuta come Foresta Danzante, angolo singolare del Parco di Kurshskaia Kosà, al confine tra Lituania e Russia.

Questo luogo ci accoglie in un inquietante silenzio, in un’ atmosfera fantastica e al contempo pervasa da una fissità quasi minacciosa; dai rami degli alberi, gli attenti uccelli sembrano scrutarci imperturbabili e si ha la suggestiva impressione di percepire dei movimenti della vegetazione senza però riuscire a sorprenderne alcuno. Volgendo lo sguardo tutto intorno la sensazione è quella di essere finiti improvvisamente tra le pagine di un libro fantasy o nella tela di un pittore surrealista.

La spiccata particolarità di questo luogo risiede negli alberi, che non crescono così come uno si aspetterebbe di vederli crescere, bensì in modi assolutamente inediti: i tronchi sembrano strisciare ai nostri piedi come grandi serpenti, si attorcigliano in arabeschi e spirali, disegnano delle forme che richiamano i contorni di oggetti ben noti alla nostra memoria ma non a quella della natura. E quando la realtà appare così sfacciatamente diversa da come ce la immaginiamo, lo spaesamento è assicurato.

 

 

Se trovandovi in questo luogo vi capiterà di notare qualcuno passare con insistenza dentro il grande cerchio arboreo della Foresta, sappiate che credenza vuole che il passaggio per il cerchio allunghi la vita di un anno a chi lo compie. Tra i brusii dei turisti italiani certo non vi sfuggiranno i vari “Tentar non nuoce” e “Non ci credo però non si sa mai”. Dopotutto, un anno di vita in più val bene una brutta figura!

Ma qual è la spiegazione di questo singolare fenomeno? Negli anni si sono avvicendate numerose ipotesi, che variano dalla super inflazionata azione extraterrestre, alla pittoresca presenza di un bruco che, nutrendosi delle gemme degli alberi, ne determinerebbe l’anomala crescita. Qualcuno ha invece più concretamente ipotizzato possa trattarsi di un fenomeno derivato da una particolare conformazione del sottosuolo o dalla spinta di forze telluriche.

Chi vuole credere alle fiabe troverà invece la spiegazione più convincente in una leggenda: si narra che la foresta fosse un tempo abitata da una fanciulla cristiana di nome Predislava e che di lei si innamorò, ricambiato, un giovane principe pagano. La fanciulla, disdegnando le nozze pagane, si ingegnò per convincere il suo innamorato della forza della fede cristiana e intonò un canto, al quale gli alberi che la circondavano risposero con una danza. Vedendo gli alberi muoversi, il principe si convinse della potenza della fede cristiana e non solo si convertì ma spinse a convertirsi l’intero suo popolo, i Prussi. Solo dopo che tutti ebbero ricevuto il battesimo, gli alberi della foresta smisero di danzare. All’improvviso, come incantati, immobilizzati nelle più disparate posizioni.

Nella Foresta Danzante la natura sembra beffarsi di noi, scardinare in un attimo le nostre più palesi e rassicuranti certezze. Eppure tutto quanto ci appare più innaturale al mondo, spesso altro non sembra essere che la massima espressione della natura stessa. Un modo forse per suggerirci  che avrà sempre qualcosa di nuovo da dire.

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