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Nelle Marche, un crostaceo unico al mondo

di Valeria Gulli

 

 

Il suo nome è Chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus marchesonii) e prende il nome dal suo scopritore, il professore di botanica dell’Università di Camerino Vittorio Marchesoni, che, per la prima volta nel 1954, durante una delle sue periodiche escursioni nei Monti Sibillini, venne in contatto con questa piccolissima forma di vita.

Il Chirocefalo è un crostaceo branchiopode e differisce dai più comuni crostacei per il fatto che non ha una protezione esterna ma si presenta con un corpo molle e trasparente di color rosso corallo. Fa parte della famiglia degli Anostraci, crostacei primitivi importanti costituenti di plancton di acqua dolce. Può raggiungere le dimensioni di 12 millimetri e una sua peculiarità è quella di nuotare con la superficie ventrale del corpo rivolta verso l’alto (a pancia in su).

Ma non è certo questa la sua caratteristica più importante: questo piccolissimo organismo si può trovare in un solo posto al mondo. Il Chirocefalo, infatti, è endemico del Lago di Pilato, nelle Marche, uno specchio d’acqua montano situato in una valle alle pendici del Monte Vettore, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini ad una quota di 1.941 m s.l.m., appartenente al comune di Montemonacoprovincia di Ascoli Piceno. E’un ambiente soggetto a forti stress stagionali, come congelamenti e prosciugamenti, ma il minuscolo crostaceo ha imparato ad adattarsi:  per far fronte a tali difficoltà ambientali produce forme di resistenza dette cisti, all’interno delle quali l’embrione, il cui sviluppo è arrestato, è isolato da una parete protettiva che gli consente di conservare la vitalità fino a che non si ricreano le condizioni idonee alla schiusa.

Il Chirocefalo, purtroppo, è in pericolo di estinzione per cause naturali, E’ importantissimo perciò, soprattutto nei mesi estivi quando le acque si ritirano, rispettare la distanza di sicurezza dal lago segnalata; oltrepassarli vorrebbe dire calpestare le cisti deposte sotto i sassi provocandone inevitabilmente la rottura con la conseguenza di essere colpevoli di un massacro invisibile.

Nonostante sia stato scoperto solo poco più di 50 anni fa, il Chirocefalo ha ispirato molte delle leggende popolari della zona grazie alla sua presenza in gran numero, che in alcuni periodi dell’anno, garantisce alle acque del Lago di Pilato una colorazione rossastra. La più famosa,da cui il Lago prende il nome, narra che il governatore della Palestina Ponzio Pilato, venne condannato a morte dall’imperatore Vespasiano, posto su un carro trainato da due bufali inferociti e lasciato in balia della sorte; i bufali, in una folle corsa, precipitarono dal più alto dei Monti Sibillini nelle acque del Lago, che ribollirono e si tinsero del sangue di Pilato.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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