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Un ricordo dell’autunno. In giallo

 di Malù Pagani 

 

E’ in arrivo il freddo e il gelo. E il clima mite di novembre è un ricordo che mi ritorna prepotente. Anche perché ho appena avuto una lunga conversazione con una cara amica rientrata dagli Usa. E parlando di Indian Summer, l’estate di san Martino secondo gli americani, è affiorato il ricordo “sensoriale”, della mia ultima passeggiata. Un lungo girovagare per i boschi sulla dorsale appenninica segnato anzitutto dal giallo. Meglio dai gialli (naturalmente parlo del fogliame): tanti e di varie sfumature. Sfoggiati da carpini, aceri campestri e montani, castagni, ailanti, faggi, tigli, lantane, viburni, noccioli. Un’esplosione di colori e profumi segnata dalla visione solitaria – accanto ad una vecchia casa rustica- di un gelso maestoso, forse mai potato, dagli annosi rami e rametti interamente coperti da un manto giallo brillante. Ma ecco che rivedo e risento salire piano dal bosco, all’inizio quasi impercettibile, un odore sottile e inconsueto di muschio umido, di funghi, di foglie già cadute, di terra bagnata che però continuando a camminare sfuma in quello dolce ed intenso dell’eleagnus ebingei in fiore. A terra i ricci abbandonati delle castagne già schiuse, le ghiande delle querce che con le loro foglie marrone bruciato servono a far contrasto e rinforzano i gialli.

 

A tratti svettano qua e là, dove la collina lascia il posto ormai alla pianura, gruppi di pioppi cipressini sempre accompagnati, non so perché, da quelli canadesi. Anche loro portano il loro giallo leggermente picchiettato di nero. Dall’aereo la vasta pianura del nord Italia appare ancora verde: con i medicai e le marcite squadrate da fitte linee gialle, disegnate dalle acacie e pseudoacacie. Si alternano i marroni degli appezzamenti già arati a quelli color ocra per il materiale rimasto sul campo dopo la trebbiatura del mais o lo sfalcio. Salendo a 1300 metri si vedono larghe macchie di larici che prima di perdere gli aghi colorano di un giallo incredibilmente uniforme. Anche in questo caso le larghe macchie di verde intenso delle conifere sempreverdi fanno risaltare questi soffici gialli. E’ un mondo da fiaba.

 

 

Ricetta porcini e patate

 

Porcini gr.500, patate gr 300, aglio e prezzemolo q.b., sale e pepe e olio q.b., un pizzico di funghi secchi .Tagliare a fettine i funghi, lavarli bene in acqua corrente. Metterli in padella con un goccio d’olio, sale e pepe. Aggiungere le patate lessate al dente a tocchetti e pezzetti di funghi secchi. Far insaporire con aglio e prezzemolo tritato grossolanamente. E’ un ottimo contorno per scaloppine varie.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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