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Ballando il Gangnam style per salvare gli oceani

 

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Il video più visto nella storia di Youtube, ballato da tutti, Madonna inclusa, ispiratore di flash mob nel mondo, è arrivato anche sulla Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace impegnata in un tour di documentazione della pesca al tonno nell’Oceano Indiano.

 

Il Gangnam Style ha contagiato l’equipaggio della nave che ha deciso di utilizzarlo per veicolare il messaggio della campagna, realizzando un video nel proprio tempo libero e a costo zero per l’organizzazione, visto che la nave e l’elicottero che si vedono nel video erano già impegnati per le ricognizioni. Ogni membro dell’equipaggio, dalla cuoca americana al radio operatore panamense, al marinaio argentino, hanno così iniziato a ballare nei momenti di pausa per realizzare quella che è sicuramente la versione più green del Gangnam Style.

 

“Eravamo in Mozambico per un monitoraggio congiunto con gli ufficiali del governo locale contro il fenomeno della pesca illegale. È stata Moon, giovanissima coreana di Seul salita a bordo come traduttrice, a mostrarci il video” racconta Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia, imbarcata sulla Rainbow Warrior e protagonista del video. “Proteggere gli oceani ballando il Gangnam Style perché no? Ogni mezzo è buono per parlare di questa emergenza. Dall’Oceano Indiano arriva circa un quarto del tonno commercializzato a livello mondiale, ma si stima che il 18% della pesca sia illegale. E questo, unito a una pesca eccessiva e spesso distruttiva, sta mettendo a serio rischio le risorse ittiche, e non solo”.

 

Come per il Gangnam Style, reso popolare dai click di milioni di utenti sul web, sono le scelte delle persone a determinare il successo di un’iniziativa o di una campagna di Greenpeace. La difesa degli oceani inizia dal consumo critico. In Australia e Regno Unito la pressione dei consumatori ha già convinto la maggior parte dei produttori di tonno a utilizzare solo metodi di pesca sostenibile, e anche in Italia grazie alla campagna Rompiscatole le aziende stanno cambiando. I più grandi, però, non hanno ancora eliminato i sistemi di pesca che stanno mettendo a rischio il nostro mare.

 

[UJ9kdHam3FM]

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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