Select Page

Ripariamo il nostro giardino dal gelo

di Malù Pagani 

 

semenzaio-maggio

 

Non ho pensato in tempo ai consigli per riparare dal freddo il vostro giardino. Forse per i luoghi a nord sarò in ritardo ma se ci affrettiamo qualcosa si può fare ancora. Prima cosa i vasi, sia piccoli che grandi, sia di plastica che di cotto o di legno, vanno messi in un locale dove non ci sia riscaldamento e possibilmente luminosi. Un tempo c’erano le serre così dette fredde, sempre però esposte a sud in un luogo riparato dai venti di tramontana. Esse avevano le finestre a vetri e gli scuri di legno che a sera venivano diligentemente chiusi per il freddo notturno. C’era sempre anche una stufa che veniva usata quando il gelo andava oltre misura. E tali vasi non abbandoniamoli, perché anche durante i mesi invernali vanno innaffiati, siano essi oleandri, agrumi o altro.

 

Ma esistevano anche “i lettorini caldi”: erano spazi esterni, sempre a sud, contornati da assi di legno, contenevano terriccio e sabbia ed erano coperti da un vetro e occasionalmente da cannicci. Il loro uso era riservato alle talee e alle piante giovani che dal semenzaio passavano qui in attesa della messa a dimora in piena terra. Ora non si vedono più: in qualche castello o in qualche villa importante lo usano ancora ma sono rari perché ci vuole un giardiniere a tutto tondo. L’ultimo l’ho visto al castello di Montechiarugolo quando c’era Ettore, giardiniere esperto e appassionato del verde come pochi. Se ne è andato via, però, e penso che il lettorino sia stato abbandonato. Già lo vedo con i vetri rotti ed erbacce che lo divorano.

 

Certo che sì, ci sono ancora, sia i lettorini che le serre: i garden più forniti ne avranno di tutte le misure e di tutte le fogge, ma sono un’altra cosa. Ma tornando alla protezione invernale, non pensiamo di farla ricoprendo di plastica o paglia i vasi di oleandri o altre essenze. Non è mai sufficiente anche se il freddo intenso dura poco. Ciò che rimane esposto ai quattro venti sarà meglio ricoprirlo con uno strato di letame maturo (rose e cespugli vari), mentre le erbacee perenni e i tappezzanti vanno cosparse di un sottile strato di foglie: strato che spesso la natura pensa saggiamente di ricoprire di sua spontanea volontà. Piccoli consigli ma molto utili, nella speranza che il vostro giardino sia stato ideato con buon senso. Se è al nord nessuna pianta delicata a rischio, messa là dove gela. La natura è piena di essenze belle e robuste: importante è saperle scegliere con diligenza. Solo così in primavera non piangeremo. Un altro accorgimento è quello di riparare il falso gelsomino, che a volte in certi punti può soffrire, con un canniccio. Altra soluzione per piccoli arbusti, bassi e potati come le palle di bosso che non temono il freddo ma che il peso della neve può aprire, è quella di due assi messe a capanna.

 

 

 

Patè marbrè di lepre, ricetta per le feste e insolita

Dose per otto persone: la parte posteriore di mezza lepre, lardo gr. 200, ginepro qualche coccola, 3 chiodi di garofano, 3 foglie di lauro, un po’ di noce moscata, marsala un bicchiere, colla di pesce 3 fogli, sale e pepe q.b .

Disossare la lepre, tagliarla a pezzi abbastanza piccoli, lavarla bene in acqua e aceto, scottarla in acqua per qualche minuto. Cambiare l’acqua e portarla a cottura con gli ingredienti sopra elencati, il lardo va tagliato a dadini, eccetto la colla di pesce. A cottura avvenuta aggiungere la colla di pesce ammollata nell’acqua. Mescolare bene il tutto, aggiungere qualche pistacchio, versare in uno stampo rettangolare liscio e lasciare in frigo per tre ore. Togliere dallo stampo e tagliare a fette piuttosto spesse. Servire da antipasto con qualche cruditè a lato.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

Leave a reply

Water Sponsor

Water Stories

Water Video

Loading...

Water Natura

UA-116066244-1