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Il verde pubblico (osservazioni di una appassionata del verde). Con invito a “gnocco fritto” e salumi

di Malù Pagani

 

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Che il verde sia messo a dimora, seguito ed anche abbattuto con saggezza ed esperienza! Dobbiamo imparare, andare in giro per il mondo, fotografare, memorizzare, annotare, studiare e confrontarci con i grandi ma anche con i piccoli coltivatori. E non stancarci mai! Io, attenta, curiosa, instancabile fin da bambina, ho fatto poi viaggi specialistici con botanici e mi sento abbastanza preparata per giudicare. Non ho frequentato l’università del paesaggio ma solo corsi qua e là in Italia e all’estero. Poi ho aiutato molti a far giardini, terrazzi e anche piccoli davanzali e cortili cittadini in verità molto difficili per la mancanza di sole e di luce. Comincio.

 

La linea Bologna –Milano dell’alta velocità è parzialmente schermata da un terrapieno di terra pressata. Sul culmine del terrapieno sono state messe a dimora ginestre comuni ogni dieci metri circa. Duecento chilometri della stessa essenza mi sembra già un non senso rilevante. Immaginiamo che arrivi un parassita o una crittogama come si deve (il posto è molto a rischio perché sappiamo che questi mezzi portano di tutto di più) ad attaccarle, noi cosa facciamo? Le trattiamo con antiparassitari per tutta la lunghezza? Immaginate la difficoltà e la spesa. Poi la ginestra, sì è una pianta rustica ed ha bisogno di poca acqua, ma solo se cresce a cinquecento metri di altitudine. Altre essenze potevano essere usate, faccio i primi nomi che mi vengono in mente: rosa canina, olivello spinoso, sanguinella, acacia, more selvatiche e tutti i prunus. Ma potrei continuare per una intera pagina.

Dopo un anno ho rivisto il tratto Bologna –Milano è quasi tutto secco. Ed ora cosa si farà? Ci sarà un espianto, peraltro molto costoso o si lascerà il tutto alla mercé del vento, della pioggia, della neve, sperando che facciano in fretta a distruggere le piante morte e a cancellare questo brutto intervento? Qualche cespuglio rachitico vivrà ma rimarrà solo a sottolineare la bruttura dell’opera. Ma perché è stata messa? Vorrei proprio saperne di più.

Parliamo ora di rotonde: meritano uno spazio lunghissimo ma mi limiterò a sottolinearne solo alcune. A Sala Baganza, bel paese a sud di Parma, vicino ai boschi di Carega, riserva regionale dell’Emilia Romagna, c’è una rotonda che batte il record dell’incapacità di chi gestisce il verde pubblico della zona. Una piantagione di hosta crispula riempie una rotonda che prende tutto il sole dell’est, del sud e dell’ovest. L’hosta crispula è una essenza da ombra o mezz’ombra al massimo. Infatti nonostante l’irrigazione a goccia, qui è sempre gialla e moscia e molte sono già morte in poco tempo. A Traversetolo, altro bel paese a sud di Parma, fu fatta una grossa rotonda nel 2009 allo svincolo con la strada per Montechiarugolo, furono messi a dimora cinque ulivi. L’inverno se li portò via tutti. E’ vero che sulla strada pedemontana un poco più a sud a ridosso della collina puoi trovare delle leccete (vedi monte Gaio sopra Montecavolo in provincia di Reggio Emilia) ed è vero ancora che sempre a sud di questa strada pedemontana c’è, prima di Langhirano, il grande bel castello di Torrechiara, il cui nome sembra derivi da “torcer” (che in dialetto parmigiano significa torchiare) sia l’uva ma anche le olive, della zona logicamente. Gli ulivi, però, venivano piantumati in posizioni con microclima giusto, poi erano altri cultivar, più resistenti.

Voglio finire questa prima puntata con un elogio alla provincia di Reggio Emilia. Le sue rotonde sono, quasi tutte, belle, seguite e fantasiose, spesso ricordano i lavori dei campi stagionali: i fieni estivi, la raccolta dei frumenti, la vendemmia. Sì, molto indovinate, complimenti a tutto lo staff reggiano che si occupa di tale servizio. Un’idea giuntami ora all’ improvviso: mi farò guida e organizzerò piccole gite perlustratrici per quelli che amano il verde ordinato e saggiamente piantumato. Poi logicamente finirà in “gnocco fritto” e salumi vari.

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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