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Lima: la prima metropoli che potrebbe rimanere senz’acqua

di Berenice Solano Cárdenas

 

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Los abruptos cambios en el clima, tanto en el Perú como en diversas zonas del planeta, que se reflejan en el aumento de las temperaturas a niveles insoportables en la costa y las torrenciales lluvias que caen sobre la zona de la sierra, podrían provocar que en unos años el Perú y en especial Lima, sufra una escasez de agua y el desabastecimiento de energía eléctrica”.

I bruschi cambi climatici che avvengono sia in Perù sia nelle altre zone del pianeta si riflettono nell’aumento delle temperature, insopportabili nella zona costiera, e nelle precipitazioni copiose nella Sierra. Tra qualche anno potrebbero far si che il Perù, e Lima in modo particolare, soffra di problemi come la scarsità dell’acqua e la carenza di energia elettrica.

(Nuevo Ojo, 15/02/2013)

 

IL PROBLEMA. Il Perù dispone di un ampio litorale con una superficie di circa 627,500 chilometri quadrati, che contengono acqua in grande quantità da soddisfare i bisogni di tutto il territorio. Come è mai possibile che non basti per i quasi 26 milioni di peruviani?!

IL CASO LIMA. Lima ha da sempre avuto difficoltà con l’acqua: la sua scarsità e mancata presenza in varie zone della città sono chiari esempi di una cattiva gestione. Un giorno non molto lontano i cittadini della capitale del paese incaico potrebbero rimanerne del tutto senza secondo il giornalista tedesco Claus Kleber, realizzatore del documentario “Factor de potencia de la Tierra” per il programma “Reporte Semanal” del canale televisivo tedesco ZDF: “en algunos años ocho millones de personas que habitan la capital no podrán abastecerse de agua, generando así una inmigración masiva”.

LA CITTA’. si trova in una zona desertica e l’acqua della fonte naturale, proveniente da varie fonti fluviali e in minor misura da quelle sotterranee, non è sufficiente per i circa 9 milioni di abitanti. Inoltre il fiume Rimac, la fonte principale, è il più contaminato dei corsi d’acqua del Perù e molto probabilmente di tutta l’America Latina. A causa del clima e dell’impianto acquifero presenti attualmente risulta così impossibile trasportare l’acqua potabile, che è già scarsa, e offrire un servizio fognario nelle case di tutti. Ai problemi già citati se ne aggiungono molti altri: la scarsità di precipitazioni, lo spreco dell’acqua da parte di molti cittadini e il massiccio incremento di nuove costruzioni, che mostrano l’inesistenza di un vero e proprio piano regolatore e territoriale. Cosa fa lo Stato per risolvere la situazione? Nel corso degli anni si sono visti tanti progetti e sono state attuate varie soluzioni, ma il problema continua ad essere attuale e per questo motivo per i peruviani il più grande intralcio per la risoluzione della problematica dell’acqua a Lima è lo Stato stesso.

LE SOLUZIONI. Per ora è stato creato un nuovo sistema di gestione dell’acqua e di monitoraggio della produzione agricola, ma non è sufficiente. Una misura efficiente potrebbe essere quella di spostare le famiglie che vivono nelle zone isolate, nelle montagne e nelle zone rurali, in aree più accessibili e più connesse alla vita cittadina. Alla impensabile e inattuabile realizzazione di tale progetto si contrappongono soluzioni e alternative più concrete: la costruzione di tre dighe di medie dimensioni a metà dei corsi dei fiumi Rimac, Chillón e Lurín per poter immagazzinare l’acqua nei periodi con maggiori precipitazioni e la creazione di un piano regolatore per le costruzioni immobiliari al fine di preservare l’ambiente ed evitare la massiccia edificazione in zone già sovrappopolate. Inoltre e soprattutto bisogna ridurre gli sprechi con un taglio graduale e/o netto quando necessario come nel caso del Circuito Magico del Agua, dove per tutto il giorno è possibile assistere alle fontane pirotecniche, magnifiche alla vista dei turisti e inadeguate per coloro che non hanno l’acqua a casa: come è possibile poter vedere uno spettacolo del genere in una parte della città mentre in un’altra, non molto distante, migliaia e migliaia di persone devono fare lunghissime code quotidianamente per comprare l’acqua a prezzi spropositati, talvolta pagandola addirittura il quintuplo del suo reale valore, dalle autocisterne?

 

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Nonostante la situazione sembri stabile, qualche piccolo miglioramento c’è stato, seppure poco influente vista la gravità del caso. Il Governo non è mai stato del tutto con le mani in mano: un esempio è il piano Agua para Todos (acqua per tutti) che tra agosto del 2006 e dicembre del 2010 ha contribuito a migliorare la salute dei cittadini e la loro qualità di vita con la costruzione di nuovi sistemi d’acqua potabile e con un miglioramento di quelli già presenti. Inoltre dalla collaborazione di dodici istituzioni di Perù e Germania è stato creato Lima Water (LiWa): sono stati investiti 3.3 milioni di euro per l’elaborazione di strumenti e modelli di simulazione della gestione dell’acqua cittadina. Anche degli enti privati si sono cimentati al fianco del Paese per una possibile soluzione: nel novembre del 2010 è stato creato Aquafondo, un fondo con un patrimonio iniziale di $ 250.000 per il finanziamento di progetti di riforestazione, recupero delle lagune, costruzione d’infrastrutture idriche, campagne di sensibilizzazione ambientale e molto altro.

 

87. AGUA PARA TODOS

 

Questi progetti sembrano promettenti, ma l’immagine data all’estero continua ad essere quella di poca organizzazione e di mancanza di presa di coscienza, visti anche i fallimenti passati e la cattiva gestione delle somme investite. La situazione è molto grave come sottolinea James Pinter, giornalista britannico della BBC, nel suo pezzo “La realidad alarmante del agua en el Perú”: “los modelos, basados en incrementos moderados de temperatura, predicen que la disponibilidad de agua al año aumentará ligeramente, conforme más glaciares se derritan, pero habrá un descenso dramático después de 2050 y posiblemente tan pronto como en 2030”, ci sarà così un leggero miglioramento dovuto allo sciogliersi dei ghiacciai per poi avere una calo impressionante della presenza d’acqua già nel 2030.

Come il resto del mondo anche il popolo peruviano non riceve un’immagine positiva dalle proprie autorità: “cualquiera sea el gobierno, los proyectos son casi todos fracasos; fracaso del gobierno, proyectos y de la sociedad”.

Fortunatamente i peruviani non si arrendono e protestano contro le ingiustizie e organizzano mobilitazioni popolari in tutto il paese, come la Marcia Nazionale in Difesa dell’Acqua (Marcha Nacional en Defensa del Agua) del 9 febbraio 2012.

Riuscirà lo Stato a far si che l’acqua non rimanga un bene di lusso nella capitale del Perù? Riusciranno mai i cittadini a riavere fiducia nelle istituzioni e queste compiranno davvero gli obiettivi prefissati? L’acqua e la sua diffusione continua ad essere un tema molto scottante per tutto il paese e sicuramente è qualcosa su cui riflettere attentamente.

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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