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La forza di rialzarsi.Dopo il terremoto

La forza di rialzarsi.Dopo il terremoto

terremorto Rovereto

 

 

di Francesco  Spelta

 

 

Rovereto è un piccolo paesino sotto l’argine del fiume Secchia, proprio questa zona è stata una delle più colpite dal sisma del 29 maggio 2012. Proprio qui a tutti i cittadini è sembrato di trovarsi in incubo quanto mai reale perchè anche se in questa zona non ci sono stati morti quasi 80% degli edifici ha subito ingenti danni e di questi il 30% è stato costretto ad abbattere la propria casa e in molti casi senza neanche poter recuperare i loro beni.

Essere costretti ad abbattere la propria casa già di per se è un’esperienza molto forte dato che solitamente la propria abitazione è vista come un luogo sicuro, come una costante sempre presente nella nostra vita oltre a portare dentro di se preziosi ricordi.

Reagire a questa situazione è molto difficile ma ci sono storie che lo testimoniano e quella della famiglia Bruschetta è sicuramente una di queste. Abbiamo intervistato Sandra Marri, una mamma che di lavoro fa l’ingeniere, e che ci ha raccontato di come la sua famiglia ha reagito a questa tragedia e come 9 mesi dopo il sisma si trovino ad inaugurare, in questi giorni, la prima casa ricostruita dopo essere stata demolita completamente.

 

Che percezione avete della situazione intorno a voi nel momento attuale?

 

La sensazione che uno sforzo e dei risultati ci siano stati per quello che riguarda il settore produttivo, chi aveva avuto danni alla propria attività si sta rimettendo in pista appena possibile, il privato invece è più disorientato, forse più difficoltà a reperire i fondi o negli iter burocratici, poi ci sono tantissime situazioni complesse,dai condomini agli anziani, quindi io vedo una netta distinzione tra le due.

 

Il primo gennaio 2013 la regione Emilia-Romagna ha sbloccato la prima parte (420mln) degli aiuti statali destinati alla ricostruzione, pensa che i tempi burocratici saranno un problema per l’effettivo accesso ai rimborsi da parte dei cittadini?

 

No non ho questa sensazione anche se compilare le domande non è facile, anzi sono abbastanza complesse però mi dicono che c’è già chi ha ricevuto i finanziamenti; l’iter previsto dalla regione o dal comune a seconda che si sia produttivi o privati sia di sessanta giorni con la possibilità di richiedere integrazioni. Non ho avuto la sensazione di lungaggini dopo la domanda ma le difficoltà sono più nell’inoltrarla.

 

Cosa avete provato immediatamente dopo il sisma?

 

Totalmente destabilizzante. Non hai più niente. Noi siamo comunque stati fortunati perchè la nostra casa non ha subito crolli quindi abbiamo avuto la possibilità di entrare a recuperare una parte delle nostre cose, pur con l’assistenza dei vigili del fuoco, ma la palazzina affianco a casa nostra non ha avuto possibilità di recuperare neanche un fazzoletto. Hanno abbandonato casa e cose interamente e questo secondo me è assolutamente devastante.

Nei giorni seguenti, ma anche più a lungo termine come vi siete organizzati?

 

Noi ci siamo spostati in montagna ma c’erano sicuramente diverse soluzioni possibili compresa la disponibilità dei nostri amici che ci hanno messo a disposizione appartamenti e quant’altro, quindi siamo stati un po’ lontani poi abbiamo fatto il contratto con l’azienda che ha fatto la casa nuova la quale ci ha messo a disposizione una “casa di cortesia” ovvero una casetta in legno che è stata qui fino a ieri dove da agosto ci siamo trasferiti per rimanere tutti insieme

 

Come vi siete mossi nel procedimento di ricostruzione?

 

Per il decidere il da farsi abbiamo impiegato 8-10 giorni durante i quali sono venuti tecnici della regione, consulenti privati e vigili del fuoco e giudizio di tutti è stato unanime. Bisogna abbatterla perchè consolidarla era troppo difficoltoso e oneroso con un risultato che comunque un po’ di incertezza la lascia. Quindi data l’unanimità dei pareri abbiamo preso la decisione, nel frattempo sono usciti i primi decreti che consentivano di partire quindi ho sfruttato le normative appena emesse in luglio abbiamo demolito e a settembre abbiamo cominciato con la ricostruzione.

 

Avete già ricevuto qualche tipo di incentivo o aiuti da parte dello stato  o dalla regione?

 

No ma confido che mi li diano dato che sto compilando la domanda in questi giorni io ci conto, poi c’è stato il passaggio dall’80% al 100% del valore dell’immobile…insomma io ci conto.

 

Quali sono i criteri con cui avete costruito la nuova casa?

 

Considerando che tante cose sono obbligatorie per avere il permesso di costruire, deve essere antisismica e garantire una certa quota di risparmio energetico, ci siamo ridimensionati perchè la casa di prima era molto più grande. La struttura portante è tutta completamente in legno e risponde ai criteri di costruzione più moderni e sostenibili rispetto all’abitazione precedente.

 

Cosa si prova a ritrovarsi con la prima casa completamente ricostruita in questo paese che è stato colpito così duramente dal sisma?

 

Io mi sento tranquillissima perchè abbiamo di nuovo la nostra casa e la mia famiglia…siamo stati divisi, siamo stati nell’incertezza più totale adesso siamo di nuovo tutti insieme e io sto rimettendo la mia vita a posto, ovviamente non come prima,  perchè un’esperienza del genere lascia il segno ma abbiamo nuovamente la nostra vita normale ed era questo il mio obiettivo.

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

1 Comment

  1. Laura

    A Rovereto è morto il parroco sotto al crollo della chiesa e ci sono stati molti feriti, alcuni anche gravi.

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