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Itinerari. Il ponte d’acqua di Magdeburgo

Itinerari. Il ponte d’acqua di Magdeburgo

di Ilaria Cappelli

 

Ci sono città che sembrano custodire un segreto, una storia che immaginiamo andare oltre quella degli edifici, dei musei, delle cattedrali che le animano. Città di cui sembra sfuggirci qualcosa, la chiave di un mistero. Città in cui comunicano elementi tanto diversi tra loro da provocarci un senso di smarrimento, pur senza riuscire a identificarne la causa in un’immagine concreta.

Magdeburgo è un po’ così. Una porzione di mondo che dà l’illusione di svelarsi prepotentemente al primo sguardo ma che invece va scoperta, senza fermarsi alla superficie.

Esiste indubbiamente più di un buon motivo per visitare questa città, ricca di storia e di bellezze artistiche, dove antichi edifici si mescolano a  costruzioni d’avanguardia. Una delle cose imperdibili di Magdeburgo è una meraviglia, evidentemente non della natura, bensì dell’ingegneria tedesca: il Ponte-canale, detto dai più semplicemente “ponte d’acqua”,  che collega due tra i maggiori canali del paese,  l’Elbe-Havel Canal e il Mittelland Canal. Questo suggestivo canale altro non è che l’acquedotto navigabile più lungo del mondo. Ben 918 metri di lunghezza per 32 metri di larghezza.

 

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Le due strade che lo costeggiano  consentono ai pedoni di passeggiare seguendo il percorso di navi e natanti e giungendo al tratto indubbiamente più suggestivo: il punto in cui l’acquedotto incrocia, sovrastandolo, l’Elbe River. Ci si ritrova così in una sorta di crocevia fluviale, con l’acqua che scorre accanto ai nostri passi e sotto i nostri piedi e questo provoca un certo senso di vertigine, la sensazione d’un tratto è quella di aver perso la bussola. Per un attimo penseremo di trovarci in una città del futuro, o forse del passato, in cui non esistono autostrade e tangenziali ma solo corsi d’acqua navigabili. Eppure guardandosi attorno sembra che quel ponte, con tutta l’acqua che trasporta così come le navi, non sia particolarmente strano in quel luogo, che abbia sempre avuto lì la sua precisa e giusta collocazione.

Non sono passati molti anni in realtà dall’apertura di questo acquedotto, in fondo un decennio nella storia di Magdeburgo è un tempo infinitamente piccolo.

La storia della Germania si mescola con quella di queste acque: il progetto di unire i canali Elbe-Havel e Mittelland è del primo ventennio del Novecento e i piloni a sostegno del ponte furono posizionati già nel 1938 ma poi tutto si fermò.

 

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Prima che potessero scorrere le acque, trascorsero gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, passò la Guerra Fredda, la divisione della Germania. La storia mise un freno al progetto, che solo nel 1997 vide aprire i cantieri e dar vita, sei anni più tardi, con l’ausilio di ben 24.000 tonnellate di acciaio e 68.000 metri cubi di cemento, al più lungo acquedotto navigabile al mondo.

 

Guardando le acque del Ponte-canale di Magdeburgo, pensando a quanto hanno atteso prima di scorrere, ci sembrerà forse qualcosa di diverso, di prezioso; non acquedotto ma fiume mitico che custodisce e narra, a chi la sa ascoltare, la storia di un paese.

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