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Tracce di amianto nell’acqua potabile di Carpi

 

Pericolo Amianto

 

di Laura  Benatti

 

Lo scorso anno ci eravamo occupati del gravissimo problema dell’amianto, assassino silenzioso che provoca il mesotelioma, un tumore della pleura, a chi respira o ha respirato in passato le fibre microscopiche di questo materiale, messo al bando in Italia nel 1992 (Per saperne di più, https://www.wateronline.info/2012/02/27/eternit-ventanni-dopo-giustizia-a-meta-per-rubiera-e-bonifiche-dellamianto-che-procedono-a-rilento-eternit-ventanni-dopo-giustizia-a-meta-per-rubiera-e-bonifiche-dell/). Nonostante il cemento-amianto non venga più prodotto da allora, le nostre città continuano ad essere costellate di manufatti contenenti questo materiale, tra cui le condutture dell’acqua. Come avevamo visto, si tratta di un pericolo immenso per la salute, soprattutto perché basta respirare pochissime fibre per rischiare di sviluppare, anche dopo decenni, il mesotelioma.

A Carpi, come in tutti gli altri comuni della Bassa modenese colpiti dal terremoto dello scorso anno, il rischio che l’aria che si respira sia avvelenata da tracce di amianto è aumentato in modo esponenziale, a causa dello sbriciolamento di coperture e tubature in Eternit, in seguito ai numerosi crolli degli edifici.

Ma ora lo spettro dell’asbesto non si aggira solo nell’atmosfera, portato dal vento: martedì 9 luglio, in una conferenza stampa convocata a Carpi da Comune, ASL e AIMAG (l’azienda che gestisce la rete idrica della città) è stata diffusa una notizia inquietante: in seguito agli ultimi monitoraggi effettuati, nell’acqua potabile della rete cittadina (che per il 40% è costituita da tubi in Eternit) sono state rilevate tracce di amianto.

L’amministrazione comunale ha deciso che «con il fine di capire, mantenere sotto controllo e risolvere il fenomeno, si promuove innanzitutto un progetto di monitoraggio/indagine del fenomeno che coinvolgerà l’Azienda Sanitaria Locale, AIMAG e tutte le conoscenze tecnico scientifiche necessarie/disponibili in materia». Le tracce di amianto rilevate variano da un minimo di 1.017 ad un massimo di 11.700 microfibre/litro; il limite previsto negli Stati Uniti (l’unico paese al mondo in cui esistono limitazioni alla quantità di amianto nell’acqua potabile) è di 7.000.000 microfibre/litro. Siamo quindi molto al di sotto di questo valore, tuttavia è inevitabile che sorga il dubbio: davvero non c’è pericolo per la salute? Non esistono ricerche precise e approfondite in merito, l’unico studio che ha preso in considerazione la possibilità che l’amianto contenuto nell’acqua possa diventare pericoloso (in seguito all’eventuale evaporazione dell’acqua e alla conseguente dispersione nell’aria delle fibre) è stato quello condotto negli Usa (fonte EPA, Environmental Protection Agency). Invece in Italia ed in Europa, ad oggi, non esistono normative che pongano limiti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, «non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute; non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell’acqua potabile» (Linee guida sulla qualità dell’acqua, OMS 2011). Ma non si può nemmeno escludere con certezza che l’amianto ingerito non provochi danni al corpo umano.

Per quanto riguarda le cause di questa contaminazione, il presidente di AIMAG, Mirco Arletti, ha affermato che «è importante allargare l’analisi a tutti i 14 comuni serviti dal gruppo e cercare di capire se vi sono delle correlazioni tra aggressività dell’acqua e rilascio di fibre dalle tubazioni o se il sisma dello scorso anno ha comportato piccole fessurazioni nelle condotte. Ricordo infatti che, solo a Carpi, malgrado il graduale processo di sostituzione a cui abbiamo dato il via da anni, vi sono ancora 216 chilometri di rete idrica realizzata in cemento-amianto (Eternit) che dovrà essere controllata per verificare che non vi siano delle microrotture».

Sostituire tutte le condutture di cemento-amianto della rete cittadina costerebbe 60 milioni di Euro. Una cifra altissima, impossibile da trovare nell’attuale congiuntura economica, per un intervento che comunque richiederebbe molto tempo; intanto, dai rubinetti di Carpi (e probabilmente da quelli di molte altre città) continuerà ad uscire acqua con amianto.

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