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Le rose (queste insuperabili). Con ricetta dei fagiolini (in umido)

Le rose (queste insuperabili). Con ricetta dei fagiolini (in umido)

 

di Malù Pagani

 

Non parlo delle rose che si vedevano un tempo nei giardini delle vecchie ville, curati da vecchi giardinieri per le vecchie signore che amavano reciderle per fare composizioni nei vasi entro casa . No, quelle anche se belle singolarmente , non facevano macchia: erano tristi ,forse preconizzavano la loro fine entro vasetti spesso piccoli e insignificanti. Da vent’anni a questa parte si sono fatti passi da gigante, nuovi ibridatori, capaci e perspicaci (Austin, Scarman, Peyron ecc.),hanno creato piante resistenti e folte nei fiori e nelle foglie, piante per molte esposizioni con una capacità di rifiorenza copiosa e sicura . Così abbiamo tutti cominciato a conoscerle e usarle. Sappiamo dove metterle e come trattarle . E quest’anno siamo stati largamente ricompensati perché esse sono esplose con una gioia di vivere del tutto particolare dovuta, penso, alla stagione che si è protratta fresca . Ho visitato molti giardini tra maggio e giugno in pianura ed in collina, in provincia di Parma,Reggio,Modena,Piacenza e Milano, ed in tutti ho visto  queste rose che ti accolgono con un sorriso radioso, sì, alcune un poco attaccate dagli afidi verdi e nelle foglie alla base qualche macchiolina nera, ma poca roba,insignificante. Tra le rampicanti le più generose sono state le new dawn dal delicato rosa pallido ,le Pier de Ronsard dal fiore bicolore, la candida iceberg e la potente mermaid gialla dal fiore semplice . Tra le sarmentose, le infaticabili Castore e Polluce sempre abbinate per far risaltare i loro due colori rosa e rosso. Ma le grandi rambling hanno dato il meglio di sé. Hanno modificato la parete di un angolo mal concio  di una casa stanca , hanno ricoperto senza pietà l’albero che le sorreggeva,forse decretando la sua fine, hanno steso il loro manto provvidenziale sui brutti muri dei capannoni industriali dando loro un mese di bellezza. E allora dobbiamo ricompensarle, come non so.

rose malù

In assoluto dobbiamo essere riconoscenti alla Paul’s Himalayan Musk e alla Kiftsgate, molto simili tra loro entrambe: mazzolini di fiori piccoli rosa pallido la prima e bianchi la seconda. Naturalmente quella che si allunga di più è la Paul’s Himalayan Musk, ventitre metri non sono pochi ma anche la Kiftsgate non scherza.  Quindi proviamole tutte siano esse rose antiche o moderne. E addentriamoci in questo mondo costituito dalle rose galliche, moscate, damascene, Portland, tè, centifoglie, Alba, Bourbon, cinesi, polyanta, floribunda, noisette. Aspettando lo sbocciare dei fiori della sea foam , che nasce bianca e muore rosa. Nell’attesa, questa volta, chiuderò con una ricetta. Ma non  della confettura di rose, come forse sarebbe giusto fare, perché ce ne sono troppe in giro,  nei manuali e su internet, dall’Artusi a Giallo Zafferano. Vi proporrò invece la ricetta dei fagiolini in umido, vecchia usanza campagnola,saggia e saporita.

 

La ricetta

 

Ricetta o meglio idea .Lessate i gialli fagiolini, Meraviglia di Venezia, piatti e burrosi, ma non troppo. Affettate due belle cipolle rosse, bianche o borretane e mettetele a rosolare in padella con un poco d’olio .Aggiungete una bella cucchiaiata di concentrato di pomodoro e un poco d’acqua, poi i fagiolini. Fate cuocere coperti per pochi minuti e il piatto è pronto . Naturalmente sale e pepe q.b. Con una bella fetta di pane quasi un piatto unico!

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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