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CasaNova, l’eco-quartiere di Bolzano

CasaNova, l’eco-quartiere di Bolzano

 

 

EcoNova di Bolzano

di Valentina Paulmichl

Dopo tre anni dall’inizio dei lavori, Bolzano ha finalmente il suo quartiere eco-solidale, sorto nella periferia ovest a nord del Fiume Isarco. Progettato dall’architetto Siegfried Delueg, vincitore del primo premio del concorso indetto dall’Istituto per l’edilizia sociale (IPES) della Provincia di Bolzano per la realizzazione di un quartiere sostenibile, CasaNova è un complesso abitativo ad alte prestazioni ma a canone accessibile, per un totale di 950 alloggi per circa 3000 persone.

Nato dall’idea di realizzare un concreto esempio di sostenibilità su scala urbana, il nuovo quartiere è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale per espandere e ripopolare la periferia della città senza penalizzare la qualità della vita. CasaNova è un vero e proprio piccolo villaggio ecologico che combina un’attenta pianificazione urbanistica con la creazione di zone verdi. Tutti gli edifici rispondono ai requisiti di CasaClima in classe A, massimizzando la produzione di energia da fonti rinnovabili senza tralasciare la qualità costruttiva.

L’impegno diretto del Comune nella gestione e nella pianificazione, ha permesso la realizzazione di un quartiere modello che risponde ad alti criteri di innovazione e qualità. Risultato di una gara internazionale, la progettazione è stata affidata a un gruppo di lavoro coordinato dall’olandese Frits Van Dongen che ha guidato la costruzione di otto “castelli edilizi”, ognuno dei quali composto da 3-4 edifici realizzati intorno a uno spazio verde comune. Lo sviluppo architettonico e tecnologico dei singoli interventi è stato affidato alla professionalità di progettisti che si sono confrontati durante 6 diversi workshop che si sono svolti a Bolzano nei primi sei mesi della fase di pianificazione.

Dal punto di vista strettamente energetico, CasaNovaè dotato sia un sistema di teleriscaldamento al servizio dell’intero quartiere, sia un sistema limitato ai singoli lotti che sfrutta l’energia solare rinnovabile per il riscaldamento dell’acqua e per l’elettricità. Le acque meteoriche vengono convogliate in apposite vasche di raccolta poste al primo piano interrato, e recuperate per l’irrigazione dei giardini e del tetto verde di cui è provvisto ogni edificio.L’intero sistema garantisce una riduzione dei consumi pari al 65% rispetto ai quartieri tradizionali e non ecosostenibili.

Una sostenibilità che si misura non solo negli alti standard degli edifici, ma anche in termini di mobilità e riduzione del traffico automobilistico grazie alla predisposizione e all’integrazione di percorsi ciclopedonali che collegano il quartiere con la città e alla realizzazione di una linea degli autobus già attiva e di una stazione ferroviaria che collega Bolzano alla città di Merano, la cui inaugurazione è prevista per la fine di quest’anno. Si tratta di una stazione sopraelevata senza alcun tipo di barriera architettonica, con sala d’attesa chiusa e un marciapiede lungo 150 metri. Per questo 2013 sono stati finanziati anche un progetto per la costruzione di un nucleo Alzheimer nella casa di riposo “Don Bosco”, e la realizzazione del polo scolastico con scuola materna e asilo nido al quale, al momento, è dedicato un container provvisorio. Per entrambi i progetti, per cui sono stati investiti circa 12 milioni di euro, l’inaugurazione è prevista entro la fine dell’anno.

Il quartiere è stato riconosciuto a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente come esempio nel campo dell’efficienza energetica e dell’uso di fonti rinnovabili per la riduzione delle emissioni di CO2.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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