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Il successo del ritorno all’acqua del rubinetto. In 7 anni consumi al 75,5%

Il successo del ritorno all’acqua del rubinetto. In 7 anni consumi al 75,5%

Acqua di casa

Numeri importanti quelli dell’acqua del rubinetto in Italia.  A darli è Aqua Italia, a pochi giorni dalla partecipazione al Festival dell’Acqua de L’Aquila e in occasione  della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

In soli 7 anni la propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non, è passata dal 70,4% al 75,5% e, di quest’ultimi, il 46,9% dichiara di berla sempre o quasi, sottolineando un nuovo modo di intendere l’acqua a km zero che non è più vista solo come un servizio al cittadino ma come una vera e propria risorsa [Fonte: CRA – Acqua Italia].

In linea con questa nuova “cultura dell’acqua” va sottolineato il successo del fenomeno del ritorno alle fontanelle comunali, oggi denominate Chioschi dell’AcquaAqua Italia e Federutility, dal 2010 ad oggi, hanno pubblicato 3 edizioni del Manuale dei Chioschi dell’Acqua, l’ultimo dei quali è stato presentato l’8 ottobre in occasione del Festival dell’Acqua, dove si indaga proprio la storia, la tecnologia e i numeri del fenomeno in Italia.

Da questo studio è emerso che le installazioni in Italia sono passate da 213 censite nel 2010 ad 817 di quest’anno. Il femomeno nato al nord si è pian piano sviuppato in tutta la Penisola fino alle isole. La regione che vanta il numero maggiore di Chioschi dell’Acqua è la Lombardia che in soli 3 anni ha più che duplicato le proprie installazioni passando da 155 a 382 esemplari.

Numerose sono le Regioni che hanno visto aumenti davvero interessanti di queste strutture basti pensare al Veneto che passa da 1 a 44 installazioni, il Piemonte da 19 a 126, la Toscana da 28 a 60l’Emilia Romagna da 8 a 134 e le Marche da 1 a 13.

 

 

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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