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Di fronte al disastro ultradecennale del verde privato urbano: meglio pensare alla polenta!

Oro rosso di Storo

di Malù Pagani

Ormai tutti corrono: ragazzi,adulti e anziani,femmine e maschi. Corrono per le strade di campagna , lungo i viali di periferia e per le vie del down town , disdegnando ciò che vi propongo stavolta: di  camminare a passo lento e scrutare dentro i giardini o meglio dentro le strisce di terreno che si fregiano di questo nome. Il primo impianto avventato fu fatto in massa negli anni cinquanta, davanti ai tanti e  grandi condomini che sorgevano in fretta e dove sconsideratamente furono messe a dimora piante che sarebbero cresciute troppo rispetto  allo spazio a loro destinato, cinque dieci  metri al massimo.

Ora queste piante diventate gigantesche (cedri deodara,atlantica,del Libano,magnolie e tanti abeti rossi, per intenderci gli abeti dell’albero di Natale, che non si volevano buttare ed allora furono messi lì senza pensare ad altre soluzioni più giuste) rappresentano dei problemi, molte vengono rimpicciolite in modo drastico, diventando dei mostri, altre occupano tutto il terreno circostante e nulla può crescervi nei pressi.  Altro impianto sconsiderato fu quello di mettere a dimora siepi desiderose di spazio (lauro ceraso ,lauro nobilis, ligustro e ultimamente cipressi leilandy), così tutte, sacrificate e stanche, si ammalano, molte piante muoiono e lasciano dei vuoti mai riempiti o riempiti magari di flora spontanea invasiva come la fitolacca, il romice,la vitalba ed altre. Solo qua e là senza un senso logico cespugli fioriti in primavera (forsithia, mahonia, cidonia, deuthia, kerria japonica ecc.). Le bordure sono inesistenti. Rose morenti in zone d’ombra ed aucube bruciate in piedi al sole, oste crispule divorate dalle lumache, evonimus invasi dalla cocciniglia, ruscus ridotti a scheletri. E poi erba infestante ovunque, nelle fessure dei marciapiedi o dei muretti di recinzione, la parietaria si diverte a espandersi rigogliosa in compagnia della gramigna. Brutti ed inutili vasi di plastica abbandonati in facciata col geraneo o il fiore di vetro morente, mentre bei vasi e “puff”di annoso cemento sono relegati in un cantone nascosto, destinati al degrado .

Ma andiamo avanti , haimè, con la moda attuale di mettere”un tessuto non tessuto”attaccato alle cancellate, magari preziose e bellissime .Tale tessuto è sempre sdrucito e strappato. So che in Francia ed in Gran Bretagna non se ne fa uso, giustamente. L’uso dei cespugli da bacca è sconosciuto . Così non vedi i cotoneaster Franchetti, la sinforicarpa, il crategus giallo, la nandina domestica, l’amelanchia, l’ardisia crispa, il corbezzolo, l’aronia, la sarcococca umilis, la callicarpa, il clerodendro,il cornus kousa, l’olivello spinoso e così via. Si ,qualche giardino si salva ma se guardate bene forse in un angolo non troppo nascosto scovate una piccola discarica (vasi rotti, zappe arrugginite, legni di risulta, mattonelle crepate, sacchi neri rigonfi di porcherie varie). Proprio là dove potrebbe esistere un utile composto, ordinato e da esempio per tutti,ma noi italiani conosciamo a mala pena solo il significato di tale parola. Invece un plauso va alle donne dell’est, che hanno una magica disposizione e tradizione che consente loro di creare piccoli spazi deliziosamente piantumati in modo saggio di fiori, arbusti, rampicanti e tappezzanti e che si preoccupano che ogni stagione faccia sbocciare fiori . Cosicchè è sempre una gioia guardarli . Sento il dovere di scrivere queste osservazioni ora, in autunno, perché l’autunno esalta queste brutture.

E allora consoliamoci con una bella polenta doc !

 

Polenta con farina gialla di Storo

Fare una polenta di media consistenza usando la farina gialla di Storo nel modo tradizionale. A metà cottura aggiungere dei bei pezzettoni di zucca e prima di servire unire burro, spressa e salsiccia sgranata. E’ un piatto unico e meraviglioso!

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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