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Allarme arsenico nell’acqua di Viterbo

Allarme arsenico nell’acqua di Viterbo
arsenico

di Piero Silvetti

L’inquinamento da arsenico è un problema che riguarda molti comuni italiani; ma particolarmente critica è la situazione nel Lazio soprattutto a Viterbo. Da tempo si denuncia la presenza di arsenico nelle acque del Lazio, sostanza portatrice di gravi malattie, tra le quali la più frequente è la patologia tumorale. Il risultato dello studio Iss, svolto il 12 aprile 2013, certifica la presenza di un elevato tasso di arsenico nelle pietanze e nell’organismo degli abitanti di Viterbo. Al fine di  ottenere una completa valutazione, sono state effettuate analisi di unghie e urine a 269 persone di età diversa, dai bambini agli anziani over 80. Il livello di arsenico presente nell’organismo degli abitanti è doppio rispetto alla normalità; le sostanze presenti nelle unghie raggiungono i 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 normalmente registrati. Il 23 aprile 2013, dunque, è  arrivata l’ordinanza del sindaco di Viterbo che ha stabilito il divieto di bere acqua dai rubinetti e l’obbligo, per i commercianti del settore alimentare, di usare  dearsenificatori.

Sciaguratamente questa sostanza è presente anche nel pane, alimento che non può prescindere dall’acqua. Francesco Cubadda, ricercatore dell’Iss, non fa però drammi sottolineando che lo studio è stato eseguito proprio per salvaguardare i cittadini Viterbesi. La tossicità dell’arsenico. Elemento tossico presente nelle falde acquifere sottoterra e molti dei suoi composti sono veleni molto potenti, esso danneggia il sistema nervoso e digestivo portando alla morte per shock. Ingerire acqua contaminata porterebbe a casi di cancro ai polmoni. La denuncia del Codacons. Sulle acque contaminate di Viterbo si è mentito  a lungo nascondendo la verità e cercando di coprire in tutti modi la situazione; il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, una settimana prima della decisione del sindaco, ha denunciato l’Iss, sostenendo che  in certe situazioni la verità va raccontata nuda e cruda, senza veli e che è troppo riduttivo affermare che la quantità di arsenico presente nell’acqua non costituisce un rischio immediato. I rimedi. Grazie ai fondi della Regione Lazio, sono stati eseguiti interventi per la potabilizzazione delle acque per tutti i comuni con acque in distribuzione di consumo umano aventi arsenico superiore a 20 microgrammi. Lo scorso Ottobre, per affrontare il caso arsenico e tutelare la salute di tutti, si sono riuniti diversi cittadini e associazioni, tra le quali Movimento 5 stelle, Solidarietà Cittadina, Rifondazione Comunista dando luogo all’ associazione “Non ce la beviamo” che propone di attuare il diritto di ognuno e di disporre di una rete idrica capace  di erogare acqua potabile. Il fatto curioso. Filippo Rossi, candidato sindaco di Viva Viterbo e nel giugno 2013 diventato presidente del consiglio comunale, ha deciso di lanciare un’iniziativa: sciopero della sete a staffetta per un giorno. Un gesto importante in segno di protesta che coinvolge tutti i cittadini di qualsiasi orientamento politico. La minaccia arsenico nelle acque viterbesi ha infatti suscitato lamentele e forti timori. Gli abitanti sono costretti a rifornirsi ogni giorno alle “casette dell’acqua” presenti sul territorio cittadino sopportare interminabili code per riempire i propri contenitori. Anche il sindaco uscente di Viterbo, Giulio Marini, ha parlato a piena voce: “Se questa calamità naturale fosse stata gestita quando si iniziavano a registrare i primi campanelli di allarme, oggi non saremmo qui a parlare di dati, studi e soprattutto di emergenza arsenico.  È  chiaro che la soluzione deve essere trovata e i soldi ci sono: 35 milioni dei quali 12 dalla provincia di Viterbo. Nel passato ci sono stati troppi ritardi”.  L’ultima analisi risale al primo Novembre 2013 e ha riscontrato ancora tracce di arsenico nelle acque. A riguardo, il neo sindaco Michelini si è limitato a prorogare la deroga stabilita dell’Iss, che vieta fortemente l’uso delle acque con elevato tasso di arsenico. Insomma che le cose possano cambiare realmente  e velocemente continua a essere una speranza.

 

 

Circa l'autore

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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