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Acqua al mercurio: emergenza nel trevigiano. Intervista con Nicola Giusto, assessore all’Ambiente del comune di Preganziol

Acqua al mercurio: emergenza nel trevigiano. Intervista con Nicola Giusto, assessore all’Ambiente del comune di Preganziol

Preganziol 2

di Giorgio Mannino

Ritorna il problema che aveva colpito già due anni fa la provincia trevigiana: le falde acquifere del territorio presentano tracce di mercurio che rendono l’acqua inquinata e altamente pericolosa. La sostanza si èinfatti infiltrata  nelle condutture di molte abitazioni nei comuni di Preganziol, Casier e Treviso. Sono a rischio più di quaranta famiglie.  Abbiamo intervistato il Dott. Nicola Giusto, assessore  all’urbanistica, beni pubblici e politiche ambientali del comune di Preganziol.

 

Dott. Giusto come è sorto il problema dell’inquinamento delle falde? Come ve ne siete accorti?

Il problema è emerso facendo accurate analisi dell’acqua e grazie anche alla segnalazione di privati che per ottenere l’abitabilità su alcune case sono costretti a far analizzare l’acqua e inviare gli esiti all’Usl. Conseguentemente è venuto fuori che nell’acqua erano presenti tracce di mercurio. Sono state fatte poi altre indagini su alcuni pozzi-spia che l’Usl ha nei vari territori e anche lì è stato trovato il mercurio. Le cause del problema non si conoscono. Sappiamo che non è di origine naturale. Bisogna trovare con esattezza la fonte di inquinamento che è posta a Nord di Treviso. Però servirebbero delle perforazioni che farebbero grossi buchi, dato che in quella zona non ci sono pozzi. Dunque il comune dovrebbe stanziare circa 200 mila euro per farle.

 

La regione si sta adoperando in tal senso?

Si. Ha dato vita al progetto MEMO per definire l’aerea colpita dall’inquinamento al mercurio mappando la zona intera circoscritta ai comuni di Preganziol, Casier, Quinto e Treviso. Adesso abbiamo i fondi per realizzare ulteriori pozzi a nord di Treviso

 

Il problema verrà presto risolto?

Non credo proprio. Ci vorranno molti anni. Circa dieci , secondo l’Arpav. La fonte di inquinamento è estesa e persistente. Abbiamo infatti esteso la zona rossa nella quale inibiamo l’utilizzo dell’acqua. Si può lavare. Ma non si può bere, nè utilizzare per il cibo.

 

Le famiglie come vivono questo problema? Lei avrà sicuramente contatti con molte persone…

Non è facile il rapporto. Tuttavia abbiamo già esteso l’acquedotto e  l’80% delle problematiche sono già state risolte. Per le famiglie che invece vivono vicino ai campi sono stati creati degli acquedotti con altezza superiore, perché la falda contaminata va dai 200 metri ai 300. Quindi costruendo pozzi più in alto è possibile utilizzare serenamente l’acqua.

 

L’inquinamento, con gli anni, può ampliarsi ulteriormente?

Teoricamente no. L’inquinamento è stato delimitato da una sorta di ellisse. Questa ellisse è inclinata in direzione sud-est, nord-ovest. Di conseguenza sembra spostarsi lungo questo asse. A sud-est c’è il paese di Mogliano, dunque probabilmente tra un anno l’inquinamento potrebbe toccare anche questa zona. Dato che Mogliano ha un numero inferiore di pozzi, il disagio potrebbe essere minore però l’inquinamento è destinato a spostarsi perché l’acqua in falda si sposta. Non resta ferma.

 


Quanti microgrammi di mercurio sono stati trovati nell’acqua?

Il valore di microgrammi per litro è 1. Dunque i valori inferiori a 1 indicano che l’acqua è potabile. Quelli superiori a 1 inibiscono l’utilizzo dell’acqua. Tutti i pozzi mediamente hanno valore 3,4 o 5 microgrammi per litro. Addirittura in qualche pozzo ne sono stati trovati ben 15, 20 e 30 per litro. Il comune si sta adoperando cooperando al massimo con tutti gli altri comuni veneti colpiti dall’inquinamento. Al momento abbiamo esteso l’acquedotto spendendo circa 600 mila euro. Abbiamo fatto convenzioni con istituzioni che possano analizzare l’acqua ogni sei mesi a prezzi agevolati. Stiamo tenendo sotto controllo il fenomeno. Più di questo non possiamo fare al momento.

 

 

 

 

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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