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Montréal, alla scoperta dei giardini del cielo

Montréal, alla scoperta dei giardini del cielo

 

di Natalia Conti

    Nonostante il clima non troppo mite, soprattutto in inverno, quando la temperatura scende fino a-40°, il Canada, e in particolare il Québec, nasconde un amore per la natura spesso a noi sconosciuto. Stiamo parlando di un mondo dall’anima verde che si fa spazio tra il cemento e nei tetti dei palazzi della città di Montréal e che è ormai noto con il nome di “Rooftop garden”, i giardini del cielo.

Ad esplorare questa realtà, la fotografa Fosca Piccinelli, partita nel luglio 2012 alla volta di Montréal con un working holiday visa. Un viaggio intenso, che in sei mesi di permanenza le ha permesso di scoprire a poco poco i “segreti” e le meraviglie della città, compresi i giardini del cielo. “Ne ho sentito parlare la prima volta anni fa, leggendo articoli sui giardini aerei americani, New York un esempio. – racconta Fosca – In aree densamente urbanizzate, quali sono le grandi città, si è pensato di sfruttare tetti e terrazzi come aree verdi. I tetti sono così diventati alleati contro il riscaldamento globale, lo smog, la dispersione energetica e ottimi spazi per orti, aree relax e oasi per animali, soprattutto uccelli”.

Alla base di questo nuovo tentativo di simbiosi tra uomo e natura, l’”Urban farming”, un movimento nato in molte grandi città ormai da più di 10 anni. “Alcune aree urbane, come per esempio tetti, vecchi parchi, aiuole o parcheggi,sono state bonificate e poi destinate alla coltivazione. – continua la fotografa –  Produttori locali hanno così iniziato a produrre cibo locale ed organico secondo la pratica del ‘grow it yourself’, (coltivalo da solo). Sono nati così orti comunitari e di quartiere che oltre a produrre frutta e verdura biologica e a km zero, creano aggregazione e fanno sì che sempre più persone scelgano una vita più ‘green’”.

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Come raccontato da Fosca Piccinelli nel suo articolo su essentaste.com, esistono veri e propri piccoli viaggi alla scoperta di queste aree verdi che fanno capolino tra le nuvole. Uno di questi, è “Les Balades sur les toits”, una camminata organizzata dal Coeur des sciences, centro culturale scientifico dell’università di Montréal. “Le camminate alle quali ho partecipato sono state due, una alla scoperta dei tetti verdi e l’altra tra gli orti comunitari e di quartiere. – svela Fosca – Durante la prima abbiamo visitato la terrazza giardino del centralissimo hotel Hilton Bonaventure, vera oasi di pace nel traffico del centro cittadino. La terrazza giardino è famosa sin dagli anni ’60, si cammina lungo un sentiero di ghiaietto in un vero e proprio bosco, seguendo il corso di un fiume che sfocia in un piccolo lago con cascata, rifugio per pesci ed anatre.

Da qualche anno poi, l’orto approntato dallo chef  del ristorante Le Castillon, rifornisce la cucina di frutta e verdura sempre fresca e di stagione.

All’interno della Maison du développement durable, casa dello sviluppo sostenibile, ammiriamo un muro vegetale verticale dell’altezza di 5 metri e sull’immenso soffitto del Palais des Congres, l’orto in vasche drenanti creato dopo che nel 2010 le piante coltivate dal Capital Traiteur, servizio interno di catering, produss ben 90 kg di pomodori! Il progetto Culti-Vert, – continua – ha reso possibile l’incremento di vasche e spazi verdi destinati a varie realtà locali. Trovano qui spazio erbe medicinali per la ricerca nell’erboristeria, coloranti usati durante workshop sulla colorazione dei tessuti ed un orto comunitario per associazioni di volontariato. Ci sono anche tre arnie che producono ottimo miele cittadino e favoriscono l’impollinazione”. Ma questo non è ancora tutto. “Durante la seconda escursione abbiamo visitato orti comunitari nel centro città. – ci racconta ancora Fosca – Dal Jardin communautaire des Habitations Jeanne-Mance, orto cittadino e crogiuolo di cibi e culture, alle piante in vasche nei cortili delle università Mcgill e UQAM, per campus più verdi, sostenibili ed ‘edibili’ e nuovi spazi per attività pubbliche di promozione e sperimentazione.”

Montreal 2In primo piano in questo denso e continuo lavoro di “ristrutturazione green”, il metodo “Biotop” che rende possibile la vita dei rooftop garden canadesi. “I tetti sono resi coltivabili, nella maggior parte dei casi, tramite vasche che regolano in autonomia l’apporto d’acqua necessario. – spiega Fosca – Attraverso un sistema di irrigazione, le vasche vengono collegate ad una riserva d’acqua piovana che poi viene direttamente distribuita alla base della vasca. Le vasche sono costituite da più strati che permettono un perfetto equilibrio tra suolo, aria ed acqua evitando ristagni che potrebbero essere dannosi per radici e piante”.

Grazie all’intraprendenza dei suoi artefici, capaci di costruire sui tetti grigi dei palazzi serre di anche 10.000 mq e di coltivarli tutto l’anno ortaggi di ogni tipo, le “Lufa Farms”, il cui motto è “Fresco, Locale, Responsabile”, hanno già da qualche anno iniziato a vendere Montréal l’ortofrutta a Km zero. “Le Lufa Farms sono presenti da qualche anno in Quebéc nella zona attorno a Montreal e sono state la prima realtà a ricavare zone coltivabili sui tetti per produzioni locali e su larga scala di frutta e verdura.  Uno dei primi orti commerciali. – spiega la fotografa – I prodotti vengono prodotti localmente, abbattendo in questo modo sprechi e costi di produzione, ed in modo sostenibile, ossia riciclando l’acqua, ottimizzando l’energia impiegata per la produzione e senza l’uso di agenti chimici. Verdura e frutta così ottenute vengono poi consegnate nei punti di ritiro. A questo punto il singolo si iscrive al sito delle Lufa farms, trova il punto di ritiro a lui più adatto, compone on line il cesto di prodotti secondo le sue esigenze e poi ritira il tutto”.

Famoso per il suo paesaggio meraviglioso, che a seconda delle stagioni passa dal rosso infiammato delle foglie autunnali al bianco ghiaccio che contraddistingue i lunghi e freddi mesi dell’inverno, il Quebèc è senza dubbio un luogo ricco di magia e di sensazioni che talvolta ti fanno sentire fuori dalla realtà conosciuta. Il mio viaggio in questi posti spettacolari e l’esperienza di Fosca Piccinelli, ce ne hanno però mostrato un lato diverso, ancora più unico, dal quale dovremmo prendere esempio e che ci permetterebbe di vivere davvero per e con la natura.

Montreal roof garden 1

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About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

1 Comment

  1. malù pagani

    Bello è scopriere queste cose!Per fortuna anche Milano si è mossa con i boschi verticali del Portello.

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