Select Page

Heracleion, la città egizia che riemerge dal Mediterraneo

Heracleion, la città egizia che riemerge dal Mediterraneo

Heracleion 1

di Stefania Cannea

L’acqua, bene prezioso e fondamentale, molto spesso nasconde, conserva e custodisce oggetti, relitti di navi e in rari casi anche luoghi della cui esistenza si era persa traccia. Ciò è quanto accaduto alla città di Heracleion, ritrovata dopo più di 1200 anni sotto il mare, tra le acque di Alessandria d’Egitto. Le prime tracce sono state trovate a 6,5 km al largo della costa ad Abukir, a trenta metri sotto il livello del mare durante un rilevamento sul litorale egiziano all’inizio del decennio scorso dai ricercatori dell’Istituto europeo per l’Archeologia Subacquea (IEASM) sotto la direzione generale di Franck Goddio che, in collaborazione con il Ministero egiziano delle antichità e il sostegno della Fondazione Hilti stavano cercando le navi da guerra di Napoleone affondate da Nelson durante la “battaglia del Nilo” del 1798. Goddio ha subito dichiarato che poteva trattarsi della più grande scoperta archeologica del 21° secolo.

Heracleion (per i greci) o Thonis (per gli antichi egizi) è una città della quale si erano perse le tracce, tanto da essere ormai ritenuta mitologica. É lodata più volte nel corso dei secoli da antichi scrittori come il greco Erodoto che, nel V secolo a.C. racconta di come la meravigliosa statua di Elena di Troia fu trasportata sul delta del Nilo fino al porto della “grande salute” di Heracleion insieme a quella del suo amante troiano Paride. Il nome della città deriverebbe dal valoroso Hercules che, secondo la leggenda è stato qui. Gli archeologi che hanno ritrovato la città pensano che sia stata costruita nell’VIII sec. a.C., per essere poi sprofondata nell’acqua circa 1000 anni più tardi, molto probabilmente a causa del progressivo innalzamento del livello del mare con un immediato collasso dell’instabile sedimento sul quale era costruita. Secondo le scoperte archeologiche dell’IEASM era tuttavia un nodo fondamentale nella rete commerciale del Mediterraneo orientale attraverso il quale le merci venivano trasportate dentro e fuori dall’Egitto grazie ad una rete di connessione non solo commerciale ma anche culturale con la città di Alessandria d’Egitto e quella di Canopo, che ha permesso la fioritura dell’intera regione. Secondo quanto riportato anche dal giornale inglese The Telegraph, Heracleion era la porta verso l’Egitto, il porto obbligatorio di ingresso e dogana durante il Periodo Tardo egiziano (664 aC fino al 332 aC).

Queste descrizioni hanno a lungo suscitato l’interesse degli storici e degli archeologi nel mondo moderno che, grazie a testi letterari, antiche iscrizioni, documentazioni papirologiche, e informazioni archeologiche provenienti dal Supreme Council of Antiquities (SCA) egiziano, hanno potuto ritenere che la città si potesse trovare con tutta probabilità in questa zona.

Il dott. Damian Robinson, direttore dell’Oxford Centre for Maritime Archaeology all’ Università di Oxford, che è stato parte della squadra a lavoro sul sito, dice: “É la più grande città che stiamo scavando” e ancora: “Il sito presenta una conservazione sorprendente. C’erano cose che venivano dalla Grecia e dai Fenici”.

“Le prove archeologiche sono semplicemente stupefacenti”, afferma anche il dott. Barry Cunliffe, eminente archeologo dell’Università di Oxford che ha ugualmente preso parte agli scavi. “Rimasti sommersi e protetti dalla sabbia sul fondo del mare per secoli, i reperti sono perfettamente conservati”.

Heracleion 2

Tra tutto ciò che è riemerso dalle acque egiziane, suscitano largo interesse la più grande statua conosciuta del dio egizio della piena del Nilo, Hapi, considerato il simbolo dell’abbondanza e della fertilità, una statua della dea egizia Iside in granito rosso, e una statua di bronzo di un faraone della 26° dinastia ancora da identificare; tutte di enormi dimensioni. Sono state inoltre rinvenuti centinaia di amuleti e di piccole sculture di divinità egizie come Iside, Osiride e Horus, che appartenevano al tempio dove Cleopatra venne consacrata Regina del Nilo. Si rifanno al culto religioso anche decine di sarcofagi con al loro interno i corpi mummificati degli animali sacrificati ad Amun-Geréb, il dio supremo degli Egiziani e santuari ben conservati nel cuore della zona del tempio, oltre a oggetti votivi e gioielli.

Alcuni preziosi oggetti in oro utilizzati nel mondo ellenico, monete e iscrizioni ufficiali finemente scolpite su una tavola di granito da 1m e 90 cm risalenti al 362 a. C. e perfettamente conservate, e una delle più grandi concentrazioni di navi, documentano la vita della città e gli scambi con le altre culture.

“Siamo solo all’inizio della nostra ricerca”, spiega infine Franck Goddio, “probabilmente dovremo continuare a lavorare per i prossimi 200 anni perché Heracleion possa essere pienamente scoperta e compresa”. Ma utilizzando animazioni 3D, le strutture della città antica sono già di nuovo visibili e i relitti finora estratti dal mare stanno già facendo il giro dei più importanti musei del mondo.

 

 

Fonti:

http://www.nationalgeographic.com/events/cleopatra/underwater-world/

http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/archaeology/10022628/Lost-city-of-Heracleion-gives-up-its-secrets.html

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2316147/Heracleion-3D-map-raises-real-life-Atlantis-deep.html

http://pianetablunews.wordpress.com/2013/05/09/scoperta-nel-mediterraneo-la-mitologica-citta-egizia-di-heracleion/

http://www.aciclico.com/curiosita/antica-citta-egizia-scoperta-nel-mediterraneo.html

http://www.diregiovani.it/rubriche/scientificamente/22345-scoperta-mediterraneo-citta-heracleion-egizi.dg

http://aroundthe-world.info/a-sunken-city-named-heracleion-gets-discovered-after-1500-years/

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

Leave a reply

Water Sponsor

Water Stories

Water Video

Loading...

Water Natura

UA-116066244-1