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Venezia, l’acqua alta e il sistema Mose

Venezia, l’acqua alta e il sistema Mose

mose venezia 1

di Serena Avezzù

 

Venezia ha tratto e trae dall’acqua la sua ragione di essere, la sua grandezza e il suo carattere di città unica al mondo; per questo essere veneziani ha sempre significato essere partecipi di questa “acquaticità”, vivendone gli aspetti positivi ed affrontandone senza drammatizzazioni i problemi specifici.Il termine acqua alta è un’espressione veneziana, che indica il fenomeno dei picchi di marea particolarmente pronunciati che si verificano con periodicità nell’Adriatico settentrionale e con particolare intensità nella laguna di Venezia, tali da provocare allagamenti nelle aree urbane di Venezia e Chioggia.  E’ un fenomeno che si presenta quasi esclusivamente nei mesi invernali ed è ben conosciuto dai veneziani e dai turisti che hanno avuto la fortuna di vederlo, ma viene spesso esagerato dai media e frainteso da chi non e mai stato in questa città.

L’ “acqua alta” altro non è che una marea elevata, tale da sommergere con frequenza, in alcuni periodi dell’anno, i punti più bassi di molte fondamenta, calli e campi; solo in casi più rari risultano allagate parti estese della città. Questi allagamenti sono per lo più limitati a pochi centimetri di acqua, tanto che, di regola, un normale paio di stivali di gomma è sufficiente per superare le difficoltà. Venezia è abituata a convivere da sempre con l’acqua alta. Il Comune affronta il fenomeno in questo modo: quando è previsto che la marea superi i 110 cm. sul medio mare, la popolazione è avvisata da segnali acustici (sirene)  e da sms inviati a quanti si iscrivono all’apposito servizio informativo del Centro Maree comunale. Contemporaneamente vengono allestiti dei percorsi su passerelle nelle vie principali della città. I vaporetti continuano il servizio modificando, a volte, alcuni percorsi, ma garantendo comunque l’accesso a quasi tutta la città. Ma solitamente l’acqua alta permane a Venezia per circa 3-4 ore. Subito dopo, una volta calata l’acqua, la città ritorna alla sua normalità.

Nell’ultimo secolo la Laguna e la sua funzionalità sono state profondamente modificate dall’azione umana, che ha contribuito, indirettamente, all’accentuazione del fenomeno.Le acque alte sono diventate sempre più frequenti e intense a causa dell’abbassamento del suolo e dell’innalzamento del livello del mare. Gli allagamenti comportano disagi agli abitanti e danni alle strutture architettoniche e edilizie ed è sempre presente, inoltre, il rischio di un evento catastrofico (4/11/1966)

Proprio per questo viene realizzato il sistema Mose per difendere Venezia e l’intero territorio lagunare (550 km2) dalle acque alte. E’ costituito da dighe formate da paratoie mobili in grado di separare temporaneamente la laguna dal mare e di difendere Venezia, sia dagli eventi eccezionali e distruttivi sia da quelli più frequenti, anche in presenza di rilevanti scenari di innalzamento del mare.Le barriere vengono realizzate alle bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, ovvero ai tre varchi del cordone litoraneo attraverso i quali la marea si propaga dal mare Adriatico in laguna. In condizioni normali di marea le paratoie, che costituiscono le barriere, restano nei loro alloggiamenti sul fondale delle bocche di porto, senza modificare gli scambi tra mare e laguna e completamente invisibili. Si alzano solo quando è necessario per bloccare la marea entrante ed evitare un allagamento della laguna e dei centri abitati.La cerniera è il fulcro del sistema. È l’elemento che vincola le paratoie agli alloggiamenti e che consente il movimento delle paratoie e dunque su esso si fonda il concetto stesso di mobilità del sistema di difesa.

Le operazioni per la movimentazione, il trasporto e l’installazione sono molto complesse e devono essere effettuate in assenza di vento, onda e corrente, dovendo manovrare e posizionare strutture di ingenti dimensioni. Esse possono avvenire solo all’interno di limitate finestre temporali, legate alla marea e alle condizioni meteo di contorno. Le bocche di porto di Lido, nord e sud, saranno le prime ad essere dotate di entrambe le barriere mobili funzionanti contro le acque alte. I cantieri per la costruzione delle dighe, formate da grandi paratoie di acciaio, hanno ormai raggiunto una fase avanzatissima. Il 12 ottobre è stato il giorno della movimentazione delle prime quattro paratoie installate nel fondale della bocca di porto di Lido tra giugno e luglio del 2013. Varo, trasporto, installazione e connessione dei nuovi cassoni, iniziati il 28 novembre, dureranno fino alla prossima primavera. Contemporaneamente procedono i lavori per le altre bocche di porto.

E per terminare un po’ di numeri:   4 Le barriere mobili in corso di realizzazione alle bocche di porto lagunari; 78 Il numero mose venezia 2complessivo di paratoie previste;  300 Tonnellate peso paratoie. 42 Tonnellate, il peso di ciascuna cerniera. 3 Metri, la marea massima che le paratoie possono fronteggiare; 60 Centimetri in 100 anni, il rialzo del livello del mare che il Mose, insieme al litorale rinforzato per 46 km, può fronteggiare. 4-5 Ore tempo medio in cui rimangono in funzione. 30 Minuti il tempo necessario per l’entrata in funzione delle barriere (che si alzano per gruppi di 4 paratoie alla volta). 15 Minuti tempi necessari per l’abbassamento delle barriere.  I costi per la realizzazione del sistema Mose ammontano a 5.493 milioni di euro.  I tempi di realizzazione del sistema Mose  : 2003 Anno di inizio, 2016 Anno di conclusione. 1987 Anno di inizio del sistema di opere di salvaguardia. 2016 Anno di conclusione del sistema di opere di salvaguardia. E infine l’occupazione per la realizzazione del sistema:  4000 gli addetti attualmente coinvolti nella realizzazione del Mose. 1000 Sono le maestranze impegnate nei cantieri alle bocche di Lido, Malamocco e Chioggia.

Il Mose per la difesa di Venezia dagli allagamenti è l’ultimo tassello di un vasto e articolato piano di protezione dal mare e recupero ambientale, iniziato due decenni fa e che ha comportato la realizzazione di 49 km di nuove spiagge per rinforzare il litorale, il ripristino di 1600 ettari di habitat lagunari, il rialzo di 100 km di rive e la messa in sicurezza di numerosi siti inquinati. Si tratta di un importante programma di difesa del territorio attuato dal Ministero delle Infrastrutture e dal Magistrato alle Acque di Venezia attraverso un soggetto unico.  La realizzazione delle opere, in base a un Piano generale degli interventi, è stata affidata a questo soggetto unico dovendo operare in un ambito territoriale esteso e complesso ma con un approccio sistemico e un’azione continuativa nel tempo.Tale soggetto èil Consorzio Venezia Nuova, composto da imprese italiane a livello nazionale e locale, sulla cui azione il Magistrato alle Acque svolge il ruolo dell’indirizzo, del controllo e dell’alta sorveglianza.

(Fonte http://www.mosevenezia.eu//)

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Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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