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Le fontane di Parma: poche, inattive e con scarsa manutenzione

Le fontane di Parma: poche, inattive e con scarsa manutenzione

 

mappa fontane di Parma

 

di  Adriano Arganini

Chiunque abbia vistato Roma in una calda giornata d’estate ricorderà con piacere di aver trovato una fontanella per dissetarsi. Nella capitale infatti sono numerosissimi i punti dove è possibile attingere acqua pubblica. Nonostante il clima estivo padano sia decisamente più afoso di quello romano, a Parma non si è altrettanto fortunati. In città ed in particolare nel centro storico scarseggiano le fontanelle pubbliche e molte sono inattive,come nel caso di quella in ghisa che si trova in borgo del Naviglio

(http://www.parmatoday.it/cronaca/fontane-pubbliche-citta-difficile.html),

(http://www.gazzettadiparma.it/news/parma/72950/Le-fontane-ornamentali–Sono-a.html).

Per il turista assetato che visiti Parma non è affatto semplice reperirne una, le fontanelle sono poche, distanti fra loro, poco visibili e collocate lontano dai luoghi di maggior affluenza.

Basti pensare che né piazza Duomo né piazzale della Pace dispongono di una fontanella nelle vicinanze mentre se ci si trova in Piazza Garibaldi bisogna arrivare all’inizio di via Repubblica dove si trova una bellissima fontana con scultura ai cui piedi si trovano due rubinetti. Bella sì ma un po’ Nascosta però dietro ai portici del grano e coperta da un’edicola, per chi non ne conosca già l’esistenza, non è così immediato identificarla.

Per i parmigiani forse è più semplice sapere dove trovarne, ma spesso manca la voglia di fare un po’ di strada, e a volte è tanta, per raggiungerle.

A beneficiarne sono i bar e, ultimamente, i numerosi negozi di soli distributori automatici.

La famosa bottiglietta d’acqua che costa quanto un caffè diventa quindi un bene indispensabile nelle giornate estive.

In passato non era certo così: la presenza di fontanelle nelle città era indispensabile. Fino al XIX secolo le città erano piene di punti dove era possibile far abbeverare i cavalli, molte fontanelle ancora visibili a Roma riversano l’acqua in un vascone ricavato da un sarcofago antico. Per secoli le famiglie nobili hanno fatto costruire a loro spese le fontanelle adiacenti ai loro palazzi, dove la cittadinanza poteva attingere acqua gratuitamente. A sottolineare l’importanza che esse avevano, sono i toponimi: spesso la via prendeva il nome della fontana che in essa si trovava. Ancora in epoca fascista sono state realizzante moltissime fontanelle, in marmo e ghisa. Poi negli anni ’60, la svolta: in quasi tutte le case (delle città) arriva l’acqua corrente. Se fino a questo momento l’acqua bisognava andarla a prendere, ora non è più necessario muoversi di casa. Il cambiamento sociale è epocale e, solo per citarne un’aspetto, nel giro di breve tempo scompaiono le lavandaie che lavoravano all’aperto. Il tramonto delle fontanelle si completa con l’arrivo dell’acqua minerale che a partire dagli anni ’70 invade il mercato italiano. In particolare dagli anni ’80 nascono anche i formati da mezzo litro. Tranne rare eccezioni, da quegli anni non sono stati più fatti grossi investimenti per nuove installazioni e manutenzioni di fontanelle.

La bottiglietta di plastica, oltre ad avere un costo spropositato rispetto all’acqua pubblica, rappresenta un serio problema ambientale. È noto infatti quanto sia alto l’inquinamento prodotto dall’industria delle acque minerali. Tra spreco di acqua durante l’imbottigliamento, trasporto, stoccaggi, spese di refrigerazione e sopratutto smaltimento dei rifiuti, è evidente che la fontanella sia una soluzione decisamente più ecologia.

Se poi qualcuno avesse dubbi sulla potabilità dell’acqua dell’acquedotto basti dire che essa è molto controllata e deve rispondere a standard di qualità più alti di quella in bottiglia.(http://www.centroeticambientale.it/acquadiparma/allegati/Gazzetta-di-Parma.pdf)

Paradossalmente anche una fontanella che scorra sempre (senza rubinetto) fa risparmiare acqua. Basta pensare che per ogni litro di acqua in bottiglia non comprata si risparmia mezzo litro di acqua che è stato utilizzato per produrre la sola plastica.

Quantificando economicamente il danno ambientale e il costo di smaltimento degli imballaggi, al  comune converrebbe fornire gratuitamente acqua pubblica. Il consigliere comunale del PD Iotti sostiene che se fossero installati venti punti di distribuzione di acqua potabile si avrebbero “oltre 2,5 milioni di bottiglie in plastica risparmiate, 300 tir in meno risparmiati di distribuzione, 182.000 tonnellate di petrolio in meno per la produzione, 1.456 mc di acqua risparmiati, 182 tonnellate di anidride carbonica in meno, 1,4 tonnellate di monossido di carbonio in meno, 130 tonnellate in meno di plastica prodotta”. (http://consumi-parma.blogautore.repubblica.it/2012/03/22/piu-fontane-del-sindaco-a-parma/).

Le fontanelle inoltre, a differenza delle bottigliette, possono essere utilizzate per attingere acqua per animali domestici o per sciacquarsi e rinfrescarsi d’estate. Esse sono anche un prezioso elemento di arredo urbano. Come già accennato, a Roma è da secoli che hanno una rilevanza di tipo artistico. Oltre a pregiati manufatti di marmo, stemmi nobiliari e sculture sono famosi i “nasoni” di fine Ottocento (chiamati così per via della forma della cannula) e le fontanelle con la testa di lupa di epoca fascista. A Milano sono state censite e recuperate le oltre 400 “vedovelle” con la cannula a forma di drago, chiamate così per via del flusso di acqua continuo che ricorda il pianto delle vedove. Ancora, chiunque sia stato a Parigi, ricorderà le fontanelle “Wallace” (dal nome del filantropo che le fece realizzare) con le loro eleganti cariatidi verdi.

Pur essendo Parma una piccola Parigi, ben diverse sono le sue fontanelle del centro storico. Se ne contano infatti appena una decina. Il sito www.fontanelle.org sta organizzando un censimento di tutte le fontanelle delle principali città italiane. I numeri, anche se non precisissimi dal momento che il censimento non è ancora ultimato, parlano chiaro. Impressionante è il numero delle fontanelle di Roma, che arrivano a oltre duemila, mentre Milano e Torino sono intorno alle 500.

Dotare Piazza Garibaldi e gli altri punti nevralgici del centro di una fontanella sarebbe un’operazione che, ad un costo estremamente ridotto, renderebbe un grande servizio a cittadini e turisti. D’altra parte, i parmigiani avevano apprezzato le iniziative che erano state lanciate con il progetto di Iren che metteva disposizione delle “case dell’acqua”, punti dove i cittadini potevano attingere acqua controllata ed anche frizzante. Attualmente il distributore, a volte non funzionante, si trova al centro Bizzozzero. La questione è anche esplicitamente citata nel programma elettorale del M5S: “Promozione uso di acqua potabile comunale, attraverso l’installazione, in diversi punti della città, di fontane pubbliche che distribuiscano acqua depurata liscia e gassata.”

I realizzatori di fontanelle.org e altri privati stanno già lavorando per mettere a punto applicazioni per smartphone che consentano di trovare la fontanella più vicina; tra le categorie più interessate ci sono i ciclisti, i padroni di cani, e ovviamente i turisti.

Ecologia, servizio pubblico e arredo urbano a basso costo: forse un progetto troppo semplice e troppo umile perché desti l’interesse di qualcuno.

About The Author

Giorgio Triani

Sociologo, giornalista, consulente d’impresa.

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