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Il mulino del futuro

Il mulino del futuro

SeeGen

di Antonio Ravenna

 

L’energia ricavabile dalle correnti oceaniche potrebbe approvvigionare di elettricità milioni di abitazioni private. Entro il 2015 si prevede che cinque grandi impianti per lo sfruttamento del moto ondoso entrino in funzione di fronte alla costa gallese. I tratti di mare di fronte alle coste della Gran Bretagna e della Francia sono insidiosi a causa delle forti correnti. Per lo stesso motivo, sono anche l’ideale per ricavare corrente elettrica dalla conversione dell’energia di movimento delle masse d’acqua: verosimilmente qui sono disponibili i quattro quinti del potenziale europeo complessivo di produzione elettrica, pari a trenta Terawattora all’anno.

Un prototipo di centrale idroelettrica sottomarina è già in funzione da qualche anno sulla costa irlandese, nello stretto passaggio tra Strangford Lough e il Mare di Irlanda. Dal 2008 le sue turbine hanno prodotto complessivamente sei milioni di kilowattora di corrente, corrispondenti all’incirca al fabbisogno annuale di millecinquecento nuclei familiari. Tuttavia SeaGen si è rivelato piuttosto inaffidabile. Parti della macchina hanno dovuto essere sottoposte a più riprese a interventi di manutenzione, di riparazione e di miglioramento. Ecco perché, per il 2015, dovrebbe essere installato di fronte ad Anglesey, nel Galles, un modello più perfezionato dotato di cinque turbine, SeaGen-S, per una potenza complessiva di 10 Megawatt. Il generatore può essere tirato fuori dall’acqua grazie a un sistema idraulico, in modo che gli interventi di manutenzione e riparazione possano essere eseguiti con più facilità. Anche la costruzione dei rotori viene migliorata. Grazie a correnti sottomarine costanti della velocità media di nove chilometri orari, le turbine SeaGen-S possono girare ininterrottamente per ventiquattro ore al giorno. La tecnologia SeaGen-S è stata sviluppata dalla MCT (acronimo di Marine Current Turbines), che è solo una delle tante aziende produttrici di tecnologie in grado di generare elettricità dalle correnti marine. MCT tra l’altro ha stanziato ben £ 3.000.000 a sostegno dell’ambizioso programma di monitoraggio ambientale EMP, in cui ampio spazio è offerto all’osservazione dei mammiferi e dei volatili.

Non a caso Strangford Lough è di notevole importanza internazionale soprattutto per la conservazione della natura, che conta una vasta gamma di flora e fauna. Data l’importanza ambientale dell’area, ampi studi si sono svolti sia prima che il dispositivo SeaGen S fosse installato sia durante il funzionamento iniziale, come parte di un programma di monitoraggio ambientale di tre anni. Si tratta di un progetto davvero interessante, che il governo britannico non poteva non finanziare. Il 50% dei finanziamenti sono statali, la restante parte invece proviene da investitori privati e da aziende sempre più desiderose di essere coinvolte nel mondo della tecnologia idroelettrica. Ma come ha influito il progetto sulle città di Strangford e Portaferry? Il progetto Strangford Lough ha avuto una serie di ricadute positive per le comunità locali. Ogni giorno la manutenzione a bordo del dispositivo viene effettuata perlopiù da una squadra di tecnici su base locale. Inoltre, un certo numero di ingegneri, fornitori e armatori locali sono coinvolti nell’installazione e continuano tuttora ad assistere l’operazione di SeaGen S. L’impronta nazionale e insieme internazionale del progetto ha fatto sì che il numero di visitatori della zona sia aumentato, il che rappresenta sicuramente un enorme vantaggio per l’economia locale.

 

 

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