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EXPO 2015: Nutrire il pianeta?

EXPO 2015: Nutrire il pianeta?

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di Andrea Arcurio

 

Nutrire il pianeta, energia per la vita. Questo è il tema di Expo 2015, la manifestazione internazionale che si terrà a partire dal primo maggio del prossimo anno a Milano. Un’occasione, “la grande occasione” l’ha definita Umberto Ambrosoli. Un’opportunità per rilanciare l’economia italiana, ci giochiamo 25 miliardi di euro, una possibilità per riscattare lo stereotipo fastidioso di un’Italia costantemente male organizzata, una speranza di informare e di rendere partecipe il mondo intero dell’importanza dell’ecosostenibilità e  della salvaguardia dell’ambiente.

Ma. Ma ci sono troppi dati, affermazioni, constatazioni che non ci fanno stare tranquilli ad aspettare l’evento.

C’è quel miliardo e 760 milioni investiti da Stato, Regione Lombardia e comune di Milano che sono stati consegnati in parte ad aziende sospettate di infiltrazione mafiosa. La Mantovani S.P.A, il cui ex-presidente il signor Baita è stato arrestato per frode fiscale, si è aggiudicata l’appalto principale per la manifestazione. Inoltre ancora ai tempi della presidenza Baita, che ha dichiarato sotto interrogatorio “ Non vi è mai stato appalto per il quale non si pagasse”, la società ha subappaltato lavori ad altre società come la Ventura S.P.A. Quest’ultima è indagata direttamente dalla procura di Milano per i presunti contatti con il Boss di Barcellona, Sam di Salvo, in carcere per associazione a delinquere mafiosa. C’è la celebre Cmc Ravenna, la Socostramo, e almeno altre 10 aziende appaltatrici che sono a buon motivo sospettabili di avere contatti con la Mafia. Nonostante quel protocollo di Legalità tanto esaltato da tutti i politici che avrebbe dovuto salvaguardarci da ogni rischio. Ambrosoli ci rassicura:” Il protocollo di Legalità è una grande sfida che sta iniziando a dare risultati, un documento evoluto e un passo avanti verso i precedenti protocolli.”

Sarà. Allora possiamo dichiararci pronti ad accogliere i 24 milioni di turisti previsti e i 141 paesi aderenti alla manifestazione? Siamo certi che i lavori si svolgeranno nei tempi prefissati?

La società Expo dice di si. Non incorreremo, a quanto sostiene l’ S.P.A di incorrere nella tanto temuta “figuraccia mondiale”, nel frattempo però la maggior parte delle società chiedono più tempo o maggiori fondi. I dubbi restano.

Anzi si moltiplicano se andiamo ad analizzare l’obiettivo di questa manifestazione: EXPO Milano 2015 vuole porre un contributo di qualità alle analisi, riflessioni ed a tutti i problemi importanti per lo sviluppo del pianeta. Continuando a “spulciare” il sito ufficiale della manifestazione leggiamo “L’elemento chiave che aiuta a definire il Grande Evento è  la persona, nonché l’individuo che  con la sua vita ed il suo lavoro,  contribuisce alla trasformazione positiva o negativa  dell’ambiente naturale in cui vive.” In merito a ciò ci chiediamo in che modo possa essere una trasformazione positiva del nostro ambiente la colata di cemento per la costruzione di 1,35 milioni di metri cubi di edifici? Senza tralasciare che parte di questa cementificazione è avvenuta a discapito di aree geografiche in precedenza dedicate all’agricoltura. Costruire palazzi in campi agricoli non è quello che il mondo intende per sostenibilità dell’ambiente.

Poniamoci quindi nei panni del visitatore Expo che giunge a Milano per la fiera dal titolo: “Nutrire l’ambiente”. Un turista che immagina una città eco-sostenibile ricca di parchi e zone verdi, un esempio di città-modello per una vita salutare e per quanto tecnologica in armonia con la natura, si ritroverà in una delle metropoli più inquinate del mondo ammirando edifici fatiscenti, una delle poche cose che a Milano non erano proprio necessarie.

Non siamo portatori del messaggio grillino che urla “No all’ Expo”, dichiarandolo un fallimento annunciato ed una scusa per rendere edificabili zone verdi coi soldi dei cittadini, ma davanti a tutto ciò non possiamo fare altro che criticare. Criticare le misure cautelari adottate, criticare la poca attenzione prestata nell’assegnazione degli appalti e soprattutto criticare il principio contraddittorio per il quale “nutrire l’ambiente” significhi cementificare i campi.

Non è nostro obiettivo insomma gettare letame sull’ Expo, ma sarebbe sicuramente un’idea più ecosostenibile.

 

 

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