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La più alta forma di insegnamento è l’esempio: “La révolution dei colibrì”

La revolution dei colibrì

di Greta Bisello

 

Tutti gli animali erano terrorizzati e osservavano inermi il disastro. Solo il piccolo colibrì era occupato e andava a prendere nel fiume delle gocce d’acqua col proprio becco per gettarle sul fuoco. Dopo un po’, l’armadillo, infastidito dalla sua agitazione lo derise: “Colibrì! Ma che fai, sei pazzo? Non è con queste gocce d’acqua che riuscirai a spegnere il fuoco!” E il colibrì gli rispose: “Lo so, ma io faccio la mia parte.”

Quando l’ambiente in cui viviamo e ci relazioniamo diventa così tanto familiare da non essere più in grado di insegnarci granché, dare un’occhiata a quello che succede oltre i nostri confini può risultare assai utile e costruttivo.

È quello che ha tentato di fare Andrea Paracchini, giovane giornalista italiano che da alcuni anni vive e lavora in Francia, attraverso l’ideazione e la realizzazione del suo ebook dal titolo “La révolution dei colibrì” pubblicato lo scorso 11 dicembre.

L’autore ci accompagna alla scoperta di otto esperienze in tema di economia sociale, realizzate nella terra del nucleare, la Francia appunto. Scritto senza la finalità di impartire lezioni, la prima domanda da porsi è se esista la possibilità concreta di replicare nel nostro territorio pratiche di vita che sembrano aver preso a funzionare in un altrove poi non così distante da noi.

Ci siamo confrontati con Andrea, chiedendoci perché valga la pena sapere qualcosa di più riguardo questi colibrì francesi.

 

Innanzitutto, com’è nata l’idea per la realizzazione del tuo ebook?

“A ben vedere, questo libro maturava da sei anni nella mia testa. Quando sono arrivato in Francia ho cominciato a occuparmi di economia sociale e solidale. Mentre per lavoro mi interessavo a quello che succedeva qui in Francia, per curiosità ho cominciato a scoprire, a distanza, quello che esisteva in Italia. La tentazione di fare confronti è stata immediata ed è così che mi sono accorto che i miei due paesi avevano tanto da dirsi e da scambiarsi. L’economia sociale era davvero un terreno di scambio fertile, forse uno dei più fertili. Ho provato allora a proporre a qualche magazine italiano specializzato alcuni articoli su quelle che mi sembravano le iniziative più interessanti…ma devo confessare che non ho avuto un grande ascolto. Un po’ demoralizzato ho smesso di fare proposte ma non ho per questo abbandonato l’idea che fosse utile far conoscere anche in Italia le sfide, le difficoltà e i successi dell’economia sociale francese. E’ così che, quando ho incontrato Alessio Neri di Asterisk Edizioni al festival internazionale del giornalismo di Perugia del 2013, è nata l’idea di un ebook”.

 

 “La révolution” racconta otto diverse storie di economia sociale, puoi spiegarcele brevemente?

“Gli otto capitoli affrontano diverse tematiche: in “La révolution des colibri”, ce n’è un po’ per tutti i gusti se posso permettermi. Si comincia parlando di agricoltura biologica e accesso alla terra con l’esempio di Terre de Lien ; si prosegue con Enercoop e le cooperative per la riproduzione di energie rinnovabili ; poi si parla del Samu de l’Environnement, un'”ambulanza dell’ambiente”. Segue un capitolo più “economico”, perché si discute di monete locali complementari. Siccome l’argomento è spinoso, per distenderci il capitolo successivo tratta di turismo partecipativo e dei greeters. Gli ultimi capitoli del libro sono invece dedicati al lavoro: il reinserimento lavorativo alla francese con il caso del recupero e riciclaggio dei rifiuti elettronici (i cosiddetti RAEE) e le coopératives d’activité emploi, una tipologia di cooperativa unica in Francia pensata per dare sicurezza ai lavoratori indipendenti. L’ultimo capitolo è un po’ la chiusura del cerchio, poiché presento Replic, una cooperativa che è una sorta di concessionaria delle imprese sociali perché la sua missione è quella di identificare imprese sociali di successo in giro per la Francia e poi riprodurle in altri territori. Un po’ lo spirito del mio libro.

Per saperne di più sui capitoli consiglio però di guardare questo breve clip introduttivo:

http://www.youtube.com/watch?v=kY9_VNb9DeI”.

 

“Questo ebook è più per gli italiani che per i francesi” hai detto; è possibile, nel concreto, importare le idee francesi riadattandole al nostro territorio?

“Preciso anzitutto che nello scrivere un libro sulla Francia e per l’Italia io non ho inteso emettere nessun giudizio di valore. Non sto idealizzando un paese e denigrandone un altro, anzi. Detto questo, una particolarità del mio approccio è stata quella di cercare di fare de “La révolution des colibrì” uno strumento, per quanto limitato, al servizio dello scambio di buone pratiche.

In ognuno degli otto capitoli, il lettore trova ovviamente una narrazione-descrizione-analisi dei modelli francesi ma anche una loro proiezione nel contesto italiano.

Mi spiego: certe iniziative di cui parlo hanno già sollevato la curiosità di alcuni attori dell’economia sociale e solidale che già hanno cominciato a scambiare metodi e a riflettere assieme ai loro omologhi francesi, spesso nell’ambito di programmi europei. In questo caso, mi sono rivolto a questi pionieri per capire come stavano lavorando, quali ostacoli incontravano e che obiettivi si ponevano. In altri casi invece -per fortuna aggiungerei-, le pratiche di cui parlo sono assolutamente sconosciute da questa parte delle Alpi.

Il compito che mi sono dato è stato allora quello di andare a sottoporle all’occhio di esperti di economia sociale, sviluppo sostenibile o dei settori interessati per capire con loro quale fosse il potenziale di riproducibilità in Italia, quali i limiti -legislativi o di altra natura-, da superare.

Il risultato di questa piccola inchiesta è stato che tutti gli otto modelli sono riproducibili, spesso tali e quali (penso ai greeters o al Samu de l’environnement) a volte con limitati adattamenti (è il caso di Terre de Liens o delle monete locali), altre volte ancora solo con sostegno di realtà più importanti come i grandi attori cooperativi italiani”.

 

Credi che gli italiani -mediamente-, siano sufficientemente informati e interessati all’argomento? (Hai trovato collaborazione per la diffusione del tuo ebook?)

“Sono consapevole che lo sviluppo sostenibile è una nicchia e che l’economia sociale è una nicchia nella nicchia…Tuttavia in Italia esistono pubblicazioni e siti specializzati e credo quindi che chi vuole informarsi ha a disposizione gli strumenti adatti. Certo, è raro vedere i media main stream affrontare in maniera seria e documentata questi argomenti. Il più delle volte, l’economia sociale è presentata in maniera acritica, come “pillolina positiva” dopo tante brutture.

È un approccio acritico che confonde tutto e si nutre di slogan…Ecco, il mio ebook non pretende dare ai lettori “soluzioni” chiavi in mano. Vuole invece aiutarli, mostrando e spiegando esempi di successo, a riflettere su nuove forme di azione sostenibili. Magari andando anche un po’ oltre ai tanti cataloghi di piccoli gesti individuali che imperversano sul web per (ri)scoprire e (ri)valorizzare la forza del collettivo e dei modelli cooperativi.

È per questo che spero che il libro circoli ovunque e il più ampiamente possibile e in particolare presso quelle realtà che già sono in fermento attorno a questi temi. Certo, mi sono accorto che le librerie non sono molto favorevoli a presentazioni di ebook perché anziché vederle come un modo per attirare le persone dentro ai loro spazi, le temono come un’indebita concorrenza. Ma non importa, perché ci sono molti luoghi e spazi alternativi dove poter incontrare le persone. Penso ad esempio all’associazione daSud che mi ha ospitato a Roma, o a Comune-Info, una testata online che ha pubblicato un estratto di “Zolle ribelli”, il primo capitolo dell’ebook ma che mi ha anche inserito nella sua campagna “ribellarsi facendo”. Stiamo lavorando per essere presente ad alcuni importanti eventi nazionali legati alla sostenibilità, senza dimenticare le possibilità offerte dal web.

La révolution dei colibrì” è presente su Facebook dove proseguire la discussione attorno al libro coi lettori e scambiare aggiornamenti, documenti e informazioni”.

 

Qual’è stato – e qual’è-, il tuo proposito a scrittura ultimata, cosa pensi possa lasciare nei lettori?

“Per me, personalmente, il libro rappresenta il coronamento di sei anni di lavoro in Francia.

È un po’ il mio best of se vogliamo, sebbene tutti testi presenti siano originali e inediti in Italia. Un modo per dare un senso organico, applicando griglie di lettura nuove, a una materia osservata a lungo, ma secondo i ritmi e i formati della stampa.

Sinceramente, osservando il risultato finito e ascoltando i primi commenti, mi pare di esserci riuscito. Certo, il vero successo per me sarà quando potrò constatare che il messaggio è passato ai lettori. Mi immagino per esempio il giorno in cui, fra qualche anno magari, leggerò della prima “ambulanza dell’ambiente” o della prima coopérative d’activité et emploi italiana.

Volendo essere lirico, potrei riprendere il titolo del libro e il colibrì che, racconta una leggenda amerindiana, fa la spola fra una pozza d’acqua e un incendio che sta distruggendo la foresta per cercare di spegnerlo. Ecco, questo ebook è la mia goccia”.

 

 

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