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Premio Edison per le start up innovative

Premio Edison per le start up innovative

 

Premio Edison

 

 

Notizia tratta da www.ambientequotidiano.it di Valentina Soria

 

 

Un’idea innovativa che potrebbe risultare vincente, mossa dalla passione e da anni di studio e ricerca che hanno condotto alcuni giovani ingegneri partenopei ad accogliere una sfida che non è solamente personale, è propria della nostra regione la Campania e di un futuro orientato sempre più alla Green economy.

In un contesto internazionale che ci chiede, in tempi sempre più rapidi, di adeguarci e convertirci ad un economia sostenibile, fondata sull’uso esclusivo delle energie rinnovabili, la sfida per il nostro paese non è più procrastinabile. E l’innovazione, l’avanguardia, la sperimentazione partono da giovani talenti, troppo spesso costretti ad emigrare per veder riconosciuto il loro valore e magari riuscire ad ottenere quei finanziamenti per i loro progetti che le lungaggini burocratiche italiane e la mancanza di investimenti nel settore della ricerca rischierebbero di far sfumare.

Esistono però storie diverse, di chi resta e prova a credere nelle proprie idee puntando sul sostegno della comunità scientifica e imprenditoriale.

Per premiare i migliori talenti la Edison ha indetto un premio dedicato a Start Up innovative e micro-piccole imprese iscritte al Registro delle Imprese con sede in Italia, team di persone fisiche ( studenti e non ), organizzazioni no profit che svolgono la propria attività da almeno 2 anni.

Il requisito fondamentale è la proposta di soluzioni innovative nell’ambito dell’efficienza energetica e dell’energia rinnovabile. La migliore iniziativa di ogni categoria decretata il 15 ottobre 2014, sarà finanziata con 100.000 euro e la Edison offrirà ai vincitori un’attività di tutorial per sviluppare concretamente i progetti presentati.

 

 

Tra le iniziative di spicco il Progetto F:E:N:I:C:E, il cui autore è l’ingegnere Valerio Maria Porpora coadiuvato dal team di ingegneri: Maria Cristina Fabbricatore e Armando Cacace. Da sempre appassionato alla termodinamica ed agli impianti termici Valerio, ingegnere meccanico, ad un certo punto della sua carriera, nel 2006, si è posto il’obiettivo di come riuscire a realizzare un impianto termoelettrico alimentato da fonti rinnovabili che utilizzasse macchine semplici ed a combustione esterna. E’ così’ che è riuscito a sviluppare un espansore che si fonda sugli stessi principi del compressore a palette ( quelli che alimentano, ad esempio, i martelli pneumatici), ma utilizzando la macchina come motrice anziché operatrice. Valerio è riuscito a trasformare il limite di tali macchine (un limitato rapporto di pressioni) in un vantaggio, realizzando più macchine, con la possibilità di ri-surriscaldare il vapore tra una macchina e la successiva, aumentando in tal modo il rendimento termodinamico.

In effetti l’idea è quella di sostituire un’unica macchina complessa, come una turbina a vapore convenzionale, con una squadra di macchine semplici che assolvano alla stessa funzione, mantenendo l’indubbio vantaggio di un impianto a combustione esterna (flessibilità nell’utilizzo del combustibile) seppur con la semplicità costruttiva di macchine che ben si prestano anche ad una produzione di larga serie.

E’ questo il nucleo di partenza del più ampio e audace progetto F.E.N.I.C.E. “Futuro Energetico Naturale ed Innovazione da Ceneri Ecologiche”, presentato per il concorso indetto dalla Edison, che, come spiegato precedentemente, mira a finanziare i progetti più meritevoli e più votati sul sito edisonstart.it.

Il Progetto in concorso dei tre ingegneri napoletani mira alla realizzazione di una centrale a biomassa innovativa, ad alta efficienza, di ridotte dimensioni e bassi costi di produzione. Questo impianto termoelettrico opera con due surriscaldamenti al fine di ottenere un rendimento termodinamico del 32,74% mediante l’utilizzo di più macchine motrici semplici ( volumetriche e rotative senza valvole).

 

 

L’Obiettivo è creare energia ad impatto zero utilizzando legna o rifiuti di origine vegetale ( oggi difficilmente smaltibili viste le nuove leggi sui roghi) e di realizzare impianti di energia elettrica in luoghi non serviti dai canali tradizionali perché difficilmente accessibili. La realizzazione di un tale impianto avrebbe importanti ricadute tangibili su tutto il territorio, rappresentando un incentivo alla pulizia dei terreni, soprattutto di quelli improduttivi, che oggi vengono lasciati bruciare e sono privi di manutenzione e controllo, perché troppo oneroso il trasferimento dei materiali ( foglie, erbacce, eccet) nelle discariche limitrofe. Con la costruzione della centrale, la cui sede è prevista in Campania, ci sarebbe non solo un vantaggio economico, per il conferimento degli scarti agricoli, ma anche la sicurezza di una combustione a bassa temperatura, che non produce inquinamento.

Diversi i destinatari del progetto, i principali sono aziende distributrici e produttrici di energia elettrica, aziende agricole, comunità montane, enti locali, associazioni di inquilini e istituzioni che vogliono auto prodursi energia. La centrale inoltre è facilmente realizzabile ( meno di 1 macchine totali) potenziabile e riproducibile, inoltre essendo a combustione esterna permette il riutilizzo totale degli scarti (concime e detergenti naturali da ceneri biologiche) con possibilità di cogenerazione di calore. Produce energia elettrica annua pari a 594.890 Kwh e mira a creare sinergie tra le aziende agricole del territorio. Il finanziamento del progetto avrebbe ricadute trasversali in diversi settori, non solo, quindi, da un punto di vista strettamente energetico e potrebbe generare un meccanismo virtuoso circolare: aumento dell’aliquota di energia verde con tecnologie semplici, creazione di occupazione per le aziende produttrici e manutentrici degli impianti, aumento della competitività delle aziende agricole che potranno abbattere i costi di produzione tramite l’utilizzo degli scarti vegetali; diminuzione degli incendi grazie all’incentivo della pulizia dei terreni agricoli e boschivi pubblici e privati.

Si tratta di un progetto ultimato in tutte le sue fasi progettuali che partirà con la costruzione del primo impianto in Campania dove si è già studiato un ciclo virtuoso di filiera breve. In seguito si riproporrà questo progetto pilota a tutti gli enti interessati a questo total green business.

Il motore del cambiamento, questa volta, ha il volto delle eccellenze campane, nate da costante impegno, sacrificio e professionalità, risorse che il nostro paese non dovrebbe lasciarsi sfuggire.

 

 

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