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Lion City, l’antica città cinese sommersa

Lion City, l’antica città cinese sommersa

 

 

Lion City, particolare

di Stefania Cannea

Dopo Heracleion, un’altra città antica è stata scoperta di recente nelle profondità delle acque. Si tratta di Shi Cheng, nascosta sotto il lago di Qiandao, nella provincia costiera dello Zhejiang, nel sudest della Cina, ad una profondità che varia dai 22 ai 40 metri. La città è stata vittima di quei processi di sviluppo accelerato che stanno interessando la Cina in questi ultimi decenni portandola ad essere uno dei grandi paesi in via di sviluppo. Negli ultimi decenni sono spuntate numerose industrie e si è cercato di attuare politiche di sviluppo in tutto il paese. In alcuni di questi casi si è anche arrivati a deviare grandi fiumi come il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro che, grazie ad un intricato sistema di canali e dighe forniscono l’apporto di acqua anche nelle zone più aride del paese, ma allo stesso tempo comportano il trasferimento degli abitanti e quindi di interi villaggi e piccole città verso altri luoghi.

 

Ciò è quanto è accaduto anche a Shi Cheng, o Lion City, come è più familiarmente conosciuta per la sua vicinanza alla Montagna dei Cinque Leoni. Dovendo sopperire alle necessità energetiche di un paese in forte espansione industriale e residenziale, nel 1959 il governo cinese decise di costruire una centrale idroelettrica sul fiume Xinan, ai piedi del monte Wu Shi. Per dotare la nuova centrale del necessario bacino fu costruita una diga e l’antica città venne lentamente sommersa dallo scorrere delle acque del fiume, dando vita a quello che oggi viene chiamato il lago di Qiandao. La rapidità degli spostamenti e dei nuovi cambiamenti territoriali e sociali hanno portato ad un altrettanto rapido oblio della “Città dei leoni”, un tempo splendida fioritura di un’antica cultura.

 

Lion City

 

 

Costruita dalla dinastia degli Han Orientali (dal 25 al 200 dc), l’antica metropoli nel suo massimo splendore ha ospitato fino a 290 mila persone per oltre 1.300 anni. L’ “Atlantide cinese”, come è stata prontamente battezzata dalla stampa locale, un tempo era il centro della vita politica ed economica della provincia orientale di Zhejiang, divenendo contea nel 208 d.C.. Tuttavia, nonostante il grande valore storico e archeologico, il governo cinese decise che poteva rinunciarvi, creando il bacino artificiale.

 

Oggi è lo stesso governo del Zhejiang che ha deciso di ri-scoprire quel tesoro sommerso e

di sfruttare la città per incrementare il turismo. Per iniziare ha inviato una squadra di sommozzatori in esplorazione. <<Siamo stati fortunati – ha dichiarato uno dei membri della squadra – appena ci siamo tuffati nel lago abbiamo trovatole mura di cinta, e abbiamo prelevato alcune delle pietre delle quali sono fatte>>. Le foto scattate dai sommozzatori mostrano che gran parte degli edifici, delle strade, dei templi della città è rimasta intatta.

Attualmente è divenuta meta di un nuovo turismo nel Sud Est del Paese: sono in programma delle visite guidate tra le rovine millenarie e si può anche partecipare a immersioni esploratrici per scoprire questi luoghi affascinanti dimenticati dal tempo.

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