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Studenti in campo contro lo spreco agro-alimentare: oltre 12 miliardi di euro finiscono nella spazzatura

 

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di Linda Dotelli

 

Un miliardo di persone nel mondo soffre la fame, ma si stima che solo il 40% delle produzioni agricole mondiali venga effettivamente consumato. Da questo paradosso nasce il progetto di sensibilizzazione “Uno sguardo sullo spreco alimentare”, ideato dalla Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza e rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia emiliana e della Lombardia.

 

Ad offrire lo spunto di riflessione è l’Europa, che ha eletto il 2013 “Anno europeo contro lo spreco alimentare”: un’intitolazione dovuta, se si considera che il fenomeno sta assumendo dimensioni sempre più importanti, con sensibili ricadute finanziarie e ambientali. I dati divulgati dalla Facoltà piacentina illustrano che, mediamente, in Europa ogni anno 180 chilogrammi pro-capite finiscono nella spazzatura, in totale 89 milioni di tonnellate di alimenti.

 

L’indagine condotta nel 2011 dalla Fao ha fatto i conti a livello mondiale: il risultato sono 1,3 miliardi di tonnellate di cibo destinate alle discariche, esattamente un terzo della produzione globale. Non solo: in Italia l’impatto economico complessivo delle perdite lungo la filiera agro-alimentare è pari a 12,7 miliardi di euro. Lo sperpero più gravoso è a monte della catena, in fase di semina, raccolta, trattamento, conservazione e prima trasformazione: in agricoltura le dispersioni ammontano a 10 miliardi di euro, 1,2 miliardi vengono “smarriti” nella fase industriale, mentre 1,5 miliardi di euro si volatilizzano nel sistema della distribuzione.
Cosa s’intende per spreco agro-alimentare? il termine definisce l’insieme di prodotti alimentari che hanno perso valore commerciale, scartati dalla catena che porta i frutti della terra fino alla tavola, nonostante potrebbero essere nuovamente destinati al consumo umano. La criticità interessa anche acqua ed energia, utilizzate in grandi quantità nelle coltivazioni, con conseguenze negative sulla dispersione di queste risorse.

Queste le premesse che a dicembre 2013 hanno dato il via al ciclo di attività dell’Università Cattolica, progettato in collaborazione con la Camera di Commercio di Piacenza, volto a informare i ragazzi sul questa problematica e a costruire insieme nuove prospettive e soluzioni. L’invito è stato accolto da sei classi di altrettanti istituti superiori, coinvolgendo 150 alunni.

Per tre mesi i giovani hanno partecipato a seminari e laboratori, tenuti da docenti e ricercatori della Facoltà, impegnati nell’illustrare i diversi approcci connessi al tema dello spreco alimentare: dalla valutazione del quantitativo di acqua ed energia nascosto nel piatto – e quindi negli scarti alimentari -, ai fattori di natura qualitativa che rendono il cibo non idoneo al consumo. Il focus è stato puntato anche sulle modalità ottimali per la distribuzione, conservazione, stoccaggio, trattamento di fine vita dei prodotti alimentari e sul tema degli imballaggi, in grado di migliorare la conservazione dei cibi, ma anche di accrescere il volume totale dei rifiuti.

 

Dopo un incontro con il professor Adriano D’Aloia, esperto di cinema e blogger sulla comunicazione sul web, è partita la sfida: ideare un sito internet per sensibilizzare i coetanei sull’emergenza spreco.

Ogni classe ha creato un proprio portale dove raccogliere dati, studi ed esperienze maturate con gli esperti del settore. Dal 7 aprile, per una settimana, è stato possibile votare il social media preferito, aggiungendo un like sulla pagina Facebook della Facoltà.

 

Il 15 aprile é andata in scena la manifestazione finale nell’aula magna dell’università Cattolica di Piacenza: gli alunni hanno presentato le loro creazioni davanti a una giuria, formata da docenti universitari ed esponenti del mondo della comunicazione, che hanno decretato la vittoria dell’istituto Agrario Alberghiero Raineri Marcora (Piacenza). Primo posto Facebook, con premio speciale, al liceo Novello di Codogno. I giurati hanno valutato originalità del prodotto, l’approfondimento del tema e il corretto modo di trasmetterlo. Un’iniziativa messa in campo per diffondere un chiaro messaggio, messo nero su bianco dagli stessi organizzatori: “Ridurre gli sprechi alimentari non è solo un dovere morale, ma anche un gesto di tutela ambientale”.

 

 

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