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La stagione estiva salentina messa a rischio da un dissesto idrogeologico

La stagione estiva salentina messa a rischio da un dissesto idrogeologico

 

di Francesca Rizzo

 Dopo il successo senza precedenti riscosso lo scorso anno, dal Salento che si è collocato nell’olimpo delle località balneari italiane, in molti hanno confidato nella convinzione di una riconferma per l’estate 2014.

Non è la crisi economica (o perlomeno, non solo) a frenare gli entusiasmi, bensì un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Otranto, che vieta “navigazione, sosta e ancoraggio di tutte le unità navali, balneazione, pesca professionale e/o sportiva, attività subacquee e di superficie connesse agli usi del mare” per quasi 13 km, lungo la costa appartenente alla marina di Melendugno. A rendere necessario il divieto è il rischio di cedimento dei costoni rocciosi adiacenti al mare, dovuto alla combinazione di due fenomeni naturali, l’erosione ad opera delle onde ed i sempre più frequenti acquazzoni.  Dopo il crollo avvenuto lo scorso anno a Torre Sant’Andrea, una delle località costiere più suggestive, la situazione è notevolmente peggiorata, tramutando il pericolo ipotetico in realtà, e sollecitando l’intervento delle autorità per preservare l’ambiente e l’incolumità dei bagnanti.

Immancabile è stata la reazione di chi attendeva con ansia la nuova stagione balneare: operatori turistici, gestori di lidi ed esercizi commerciali, oltre ai semplici residenti, si sono opposti all’ordinanza.

 

Torre Sant'Andrea, prima e dopo il crollo dello scorso anno

Torre Sant'Andrea

 Torre Sant’Andrea, prima e dopo il crollo dello scorso anno

 

Mentre il numero di ordinanze è in aumento, e coinvolge località come Castro, Porto Miggiano e Otranto, il sindaco di Melendugno Marco Potì ha sollecitato l’intervento degli esperti dell’Università di Bari, autori del Piano di Assetto Idrogeologico, in seguito al quale la Capitaneria ha agito. Il team di specialisti è sceso in campo per appurare l’effettiva pericolosità delle zone inibite e cercare, pur nel rispetto dell’ambiente, di limitare i danni economici, di sicuro ingenti per una terra dalla forte vocazione per il turismo balneare.

Le ultime dichiarazioni consentono di provare un cauto ottimismo: in seguito a nuovi sopralluoghi, alcune località sono state ritenute sicure. Mentre la bella stagione si avvicina sempre più rapidamente, dunque, gli esperti dovranno inoltrare alla Capitaneria di Porto una relazione contenente le motivazioni in base alle quali si ritiene possibile una rimodulazione delle ordinanze. Il fattore tempo, infatti, rende impossibile seguire il lungo iter canonico di modifica del Piano di Assetto Idrogeologico, e richiede il ricorso ad un escamotage.

Il complesso fenomeno dell’erosione va ovviamente affrontato con molta serietà, con soluzioni a lungo termine e monitoraggi costanti per preservare il paesaggio e consentire a tutti di godere di tante calde, meravigliose estati salentine.

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