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La mantide orchidea: l’ennesimo inganno della natura

la mantide orchidea

 

di Francesca Rizzo

 

 

Piante carnivore e animali in grado di mimetizzarsi per sfuggire ai predatori sono ormai noti a esperti e profani del mondo naturale: per quanto questi esemplari non smettano di esercitare il loro fascino, la loro esistenza non desta più meraviglia.

Si meravigliò, invece, il giornalista australiano James Hingsley, che durante un viaggio in Indonesia nel 1879 vide un’orchidea rossa che imprigionava le farfalle tra i petali, per poi mangiarle vive. In realtà egli era vittima di un equivoco, visto che già due anni prima il naturalista Alfred Russel Wallace  aveva parlato dell’Hymenopus coronatus, non una pianta carnivora ma un insetto, una mantide.

Ci si potrebbe chiedere cosa, dopo tanto tempo, faccia parlare della mantide orchidea con un interesse immutato, visto che questo insetto non è certo l’unico a servirsi del mimetismo per cacciare. La novità è presto spiegata, provvista di una validazione scientifica da James O’Hanlon, Marie Herberstein e Gregory Holwell, il cui studio, “Pollinator reception in the Orchid Mantis”, è stato pubblicato a gennaio su “The American Naturalist”, rivista mensile dell’American Society of Naturalists. La ricerca ha dimostrato che l’Hymenopus coronatus non si limita a mimetizzarsi nella vegetazione, servendosi dunque di quest’ultima come esca per attrarre le prede, bensì si offre in prima persona, ingannando tramite il proprio aspetto gli ingenui insetti impollinatori, facendo pensar loro di aver trovato un nuovo, attraente fiore.

«La parte più difficile di questo tipo di ricerca è stata condurre uno studio su un animale che nessuno ha mai studiato prima. Non sapevamo quasi nulla su di loro, e abbiamo dovuto iniziare da zero», ha dichiarato O’Hanlon a Fox News.

Con l’aiuto di alcuni aborigeni, la ricerca è partita nelle lussureggianti foreste tropicali della Malesia, dove O’Hanlon e i suoi colleghi hanno innanzitutto confrontato tredici specie di orchidea con quattordici esemplari di mantide: scopo di questa prima fase era calcolare il contrasto cromatico esistente tra il fiore e l’insetto, per capire se gli insetti impollinatori fossero o meno in grado di distinguere l’uno dall’altro. È stato perciò interessante constatare che, dal punto di vista di un insetto impollinatore, una vera orchidea e una mantide orchidea sono praticamente indistinguibili.

Il secondo step della ricerca ha visto gli scienziati impegnati in laboratorio, dove per trenta ore complessive è stato osservato il comportamento degli insetti impollinatori nei confronti dei fiori veri e delle mantidi. Il risultato è stato sorprendente: le prede sono state attratte più dai loro carnefici che dalle orchidee. Ecco dunque spiegato il motivo per cui, come ha riferito O’Hanlon, «le mantidi orchidee da noi osservate non erano camuffate tra i fiori, ma isolate nella vegetazione.»

L’ennesimo scherzo della natura, capace di rendere incantevole persino un insetto dalla pessima fama, fin troppo disprezzato. E chissà quanti “orchidofili” vorrebbero ora un Hymenopus coronatus nella propria collezione!

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