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Torri Superiore: una comunità ecosostenibile

 

Torri Superiore

di Luigi Diego Di Donna

“Torri Superiore e l’eco-villaggio sono una cosa sola. Orientarsi verso il mondo del dopo-petrolio è oggi una necessità. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che la transizione non va attesa, ma progettata ed accompagnata”. Parola di Toni, portavoce (ufficioso) della piccola comunità di Torri, che ha cominciato a dare forma nei fatti, in concreto, agli stili di vita sostenibili,  eco-compatibili che scaturiscono da un bisogno generalizzato di rinnovamento politico, culturale ed economico.

E’ in Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Francia, che  ai piedi delle Alpi Marittime Torri Superiore. Le sue origini vanno parecchio indietro nel tempo: è citato per la prima volta in un documento del 1073. Il borgo medievale si compone di tre corpi principali ed è percorso da un intricato labirinto di vicoli, scale e terrazze che si affacciano su scorci pittoreschi. Il lento lavoro di costruzione del borgo proseguì fino al XVIII secolo, momento in cui questo raggiunse la massima estensione prima che cominciasse lo spopolamento ed infine, nel XX, l’abbandono, che lo ridusse ad un villaggio fantasma.

Ma la storia di Torri non finisce così. Nel 1989 viene fondata l’Associazione Culturale Torri Superiore con lo scopo di restaurare e ripopolare il villaggio in stato di abbandono. Gli obbiettivi sono la creazione di una comunità residente e la messa a punto di un eco-villeggio aperto al pubblico. I lavori di restauro, cominciati nel 1997 e terminati nel 2012, hanno previsto la conservazione e la riqualificazione dei caratteri medievali della struttura attraverso l’uso di materiali naturali ed eco-compatibili, dei principi della bioedilizia e di interventi strutturali che non turbassero l’armonia con l’ambiente circostante. Ben 22 unità abitative hanno ripreso vita in tal modo. Sono poi stati installati pannelli solari e fotovoltaici affinché la comunità potesse essere energeticamente autosufficiente.

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L’intera vita degli abitanti si svolge secondo principi di sostenibilità e cooperazione; quasi una sorta di processo di ritribalizzazione, un progressivo riavvicinamento dell’uomo ai valori della terra e della natura. A Torri, nelle opere di restauro, si utilizza pietra locale e materiali isolanti naturali come sughero e fibre di cocco. Pitture e smalti sono ecologici e gli impianti di riscaldamento sono a bassa temperatura (non vengono mai superati i 18°C). Sono stati messi in funzione un compost toilet a secco ed un piccolo impianto di fitodepurazione per ogni unità abitativa. Inoltre è presente un bacino di lagunaggio per il trattamento delle acque grigie, una cucina solare ed una pompa per l’acqua a colpo d’ariete (che non ha bisogno di elettricità per funzionare). I venti abitanti di Torri, tra i quali alcuni bambini, riescono a vivere con sole 5 automobili. Sono presenti anche alcune case di paglia, una delle ultime frontiere dell’architettura eco-compatibile: queste, oltre ad essere indistinguibili dalle classiche case in cemento e mattoni, presentano notevoli vantaggi. Sono ad esempio antisismiche e termoisolanti.

“Questi progetti-pilota sono il nostro orgoglio”, afferma la piccola comunità di Torri Superiore, soprattutto considerando che “in 16 anni non abbiamo visto l’ombra di un finanziamento pubblico.”  Vari sono gli orti e i frutteti che forniscono verdura e frutta fresca, i quali, gestiti secondo i principi dell’orto sinergico e i metodi permaculturali, garantiscono ottimi risultati con pochi sforzi. Non mancano ovviamente gli animali e le produzioni casalinghe di olio, pane, pasta, miele, marmellata, yogurt, gelato e tisane di erbe locali. Ad oggi, spiega con soddisfazione Massimo Candela, socio fondatore dell’eco-villaggio ed insegnante di permacultura, “il 70% del fabbisogno alimentare del villaggio è autoprodotto. Puntiamo inoltre ad aumentare sempre più la nostra produzione ed a ridurre al minimo i rifiuti (puntualmente riciclati) chiudendo i relativi cicli.”

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Una delle iniziative più interessanti della comunità è il progetto “Vivere la transizione”. La certezza degli abitanti di Torri circa l’urgenza di una decrescita ponderata li ha spinti ad organizzare ogni anno, a partire dal 2010, un percorso culturale che prevede corsi e seminari sulla sostenibilità, al fine di diffondere le conoscenze apprese durante gli anni per una gestione ecologica della vita in comunità. Durante vere e proprie lezioni di gruppo che si svolgono nell’arco della giornata, alcuni specialisti offrono cognizioni pratiche su come mettere a frutto i principi  della sostenibilità a livello ecologico e sociale. Ai partecipanti vengono impartite nozioni riguardanti orticoltura biodinamica, trazione animale con gli asini, erboristeria pratica, progettazioni in permacultura, costruzione di muretti a secco e case di paglia. L’entusiasmo ed il coinvolgimento dei discenti emerge dalle loro dichiarazioni: “Una bella natura, la magia diroccata di un vecchio borgo, aria pulita, sano lavoro e amicizia. Persone particolari e speciali, ognuna alla sua maniera. Esistono ingredienti migliori per un’esperienza unica?” si chiede Donato da Salerno. C’è poi chi avrebbe “zero voglia di tornare a casa. Ci piacerà pensare a voi e a questo splendido borgo come un luogo non solo di relax, ma anche di testimonianza che un altro mondo è possibile”, dicono Rossella e Marco di Lodi. Ma l’esempio forse più calzante è quello di Elias, un giovane tedesco di passaggio che, fermatosi a Torri per caso con l’intenzione di rimanervi qualche giorno, ha finito col restarvi per sempre. Se gli si chiede perché ha scelto Torri, lui risponde: “È stata Torri a scegliere me…”

Insomma, la vivace Torri Superiore potrebbe essere un modello cui prestare immediatamente attenzione, nella consapevolezza che il futuro è adesso e che un mondo migliore è possibile.

 

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