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Convegno “Climate Changes and Water Security in the Po River Basin” a Parma

Convegno

 

di Valentina Sciarrabba

 

Lo scorso venerdì 27 giugno 2014 presso l’Auditorium de Parco Area delle Scienze dell’Università di Parma si è concluso il convegno “Climate Changes and Water Security in the Po River Basin”.

Numerosi i relatori dalla dott.ssa Rodica Tomozeiu alla dott.ssa Sara Pavan, dal prof. Paolo Mignosa a dott. Antonio Rusconi. Tanti gli interventi che hanno contribuito a spiegare meglio i temi di cui oggi si parla spesso: il cambiamento climatico, le alluvioni, lo scioglimento dei ghiacciai. Si è concentrata l’attenzione molto sul caso italiano e dell’Emilia Romagna in particolare.

Il cambiamento climatico sta modificando il flusso dei corsi d’acqua e del fiume Po pertanto si assiste a eventi catastrofici come le alluvioni che hanno colpito lo scorso inverno il bacino del Po e molti suoi affluenti, per esempio il fiume Secchia. Le inondazioni causano molti danni ai territori e alle popolazioni limitrofe. Anche l’aumento della temperatura globale sta provocando notevoli sconvolgimenti al bacino del Po, come ha spiegato la dott.ssa Tomozeiu. Questo comporta anche lo scioglimento anticipato dei ghiacciai come hanno affermato il dott. Claudio Smiraglia e la dott.ssa Guglielmina Diolaiuti dell’Università di Milano. Quest’ultimi stanno lavorando al progetto “Share Stelvio” che consiste nel monitoraggio dei ghiacciai presenti nel Parco dello Stelvio. Attraverso gli studi e le ricerche rilevano le caratteristiche dei ghiacciai e cercano di modellarne il futuro.

Il dott. Rusconi, membro del Gruppo 183 ed ex Segretario Generale dei bacini Alto Adriatico, ha spiegato come il cambiamento climatico globale stia influenzando negativamente il flusso dei bacini d’acqua compreso quello del fiume Po e dei suoi affluenti. Ha chiarito anche come sia difficile riuscire a monitorare eventuali catastrofi, perché il monitoraggio si effettua sempre ma andrebbero velocizzati i tempi e bisognerebbe diffondere tra le popolazioni la partecipazione collettiva alla tutela dei corsi d’acqua. In Francia per esempio questo si fa già da anni.

Alla conferenza sono anche emersi dati positivi riguardanti la Regione Emilia Romagna che si posiziona, nel quadro nazionale, al primo posto riguardo alle scelte e ai progetti innovativi messi in atto negli ultimi anni per il monitoraggio e la tutela delle acque, come ha affermato la dott.ssa Patrizia Bianconi del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione.

Infine, durante la giornata di dibattito, è stato presentato da Monica Guida e Patrizia Ercoli  il processo partecipato “SEINONDA”. Quest’ultimo nasce sulla base di una diagnosi delle criticità del territorio emiliano rispetto ai fenomeni alluvionali e pertanto individua una serie di misure necessarie al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre le conseguenze negative delle alluvioni nei confronti della salute umana, del territorio, dei beni, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle attività economiche e sociali. Il progetto si configura come un nuovo strumento strategico e fondamentale che riassume in sé tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvioni ed in particolare la prevenzione, la protezione, la preparazione e reazione alle emergenze, comprese le previsioni di alluvione e i sistemi di allerta. Nella formazione del Piano rivestono un ruolo importante l’informazione, la consultazione e la partecipazione del pubblico. Il Processo Partecipato SEINONDA si avvale di momenti di partecipazione come Convegni, Workshop, incontri, e dell’utilizzo della Piattaforma Io Partecipo+ (Piazza virtuale SEINONDA) per la consultazione on line. La finalità del processo partecipativo è informare, rendere consapevoli, raccogliere conoscenze specifiche sul territorio ed indicazioni che consentano di elaborare misure di Piano rispondenti alle esigenze della cittadinanza.

La conferenza ha offerto una giornata di conoscenza e di dibattito a tutti i partecipanti ma ha anche messo in gioco punti sui quali riflettere e dai quali partire per creare nuovi progetti o rafforzare quelli già esistenti nella prevenzione e nella tutela del territorio e delle acque che sono sempre più spesso minacciate dal cambiamento climatico globale.

 

 

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