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Quando le fattorie idroponiche sono nel grattacielo: il progetto Urban Skyfarm

Tratto da: http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/nel-mondo/fattorie-idroponiche-grattacielo-985.html

 

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Il biologo Dickson Despommier, professore alla Columbia University di New York, ha dichiarato che per risolvere la problematica del sovraffollamento nella maggiori città mondiali e dello sfruttamento intensivo dei terreni da coltivazione, sarà necessario uno stravolgimento in termini di costruzione e pianificazione delle future aree agricole; la soluzione sembrerebbe la fattoria idroponica, o vertical farm, un grattacielo in grado di fornire cibo a Km0. Ispiratidalla teoria di Despommier, i giovani architetti americani dello studio Aprilli Design hanno vinto il secondo premio, in occasione del concorso A’ Design Award 2014, con il progetto Urban Skyfarm.

Con il progetto Urban Skyfarm, lo studio Aprilli Design ha ottenuto il secondo premio nella categoria A’ Futuristic Design Award ed una menzione speciale WT Smart City Award 2014, ipotizzando un grattacielo a forma di albero per Jung-Gu, un quartiere di Seoul, in Corea del Sud, vicino Cheonggyecheon, area densamente popolata.

 

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L’idea di base è quella di rispondere all’esigenza di ridurre lo spazio occupato a terra ed ottenere la maggiore  concentrazione di attività ai livelli superiori; da qui la forma di un albero, dove le radici costituiscono il sostegno strutturale, il tronco è adibito ad uffici e spazi a tema per gli utenti, sui rami a più livelli verranno disposte le fattorie idroponiche e le foglie saranno idealmente ricreate dai pannelli fotovoltaici.

Complessivamente la Skyfarm misurerà circa 144,45mq e 160m di altezza, di cui 45m sono destinati alle fattorie.
All’interno dell’ edificio saranno collocati giardini botanici, piattaforme di osservazione, mercati coperti, impianti di filtrazione dell’acqua ed impianti per l’energia rinnovabile.

La nuova frontiera dell’agricoltura è la coltivazione idroponica, fuori terra, utilizzando un substrato inerte, ad esempio argilla espansa, vermiculite, fibre di cocco o lana di roccia, irrigata con una soluzione nutritiva studiata appositamente, a base di acqua e composti inorganici.

Con la tecnica dell’idrocoltura si può ottenere un’area coltivabile anche dove il terreno non lo consente naturalmente, con un utilizzo di acqua pari ad un decimo rispetto alle coltivazioni da terra, senza dispersioni di fertilizzanti nel terreno e diserbanti.

Anche l’Italia concorre per la realizzazione della prima Vertical Farm, infatti l’Enea in occasione dell’Expo 2015 a Milano, presenterà il progetto Skyland.

 

 

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