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Rain gardens: Raccolgono e qualificano l’acqua piovana, contrastano le bombe d’acqua

Rain gardens: Raccolgono e qualificano l’acqua piovana, contrastano le bombe d’acqua

Un articolo che racconta come siano nati  si siano sviluppati i “giardini della pioggia”: una risposta anche alla crescente e diffusa impermeabilizzazione dei suoli che  ha ridotto e riduce  notevolmente la capacità di assorbimento dei terreni.

Fonte: di Luca Carlin, 9 dicembre 2014

http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/criteri-progettuali/rain-gardens-giardini-159/

 

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Quando sono nate le città nessuno avrebbe potuto prevedere lo sviluppo che i rain garden avrebbero avuto e tanto meno le conseguenze che si sarebbero create. La cementificazione, più o meno controllata, ha causato una grande impermeabilizzazione dei suoli riducendo notevolmente la capacità di assorbimento dei terreni. Una prima risposta al problema era stata data con lo sviluppo del tetto verde che da anni ormai viene utilizzato in architettura, ma questo in qualche modo continua ed essere limitato alle nuove costruzioni. I rain garden al contrario, grazie alla loro facilità di applicazione, stanno letteralmente guadagnando sempre più terreno nei confronti della città, cosicchè questi giardini si dimostrano un’efficace mezzo per contrastare gli effetti delle bombe d’acqua.

LA STRUTTURA DEL RAIN GARDEN

Secondo il PlaNYC 2008 (agenda per la sostenibilità di New York) i rain garden sono in grado di trattenere anche più del 50% dell’acqua piovana per rilasciarla poi gradualmente nel sistema fognario e impedirne il collasso in caso di alluvioni. La struttura si basa su di una sorta di bacino nel quale una composizione del terreno formata per il 50-60% da sabbia, per il 20-30% da compost, e per altri 20-30% da terreno superficiale, favorisce l’accumulo di acqua. Qui la flora autoctona gestisce l’assorbimento dell’acqua e il rilascio di quella in eccesso, ritardandone il tempo di immissione nella rete e riducendone l’apporto diretto. In questo modo si previene il collasso della rete fognaria e la formazione di zone di allagamento dovute all’eccessiva caduta di acque meteoriche.

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RAIN GARDENS NEL MONDO

Mint plaza, san francisco usa

Nati in uno spazio urbano riqualificato nel cuore della città, i rain gardens di Mind Plaza diventano un’occasione per sperimentare nuove tecnologie e pensarne un possibile sviluppo a scala urbana. Il progetto di CMG Landscape Architecture cerca di dare una risposta al problema dell’eccesivo accumulo di acqua in un’area fortemente urbanizzata, nella quale l’ormai obsoleta rete fognaria risulta insufficiente. I progettisti definiscono il progetto integrativo, inclusivo e in grado di garantire una più ricca biodiversità urbana.

La struttura della piazza si basa su di una serie di piani inclinati che convogliano l’acqua piovana verso i due rain gardens dove la vegetazione filtra l’acqua dagli agenti inquinanti e ne trattiene una parte. La restante attraversa gli strati di sabbia del giardino e finisce in un bacino sotterraneo dal quale viene rilasciata gradualmente nel terreno.

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Maplewood, burnsville, playmouth, minneapolis e duluth, minnesota usa 

Il Minnesota ha intrapreso una politica a favore della tutela e della salvaguardia delle aree urbane, basata sulla costruzione dei rain gardens, che è stata accolta con entusiasmo dai cittadini di diverse piccole realtà urbane. L’obiettivo è quello di aiutare il sistema di raccolta delle acque meteoriche e migliorarne la qualità. L’iniziativa si è concretizzata nelle cittadine di Meaplewood, Burnsville, Playmouth, Minneapolis e Duluth. Meaplewood è stata la prima nel Minnesota ed è diventata d’esempio soprattutto per l’attiva partecipazione dei cittadini che ha permesso di costruire i rain gardens in aree residenziali private. Circa 30.000 abitanti per 450 rain gardens, una percentuale altissima di giardini al servizio della città einteramente curati e mantenuti dagli abitanti.

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Regione di adelaide, australia

Promosso dalla regione dell’Adelaide e dal Department of the Environment, Water, Heritage and the Arts del governo australiano, è nato il programma Acqua Sensitive Urban Design (WSUD), un approccio alla pianificazione urbana che integra la gestione del ciclo di acqua nel processo di sviluppo urbano. Il documento descrive ampiamente il piano attuativo da intraprendere per attivare una politica efficace per la tutela del paesaggio e la gestione delle acque. Collocazione, forma e dimensione dei rain gardens sono parametri indicati con precisione, ma l’attenzione del dipartimento punta ad introdurre una vera e propria cultura di gestione della risorsa indicando sei punti fondamentali per il mantenimento e per l’efficienza di questi sistemi in modo da guidare i cittadini verso una tutela partecipativa degli spazi urbani.

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INDIVIDUARE L’APPROCCIO CORRETTO

I principi dei rain gardens si sono dimostrati efficaci nei casi in cui sono stati applicati, ma l’approccio che garantisce il funzionamento della tecnica deve in ogni caso tener conto dei cittadini e mirare alla loro partecipazione attiva. Per abbracciare i principi della sostenibilità è necessario prima di tutto sensibilizzare la collettività ad un lavoro comune in grado di trasformare i vantaggi della tecnica da interventi puntuali a elementi di un sistema più articolato.

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