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Dopo una nevicata eccezionale crauti alla parmigiana con cotechino

Dopo una nevicata eccezionale crauti alla parmigiana con cotechino

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Di Malù Pagani.

 

Ieri ho letto un bellissimo pensiero che condivido: ” il nostro lavoro è avere visioni,idee,sogni . Attendere che la neve ricopra tutto e poi, come semenza lasciar germinare …..niente altro”. Ora però i sessanta centimetri della settimana scorsa, neve bagnata e pesante, in un sol giorno è troppo sia per gli uomini che per la natura .Ho fatto un giro a piedi il giorno dopo la bufera per rendermi conto dei danni che già sentivo nell’aria . Logicamente le piante più colpite sono state quelle a foglia persistente . In testa ci sono le magnolie grandiflora specialmente quelle non potate a “piramide” (potatura moderna che deturpa la vera natura della pianta e che la condiziona per sempre ma che qui le ha salvate). Grossi rami a terra e altri piegati a “legno verde”. Anche le conifere più ampie (cedri deodara, atlantica,del Libano) hanno  perso grossi rami . I platani sono stati scapitozzati, le foglie secche ma ancora sui rami hanno fermato la neve , resi pesanti e rotti .

I cespugli tutti si sono piegati di brutto e sono stati ricoperti dal bel manto nevoso. Si vedrà al disgelo se hanno retto o se si sono spezzati, comunque la piegatura forzata li avrà certamente ingobbiti senza rimedio. I prati, i pratini saranno impraticabili a lungo ma non avranno nessuna sofferenza. Ci toccherà un lungo e pesante lavoro a marzo quando arriverà la primavera.  Tagliare , potare, raddrizzare e spesso rimpiazzare quelle essenze perse totalmente . Disagio notevole,  giorni senza energia elettrica, colpite a macchia di leopardo le zone del parmigiano e del reggiano .

Io pensavo ai vari congelatori delle nostre campagne ricolmi di roba: dalla verdura dell’orto ai volatili, ai tortelli, agli anolini . E una sera vidi alla televisione una”resdora”che scavava nella neve e nel buco posizionava accuratamente i suoi sacchetti di surgelati e poi ricopriva con un abbondante strato di neve . Bella idea! Automaticamente mi si presentò viva una scena analoga ma lontanissima nel tempo .Gli anni della guerra. Un inverno il papà fece arrivare un camioncino carico di verze che seppellì nel giardino sotto una coltre di neve .Verze per tutto il lungo inverno….

 

Crauti alla parmigiana

Tagliare sottile una bella verza e metterla in casseruola con un poco di lardo pestato e due spicchi d’aglio svestiti, sale e pepe. Far rosolare lentamente sempre mescolando. Quindi aggiungere un bel bicchiere di aceto di vino rosso. Coprire e portare a cottura coperta per circa un’ora .Servire accanto ad un bel cotechino fumante. Tutti ormai sappiamo come cuocerlo!

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