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Il cielo di Parma: luminosamente inquinato. Intervista con il prof. Angelo Farina

Il cielo di Parma: luminosamente inquinato. Intervista con il prof. Angelo Farina

di Darika Fuochi.

 

 

   Chi ha seguito il blog del commissario Cottarelli saprà benissimo di cosa si sta parlando: ha portato infatti all’attenzione pubblica, qualche mese fa, la campagna ‘Cieli Bui‘, che avrebbe dovuto far risparmiare al governo Monti quasi 500 milioni di euro nell’ottica della spending review.

Quello che il commissario Cottarelli proponeva era un sistema diverso di illuminazione stradale, cioè dall’alto verso il basso, in modo da ottimizzarla, indirizzandola verso il basso e non più verso il cielo, riducendo di molto i costi di illuminazione stradale che ricadono sulle casse dei Comuni italiani.

Il problema, tutt’altro che risolto, è urgente e importante, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale, oltre al fatto che tutti avremmo cieli molto più belli da guardare la sera, giusto per non sottovalutare l’aspetto ‘poetico’.

Per wateronline.info, cerca di fare luce sulla questione, con particolare riferimento alla città di Parma, il Professore Ordinario in Fisica Tecnica e Ambientale Angelo Farina, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università degli Studi di Parma.

Italia milluminodimenoFoto meteoweb.eu

Parlando di inquinamento luminoso, facciamo chiarezza: come si spiega il fenomeno a un profano dell’argomento?
L’inquinamento luminoso è la dispersione di luce artificiale verso la volta celeste. Principali responsabili sono l’illuminazione stradale, le insegne luminose e l’illuminazione dal basso verso l’alto del fronte degli edifici.

Qual è la situazione nella nostra città?

Sebbene la legislazione regionale li abbia messi fuori norma da oltre 10 anni, purtroppo a Parma esistono ancora migliaia di lampioni stradali ad emissione verso l’alto incontrollata, in particolare i tipici lampioni in ghisa decorati che troviamo sullo Stradone, al Parco Ducale, etc..

Ci sono tecnologie o tecniche che permettono di arginare o limitare il problema?
Si, ormai per ogni tipo di apparecchio per l’illuminazione stradale esiste la versione a “zero emissione verso l’alto”, conforme alla legislazione regionale per la prevenzione dell’inquinamento luminoso.

Allo stato attuale il problema maggiore sono gli apparecchi di illuminazione privata, utilizzati per illuminare il fronte degli edifici, che riflettono verso l’alto una elevata percentuale dell’intero flusso luminoso emesso. Troviamo tali sistemi di illuminazione soprattutto attorno ai capannoni, o ad edifici prefabbricati,ad esempio attorno agli edifici del Campus universitario.

Mantenendo lo stesso posizionamento delle lampade (al suolo) è pressoché impossibile evitare l’emissione luminosa verso l’alto: questi sistemi di illuminazione andrebbero pertanto resi assolutamente illegali, con pesanti sanzioni per chi li mantiene in funzione, costringendo cosi’ i proprietari ad installare sistemi di illuminazione dall’alto verso il basso, con lampade fissate al cornicione dei capannoni e dirette verso il basso.

Qual è la sua opinione riguardo all’argomento?lampioni parma

Mantenere i cieli bui evitando l’inquinamento luminoso è più importante di quanto potrebbe sembrare. Molti infatti credono che riuscire a vedere le stelle abbia un significato puramente poetico, privo di ricadute pratiche. Invece mantenere i cieli bui ha rilevanti ricadute ambientali, sia per le specie animali che di notte si basano sulla visione del cielo stellato per orientarsi, sia per l’uomo, in quanto sono noti disturbi del sonno legati alla mancanza di buio notturno. Inoltre non va trascurato l’aspetto energetico: produrre luce elettrica costa parecchi soldi e sprecarne una frazione per illuminare il cielo significa dilapidare denaro senza che esso serva a produrre l’effetto illuminante voluto. Pertanto l’uso di sistemi di illuminazione che portano al suolo il 100% della luce emessa significa anche massimizzare il rapporto costo-beneficio del sistema di illuminazione stesso.

Secondo lei, fra una decina di anni quale sarà lo stato delle cose?

Sarà decisamente migliore, in quanto gran parte dell’illuminazione per esterni sarà effettuata mediante lampade a LED. Esse hanno un elevata resa luminosa a parità di consumo elettrico, lunghissima durata e bassa manutenzione, e consentono di indirizzare il fascio luminoso in modo estremamente controllato. Anche la qualità della luce emessa, dal punto di vista cromatico, è in continuo e rapido miglioramento: solo due anni fa era difficile trovare lampade LED ad elevato indice di resa cromatica (maggiore di 90/100) e con temperatura di colore ragionevole (inferiore ai 5000 K), mentre adesso lampade con tali caratteristiche sono disponibili sia per applicazioni professionali che domestiche. Con moderni sistemi a LED è possibile garantire la completa eliminazione dell’irradiazione verso l’alto. Il costo di questi apparecchi è in continua diminuzione, per cui è prevedibile che fra 10 anni nessuno userà più lampade a filamento o a scarica nei gas.

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