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Dessert prossimo venturo: scorpioni al cioccolato

Dessert prossimo venturo: scorpioni al cioccolato

 

Expo e cibo del futuro (pure nel Future Food District, la Coop di domani): secondo gli studi pubblicati dalla Fao gli insetti risolveranno il problema della crescita demografica del pianeta (una stima di 9 miliardi di persone nel 2015). Lo possono confermare due miliardi di persone che già li mangiano ... Per i curiosi e gli amanti del genere, ad Expo sono già disponibili larve di bambù, scorpioni ricoperti di cioccolata, larve della farina, vodka allo scorpione, misto di pupe (la fase di crescita tra larva e insetto), larve di cereali, termiti disidratate, cavallette, coleotteri, larve giganti al cioccolato e bruchi fritti e tarantole arrostite. Fritti, in umido, allo spiedo, ce n'è per tutti e per tutti i gusti...

 

Fonte: Gazzetta dello sport, http://www.gazzetta.it/expo-2015/28-05-2015/expo-insetti-cibo-futuro-far-fronte-crescita-demografica-1101011515317.shtml

   Insetti e dintorni non potevano mancare nella rassegna del cibo, tanto più che il tema dell’Expo 2015 è “nutrire il pianeta” e sicuramente non lo si potrà più fare con le soluzioni tradizionali: in ogni angolo del Decumano, cartelli luminosi avvertono che la popolazione mondiale sta crescendo molto più velocemente delle risorse disponibili, non di rado mal sfruttate dall’uomo. Nel 2050, sul pianeta saremo più o meno in 9 miliardi. Gli studiosi sostengono che un’agricoltura, già intensiva, dovrebbe aumentare del 60% per dare da mangiare a tutti: utopia pura, evidentemente.Ed ecco che una soluzione è rappresentata dalle preparazioni a base di insetti, che compongono i cinque sesti del regno animale (con un milione di specie) e contengono proprietà nutritive come qualunque altro alimento di origine animale: proteine, ferro, carboidrati, fosforo e via dicendo. L’entomofagia è sostenuta anche a livello istituzionale: la FAO sponsorizza gli insetti come valida alternativa alimentare e l’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di tre milioni di euro per ogni Paese membro che incoraggi l’uso degli stessi in cucina. Insomma se per noi occidentali è “qualcosa” da guardare in tivù tra la sorpresa e il disgusto, per due miliardi di persone – in particolare del Sud-Est Asiatico, Africa Centrale, Centro e Sud America – fanno parte del menu quotidiano.
(…)
CAVALLETTE GIGANTI AL SUPERMERCATO — Per avere un’idea di quello che ci aspetta basta andare al Future Food District, 6500 mq divisi tra l’unico supermercato di Expo – non a caso, molto frequentato da chi lavora nel recinto – e l’Exhibition Area. Realizzato dallo studio di Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, e dalla Coop, si trova a sinistra appena entrati da Merlata e ha l’obiettivo di anticipare il futuro rapporto tra cliente e grande distribuzione, dove potrebbero trovare spazio – prima di quanto si pensi – i prodotti nella teca, proprio al centro della struttura. Per esempio, ci sono bustine di Crispy Giant Grasshoppers, in pratica cavallette giganti croccanti: la confezione richiama quella delle albicocche essiccate o delle caramelle gommose, ma non si possono acquistare (e non si capisce il perché, a dire il vero) come tutte le altre proposte. Vedi gli scarafaggi, anch’essi giganti, in ciotole di legno: sono adagiati, come fossero una mozzarella di bufala su foglie d’insalata, sotto una luce al neon. Poi ci sono i bacherozzi d’acqua giganti in salsa di peperoncino mentre è evidente che lo scorpione nella vodka si presta a serate eleganti. In un video si vedono insetti saltati in padella, in versione sexy: lui imbocca lei con un verme del bambù, manco fosse una Belon freschissima. Infine, per chi ha piccoli appetiti sono esposti anche sacchetti di piccoli grilli e di termiti volanti, chips modello terzo millennio.
Expo e cibo del futuro (pure nel Future Food District, la Coop di domani): secondo gli studi pubblicati dalla Fao gli insetti risolveranno il problema della crescita demografica del pianeta (una stima di 9 miliardi di persone nel 2015). Lo possono confermare due miliardi di persone che già li mangiano ... Per i curiosi e gli amanti del genere, ad Expo sono già disponibili larve di bambù, scorpioni ricoperti di cioccolata, larve della farina, vodka allo scorpione, misto di pupe (la fase di crescita tra larva e insetto), larve di cereali, termiti disidratate, cavallette, coleotteri, larve giganti al cioccolato e bruchi fritti e tarantole arrostite. Fritti, in umido, allo spiedo, ce n'è per tutti e per tutti i gusti...Gazzetta dello SportGazzetta dello SportGazzetta dello Sport
Expo e cibo del futuro (pure nel Future Food District, la Coop di domani): secondo gli studi pubblicati dalla Fao gli insetti risolveranno il problema d…

 

CHEF&ENTOMOFAGIA — “Guardare e non toccare è cosa da imparare”, dicevano le nostre mamme. E in effetti, è stata una istituzione culturale – la Società Umanitaria – a fornirli per creare un movimento di massa a favore degli alimenti che avremmo a disposizione in porzioni abbondanti, ma che ci rifiutiamo di accogliere sulla nostra tavola. “L’allevamento e il consumo di insetti commestibili sono una delle vie da percorrere per nutrire il Pianeta – è il manifesto studiato dall’Umanitaria – perché rappresentano una risposta concreta, accessibile e sostenibile per ridurre la fame nel mondo, salvare la Terra e garantire un futuro alle nuove generazioni”. Il tema è in pieno sviluppo, perché al di là che lo street food asiatico o messicano propone serenamente specialità a base di insetti, anche i grandi chef stanno ragionando concretamente. Il brasiliano Alex Atala, chef-patron del D.O.M. di San Paolo, ama in particolare le formiche amazzoniche, che “sorprendono sempre per il loro gusto piccante e asprigno, simile al lemon-grass”. E’ stato lui ad aprire la mente – già avanguardista – di Rene Redzepi, n.1 per la The 50 Best World’s Restaurants. Al Noma di Copenhagen si serve crema di yogurt con formiche (vive), paté di grilli da spalmare su foglie di acetosella e garum (proprio così, il riferimento è alla salsa di pesce fermentato degli antichi Romani) di cavallette e larve di scarabeo. “E sono solo ai primi passi nella ricerca sugli insetti” spiega sempre lo chef danese. Con un sorrisino, un po’ enigmatico…

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