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Il consorzio Burana fa il cambio stagione: canali in svaso per affrontare le piogge

A breve le manovre per “svuotare” i canali di bonifica, obiettivo? Non farsi trovare impreparati per l’arrivo delle piogge.

Canali ad uso promiscuo: è nella parola promiscuo che è contenuto il lavoro che impegnerà il Burana nelle prossime settimane, termine che sta ad indicare qualcosa che ha duplice funzione, caratterizzato da usi diversi. Esattamente, le funzioni dei canali di bonifica, scolo ed irrigazione, si traducono in due attività opposte: invaso e svaso.

“Svasare 2.500 chilometri di canali non è propriamente una passeggiata – spiega il direttore del Burana, l’Ing. Cinalberto Bertozzi: non è come aprire il tappo dello scarico del lavandino, seppure il nostro territorio abbia morfologicamente l’aspetto di un catino. Lo ‘scarico’ del comprensorio di Burana sono gli stessi fiumi che lo delimitano: è lì che viene mandata l’acqua dei canali che si apprestano all’inverno. Ma per mandare l’acqua ai fiumi e preparare i canali per l’arrivo delle piogge le operazioni da svolgere sono numerose ed articolate. È un gioco di incastri di flussi di acque che va attentamente regolato per allontanarle verso il mare: deflussi idrici che assecondano le pendenze naturali del terreno, accanto a pompaggi in contropendenza gestiti attraverso le competenze dei nostri tecnici, ingegneri idraulici e guardiani che bilanciano ogni operazione con sapienza. In inverno i canali accolgono infatti solo acque di pioggia e acque reflue. La bonifica oggi ragiona con una duplice anima, quella primaverile/estiva e quella autunnale/invernale: entrambe hanno ragione di esistere sposando esigenze diverse.”

Già perché se in inverno l’obiettivo è evitare allagamenti, in estate la priorità è trattenere e distribuire l’acqua per l’agricoltura: i compiti della bonifica si sono evoluti da quando i canali sono stati tracciati, ecco spiegato il “cambio stagione”. E il delicato equilibrio tra le due anime della bonifica.

Canale di derivazione dal Po alle Pilastresi

Francesco Vincenzi, Presidente del Consorzio Burana precisa: “non è neppure così netto il confine tra svasi ed invasi, dato che le esigenze da conciliare sono tante. Dove è possibile, senza pregiudicare la sicurezza idraulica, si mantiene un minimo flusso di acqua che consenta il mantenimento della vita che pullula nei nostri canali – fauna ittica compresa – sempre più importanti per l’ambiente. Senza dimenticare il fatto che la diffusione delle colture di serra impone la necessità di approvvigionare una parte del mondo agricolo anche in inverno. Così come in primavera ed estate, la maggiore frequenza di fenomeni piovosi torrenziali impone attività di scolo straordinarie in periodi prima inimmaginabili.”

L’estate 2015 verrà comunque ricordata come una delle più torride e siccitose degli ultimi anni: il Consorzio di Burana ha movimentato oltre 400 milioni di metri cubi d’acqua pari a 400 miliardi di litri vitali per agricoltura e ambiente. Non c’è una sola coltura che non abbia avuto bisogno dell’acqua di irrigazione dei canali per sopravvivere alle temperature dell’estate appena trascorsa. L’acqua per irrigazione alimenta la nostra agricoltura che, a sua volta, nutre l’uomo; garantisce inoltre un ambiente utile per il mantenimento di una biodiversità e per una buona qualità di vita per le persone che vivono nel territorio. “Il cibo è irriguo”, d’altra parte, è stato lo slogan dei Consorzi a Expo.

Ma il cambio d’abito dei canali è pronto. Bertozzi aggiunge: “ora la nostra priorità per l’inverno diventa la difesa dalle esondazioni. Le operazioni di svaso si protrarranno per circa un mese, anche in relazione all’andamento stagionale, alle residue esigenze irrigue nelle campagne e al fine di ridurre al minimo gli smottamenti arginali e le altre problematiche di tipo ambientale, come consentire ai pesci, senza pregiudicare la sicurezza idraulica, di seguire i flussi idrici e raggiungere in sicurezza le aree più idonee allo svernamento.”

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