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I cinque falsi miti sulle diete

I cinque falsi miti sulle diete

Tratto da un articolo del Washington Post e poi ripreso da Il Post, ecco i 5 falsi miti sulle diete spiegati da Kevin D. Hall è un ricercatore del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK), un istituto che fa parte del Dipartimento della Salute americano.

Dieta

Sulla scia dell’obesità e del sovrappeso che stanno aumentando sempre più sia in America, sia in Italia (secondo un sondaggio del 2014 il 42% degli italiani adulti è sovrappeso), proviamo a sfatare alcuni falsi miti sulle diete.

1 – Indice di massa corporea: utile, ma con le dovute considerazioni

Si calcola dividendo il peso in khilogrammi per il quadrato dell’altezza in centimetri. Tale calcolo non tiene però conto della presenza di muscolo oltre che di grasso. Una persona muscolosa con questo conto risulterebbe sovrappeso.

2 – Obesi=non sani? Dipende.

E’ luogo comune affermare la conseguente mancanza di salute di una persona obesa. Sicuramente dimagrire non può fare male, ma la salute dipende anche da dove viene accumulato il grasso: una persona comunemente definita “a pera”, quindi con il grasso accumulato nei fianchi e nel sedere, rischia di meno di una persona fatta “a mela” cioè con il grasso nell’addome. Il grasso è nocivo soprattutto se situato in vicinanza degli organi, fegato in particolar modo. Tuttavia non fraintendiamo: l’obesità è comunque meglio combatterla a dovere. La zona corporea dove accumuliamo più facilmente grasso è questione genetica. Gli uomini solitamente lo accumulano più facilmente sulla pancia.

3 – Essere magri è questione di volontà e forza? Non solo.

E’ facile pensare che le persone magre siano tali perchè hanno una grande forza di volontà e riescono quindi a respingere la golosità, vittoriosa invece nelle persone grasse. In verità abbiamo già risposto prima al quesito, dicendo che è tutta una questione di geni. Ma non solo, la quantità di cibo che mangiamo varia di giorno in giorno e l’esercizio fisico altera la nostra percezione. Il semplice “mangiare meno” o “resistere alla tentazione” che per noi può sembrare dieta, è in realtà una tortura per il corpo che a sua volta risponde con meccanismi di difesa come l’aumento di appetito o fame.

Homer_dieta4 – La dieta rallenta il metabolismo e ferma la perdita di peso dopo pochi mesi? Non proprio.

Una dieta controproducente è una idea diffusa. La dieta rallenta il metabolismo, vero. Ci vogliono comunque degli anni prima che il metabolismo si adegui al nuovo apporto di calorie. Riprendere peso dopo la dieta dipende quindi da altri fattori: a perdita di peso causa uno scompenso ormonale che altera le sensazioni di appetito e sazietà, e in generale il modo in cui il cervello si relaziona col cibo. Dopo mesi di dieta, il cibo ci può davvero sembrare più soddisfacente del solito. Questi scompensi avvengono a un livello inconscio: di conseguenza alcune persone possono onestamente poter dire di mangiare le stesse cose mentre criteri oggettivi indicano il contrario.

5 – Tutte le diete alla fine falliscono? No.

E’ la mente a deciderlo. Perchè se si considera la dieta uno stato temporaneo, allora dopo si tornerà a guadagnare peso. Ma se si rende la dieta il proprio stile di vita alimentare definitivo, allora il peso sarà lo stesso. L’aggiunta dell’esercizio fisico determina poi la conferma del successo: ad esempio, una donna di 40 anni che pesa 90 chili dovrebbe rimuovere dai propri pasti circa 1000 calorie al giorno per più di sei mesi per perdere in tutto 18 chili. Ma per mantenere il nuovo peso di 72 chili dovrebbe rimuovere dalla sua dieta precedente “solo” 350 calorie, che possono essere bruciate ad esempio con un’ora di camminata al giorno.

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