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Paestumanità e l’impegno comunitario

Paestumanità e l’impegno comunitario
di Sara Milani

 

 

PAESTUM conserva tra i più alti esempi di architettura magno-greca; i tre templi dorici dedicati ad Hera e ad Athena. L’antica città della Magna Grecia, il cui originario nome era Poseidonia in onore del Dio del mare Poseidone, venne conquistata dai Lucani e strappata a quest’ultimi, dai Romani.

Il suo rapporto con l’acqua è sempre stato strettissimo, l’acqua ha dato loro vita ma ne ha anche decretato la fine della città. Fu proprio un fiume, il Salso, a rendere insalubre la zona e la terra paludosa, costringendo gli antichi abitanti a difendersi come potevano, dall’innalzamento delle strade, delle case fino a costringerli a ritirarsi sempre più in alto perdendo il proprio porto ed allontanandosi di fatto dalle rotte commerciali.

La maestosità dei templi domina il parco archeologico e chi ha la possibilità di visitarlo al tramonto difficilmente cancellerà dalla propria memoria quello che dal 1988 è meritatamente un sito UNESCU.

Il Museo è ben curato, le mura greche sembrano non aver subito i danni del tempo. Perfette.

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CRITICITA’- Il sito manca di riferimenti guidati, il perimetro delle domus è talvolta coperto dall’erba alta, tant’è che è difficile immaginare la struttura. Il Teatro e la Piscina, l’Agora, un tempo il centro della vita pubblica ora sembrano tristemente chiederci aiuto.

Mi sono chiesta per quale motivo un pavimento a mosaico d’un bianco candido possa essere lasciato andare in questo modo. Qualcuno sta facendo qualcosa?.

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CONTRIBUTI – Legambiente dal 2012 raccoglie fondi grazie all’iniziativa PAESTUMANITA’. I Fondi servono per acquistare i terreni privati dell’antica città per poter estendere l’area archeologica e poterla liberare da uno sfruttamento agricolo intensivo e dagli allevamenti.

Un passo necessario, senza il quale, nessun visitatore potrà mai capire l’eccezionalità del luogo e le sue potenzialità storico-culturali e naturalistiche.

Un’iniziativa che non pone al centro soltanto le istituzioni ma l’intero tessuto sociale dove tutti contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio al fine di poterne godere tutti.

È un’operazione di marketing territoriale che muove dalla necessità di miglioramento della condizione di un singolo bene per guardare al territorio in funzione del suo sviluppo.

Siamo convinti che un bene culturale sia un connettore delle relazioni e delle interazioni tra gli individui nel loro l’ambiente culturale. Con queste premesse Paestumanità auspica di innescare, di concerto con le istituzioni preposte, consultando la comunità di riferimento e gli azionisti, dei processi virtuosi di riqualificazione e valorizzazione di tutto il capitale territoriale, ovvero di tutte le risorse materiali ed immateriali che fanno del contesto di Paestum un contesto di eccellenza di cui bisogna dar conto all’Umanità. 

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Molti di noi ci siamo chiesti come si comporterebbe un paese estero se avesse a disposizione tutta la nostra ricchezza, probabilmente concorderemo che difficilmente impiegherebbero i loro soldi per colture inutili e pericolose.

COSA SI FARA’ CON I FONDI? – Ci risponde direttamente Valentina Pizzo di Legambiente Paestum sul profilo twitter ufficiale di Paestumanità:

Non dimentichiamo che i 20 milioni approvati dal Cipe per il restauro dell’area archeologica di Paestum e del museo se ben amministrati potrebbero fare la differenza e riportare alla luce lo l’originario splendore.

IL FUTURO – La strada da fare è ancora in salita ma Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico ha fiducia e pensa che non tutto è perduto e che c’è possibilità di salvarsi proprio grazie ad una più sviluppata comprensione e conoscenza dell’importanza di un territorio un tempo simbolo del Gran Tour.

 

FONTI:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/03/08/news/il_paesaggio_mato_da_goethe_devastato_dal_cemento-135000656/

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/cronaca/16_maggio_03/cultura-20-milioni-paestum-quaranta-reggia-caserta-481b76f6-10ff-11e6-8955-430cb3501ea0.shtml

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