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Essere Parma. Sentirsi a casa

Essere Parma. Sentirsi a casa

Di Sara Milani

QUANDO si arriva a Parma, poche centinaia di metri prima dell’uscita autostradale Parma Centro, alla vostra sinistra difficile resistere alla tentazione, alzando lo sguardo verso l’imponente marchio della più importante azienda alimentare “Barilla”, di canticchiare lo slogan vincente:

<< Dove c’è Barilla c’è casa>>

Parma è così, per chi ci arriva da forestiero. Ti sembra chiusa, inaccessibile, altezzosa. Le piccole vie del centro fiancheggiate da case colorate, i negozi eleganti, i grandi viali che traggono ispirazione dalla grande capitale francese: Parigi. E’ esteticamente perfetta ma per molto tempo può sembrare difficile coglierne l’anima. La più complessa tra le città emiliane; è d’obbligo evitare paragoni perché le affinità saranno riconducibili ad una cittadina Europea, più che alle sue vicine di Regione.

MARIA LUIGIAla Duchessa più amata dai parmigiani è colei che più di tutti ha permesso durante la sua reggenza di portarla allo splendore e, renderla dal 1814 fino alla sua morte avvenuta nel 1847, un centro culturale di fama internazionale.

E’ un anno, questo 2016, di riconoscimenti, di fermento ed un brulicare di attività tra le vie del centro ed oltre. Chiunque dovrebbe venire a vedere di persona. Nominata Città Creativa Unesco fa dell’eccellenza alimentare la sua etichetta e differenza.

C’E’ TEMPO FINO al 30 Giugno per visitare la mostra fotografica gratuita sotto i Portici del Grano, realizzata dalla nota azienda profumiera italiana; Acqua di Parma, con la collaborazione del Comune volta a celebrare il suo centenario. Sempre celebrativa è la prestigiosa pubblicazione editoriale dedicata alla città stessa, culla d’origine.

Due volumi  che raccolgono fotografie – chiamarle così è riduttivo perché sono vere e proprie opere d’arte realizzate dal fotografo Giovanni Gastel – per i neofiti, solo ammirando il suo sito ci si accorge dell’ elevatura dell’artista, ed un romanzo di Antonella Boralevi, scrittrice innamorata della nostra città.

Lo stile editoriale in collaborazione con Mondadori, ben visibile dalle vetrine di una libreria del centro, ricorda l’eleganza di Franco Maria Ricci, celebrato nell’opera stessa e considerato il fedele precursore del più grande stampatore, tipografo ed incisore italiano; Giambattista Bodoni. Copertina nera e caratteri color oro invitano all’ammirazione.

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ESSERE PARMA non solo il titolo della mostra e dei suoi gioielli editoriali ma anche un modo di essere perché è così che ci racconta Gabriella Scarpa:

[…] Parma è l’Italia di siamo orgogliosi, l’Italia che insegna al mondo l’eleganza, la cultura, lo stile. […] Parma non è una città. E’ un luogo dell’anima. E’ l’eleganza di uno stile unico ed è la cultura. […].

Sotto i portici del grano eccellenze parmigiane del passato si accostano a quelle di oggi creando una continuità che non ha eguali, che va avanti nonostante la massificazione del commercio e le nuove politiche di marketing.  Parma non dimentica da dove viene, mantiene le sue radici solide, guarda al futuro ma sviluppa le sue tradizioni.

In questi ultimi anni molte città italiane e non solo hanno snaturato la loro struttura in favore di una modernizzazione che non le valorizza ma le imbruttisce; camminando per le vie di questa graziosa città tutto è in armonia e se davvero, un giorno, potesse esistere un premio speciale UNESCO  per la magia che sprigiona, sarebbe la prima a riceverlo.

Percorrendo la via Emilia, passando da queste parti improvvisamente vi sentirete a casa e sarete Parma, unica controindicazione è che non la vorrete lasciare mai più.

 

FONTI:

http://www.cultura.comune.parma.it/it-it/eventi/essere_parma_.aspx

FOTO IN EVIDENZA:

http://www.cittadarte.emilia-romagna.it/catalogo-foto-CC

Sara Milani.

 

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