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Rientrati dalle zone terremotate gli eroi (modenesi) della turbina spartineve

Rientrati dalle zone terremotate gli eroi (modenesi) della turbina spartineve

Turbina spazzaneve

di Martina Stocco

 

«Siamo partiti in quattro con una turbina spartineve e abbiamo spalato la neve, tanta neve. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare». L’essenza della questione è proprio questa. Sono di poche parole i modenesi partiti in soccorso delle aree colpite dalle eccezionali nevicate delle scorse settimane.

I loro occhi, però, hanno tante storie da raccontare. Storie di persone, che dopo mesi trascorsi a convivere con la terribile presenza del terremoto, si sono ritrovate anche a dover affrontare un’altra emergenza: quella della neve.

Nel Centro Italia il maltempo ha peggiorato le già precarie condizioni di vita degli abitanti di quelle aree. Così la Provincia di Modena ha messo a disposizione una turbina spartineve. Alla guida del mezzo c’erano Dario Serradimigni (capo squadra meccanico) e Giovanni Manfredi, entrambi operatori della Provincia.

Serviva, inoltre, un veicolo in grado di trasportare la turbina spartineve.

A rispondere all’appello c’erano i fratelli Damiano e Francesco Guigli, della ditta Stradedil S.r.l di Boccasuolo (frazione di Palagano), che hanno messo a disposizione, gratuitamente, il mezzo pesante per raggiungere le aree interessate.

Rientrati a casa, hanno raccontato ciò che hanno visto, fatto, vissuto. «Abbiamo lavorato tanto – ha detto Serradimigni – c’erano dei cumuli di neve che superavano i due metri di altezza: la situazione era piuttosto critica».

 

Le principali emergenze che avete dovuto gestire quali sono state?

 

«Abbiamo liberato una strada – ha spiegato Francesco Guigli – che conduceva all’abitazione di una famiglia inglese. La strada era bloccata da giorni e loro erano isolati. Successivamente, abbiamo riaperto una strada provinciale per permettere all’Enel di portare un generatore di corrente in un piccolo borgo e restituire energia elettrica alla popolazione. Era una situazione in cui era meglio essere una persona in più, piuttosto che una in meno».

Proprio per questo motivo gli operatori decidono di rimanere più tempo del previsto. «Arrivati sul posto ci siamo resi conto della gravità – ha ricordato Guigli – così tanta neve non l’avevo mai vista».

 

Qual è stata la risposta da parte della popolazione?

 

«Le persone ci chiedevano di rimanere – ha detto uno dei due fratelli della Stradedil – e noi ci siamo messi a disposizione. Si sentiva l’immensa gratitudine che avevano nei nostri confronti. Alla sera facevamo fatica a rientrare in albergo: eravamo sempre invitati a cena presso le loro abitazioni. Quel poco che gli era rimasto volevano condividerlo con noi».

Una gratitudine testimoniata anche dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli con una frase: “Lasciameli qua, sono degli angeli”. «Ho sentito pronunciare questa frase più volte al telefono – ha riportato il presidente della Provincia – dai responsabili degli enti territoriali e provinciali di quelle zone. Abbiamo dato un segnale di grande responsabilità e solidarietà».

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