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Un piccolo grande uomo e la sua fionda: Dean Kamen e il sistema Slingshot

Un piccolo grande uomo e la sua fionda: Dean Kamen e il sistema Slingshot

di Matteo Cultrera

Molti conoscono bene la storia di Davide e Golia, un ragazzo che con l’utilizzo di una semplice fionda compie un’impresa titanica abbattendo un gigante armato fino ai denti. Per Dean Kamen, famoso inventore americano, l’ideatore dell’apparecchio Slingshot (“fionda” letteralmente) la morale della storia di Davide e Golia è: Viva la tecnologia.

Perché per affrontare a livello globale un problema enorme come quello dell’inquinamento dell’acqua, è necessario tirare in ballo una soluzione tecnologica che si dimostri adeguata ai nostri tempi.

In questo senso, il sistema Slingshot si propone come la moderna fionda con cui Dean Kamen affronta il problema dell’inquinamento dell’acqua con esiti a dir poco sorprendenti.
Slingshot è un distillatore a compressione di vapore, senza filtri, membrane né sostanze chimiche. E’ sufficiente posizionare un tubo in una fonte d’acqua, anche in una pozzanghera, nell’oceano, un sito di rifiuti chimici, addirittura una latrina e, passando attraverso questa macchina l’acqua ne esce purificata e distillata. Nessuna altra sostanza che non sia acqua pura finisce nel contenitore.

Dean Kamen

Dean Kamen

Può produrre 1000 litri d’acqua purificata al giorno ricavandola da qualsiasi tipo di acqua, la quantità sufficiente in un giorno per il fabbisogno idrico di 100 persone per bere, cucinare e lavarsi.
Per comprendere le dimensioni “gigantesche” del problema che Dean Kamen si accinge a risolvere basti pensare che nel mondo sottosviluppato la quantità media di tempo al giorno che una donna
impiega per cercare acqua sicura per i propri figli è di quattro ore. E se la quantità d’acqua trovata non è quella adeguata, questa donna passerà i due giorni successivi a seppellire i propri bambini. Inoltre circa il 50% delle malattie presenti oggi sul nostro pianeta è il risultato di agenti patogeni introdotti nell’organismo umano attraverso acqua contaminata.

Finora tutte le organizzazioni che si sono confrontate con questo problema globale hanno pensato alla costituzione di una massiccia infrastruttura di interconnessione. Dean Kamen invece ha utilizzato un approccio del tutto diverso. Dopo aver inventato un macchinario che attraverso il sistema di purificazione dell’acqua domestica fornisse un’acqua ultra pura che permettesse ai pazienti con problemi ai reni di effettuare la “dialisi domiciliare,” senza spostarsi da casa propria, Dean Kamen e il team della Deka Ricerca e sviluppo, hanno cercato di capire come applicare lo stesso principio estendendolo all’acqua di ogni parte della terra.

Dopo un primo tentativo di sperimentazione del sistema Slingshot in Honduras con esiti molto positivi, emerse che l’acqua per quanto fosse purificata, sarebbe stata versata successivamente in recipienti che non erano affatto igienici. Si rendeva necessario quindi fornire alle popolazioni del posto un modo migliore per spostare e raccogliere l’acqua, educandoli su un utilizzo più igienico dell’ acqua stessa. Oltre a queste difficoltà il problema più rilevante sarebbe stato di natura logistica, trovare cioè il modo di distribuire le macchine in villaggi privi di strade, con sistemi elettrici rudimentali, senza personale scientifico competente adatto a supervisionare l’utilizzo della macchina.

Dean Kamen a questo punto comprende che senza un partner capace di distribuire queste macchine, come anche le informazioni necessarie al suo funzionamento, non sarebbe stato possibile trasformare un progetto scientifico in una vera innovazione da distribuire in tutto il mondo.

Così incomincia a rivolgersi alle stesse aziende con le quali lavorava chiedendo supporto per il suo progetto, ma sebbene si dimostrino disponibili a concedere sovvenzioni, queste organizzazioni sono prive di un efficiente canale di distribuzione e di un personale qualificato pronto a recarsi nei villaggi. Dopo aver passato in rassegna le organizzazioni mediche l’inventore finisce per chiedere aiuto anche alle ONG purtroppo con esiti altrettanto deludenti. Dean Kamen racconta: “Sono stato alle Nazioni Unite dicendo: Ho questa scatola, vediamo se riusciamo a utilizzarla. Loro mi hanno risposto: “Bene. Tifiamo per te, ma non possiamo distribuirla. Non abbiamo sistemi microeconomici sostenibili. Non prestiamo soldi e non aiutiamo gli imprenditori. Non è quello che facciamo”. Ero piuttosto deluso. Penso che queste organizzazioni desiderino il nostro successo, ma quello che presentiamo loro è un diverso punto di vista, cioè spingerci verso un terreno che per loro non è familiare”.

Nonostante il due di picche dell’ONU, Dean Kamen non si scoraggia del tutto perché sa in cuor suo che la posta in gioco è molto alta. Visto che oltre un miliardo di persone, circa il 20% della popolazione mondiale, si ammala o soffre di sete perché non ha accesso all’acqua, produrre il sistema Slingshot in serie e capire come distribuirlo, può significare cancellare il 50% le malattie esistenti sulla terra, l’opportunità di una vita dedicata alla scienza e all’applicazione dei suoi principi per rendere l’esistenza migliore sul nostro pianeta.

Così il 27 Aprile 2011, dopo un incontro con il consiglio di amministrazionedc2 della Coca Cola inizia una partnership destinata ad avere successo. Perché proprio la Coca Cola? Dean Kamen spiega che Coca Cola imbottiglia in 206 paesi, più delle nazioni che fanno parte del consiglio di sicurezza
dell’ONU. “Venne fuori, fortunatamente per noi che anche loro avevano i loro problemi. Ci dissero è da anni che non aggiorniamo i nostri sistemi di rifornimento.” Avevo voglia di mettermi a lavorare su quel progetto? Non tanta, ma dissi loro “Se io aiuto voi, voi aiutate me”. E ci scambiammo una stretta di mano col direttore che mi disse “Ci proveremo”. Dopo due anni e tanti sforzi, facemmo il nostro lavoro e loro ebbero un nuovo sistema di erogazione. Tornai da Muhtar Kent e gli dissi: “Ora sta a voi capire come possiamo lavorare insieme sulla mia macchina per la purificazione dell’acqua”.

Il problema dell’acqua è che nei paesi occidentali non è considerata un problema. Gratis, disponibile e abbondante, abituati come siamo ad una vita fatta di comodità spesso non ci rendiamo conto di quanto valore possa avere il semplice gesto di aprire un rubinetto e riempire un bicchiere. Se è vero che nei prossimi anni la richiesta d’acqua si farà sempre più pressante, e di conseguenza i conflitti idrici aumenteranno, occorre con urgenza un cambiamento culturale profondo che modifichi le mostre abitudini e il nostro atteggiamento su un bene così prezioso come l’acqua. Lunga vita a Dean Kamen e tutti gli uomini coraggiosi che ogni giorno lavorano e lottano per difendere questa causa.

Fonti: http://www.slingshotdoc.com

Foto in evidenza by Kristopher Roller

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