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L’ACQUA FONTE DI VITA E SICUREZZA ECONOMICA E SOCIALE

L’ACQUA FONTE DI VITA E SICUREZZA ECONOMICA E SOCIALE

di Domenico Restuccia

«Un pianeta felice, delle persone felici». Sono le parole che Ban Ki-moon, politico e diplomatico sudcoreano, segretario generale delle Nazioni Unite dal 2007 al 2016 disse in uno dei sui interventi all’ONU.

Parole forti di significato che ispirano gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs– in un grande programma d’azione per un totale di 169 “target”.

L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

All’interno del programma elemento d’unione per tutti gli obiettivi è l’acqua. La fonte primaria e garanzia della vita sul pianeta. Moltissime persone sono costrette a sopravvivere con una quantità d’acqua di molto inferiore alla soglia minima necessaria e senza un accesso diretto a fonti potabili. Ne consegue scarsità di cibo e condizioni igieniche insufficienti che producono gravi danni alla salute e alla qualità della vita. Inoltre, la raccolta dell’acqua viene demandato in modo esclusivo alle donne: nel mondo le donne spendono duecento milioni di ore ogni giorno per la raccolta di acqua necessaria per se e per le loro famiglie. Tempo sottratto alle cure per garantire non solo maggiore istruzione ai loro figli ma anche per migliorare la salute, l’igiene e la nutrizione dei loro cari.

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FOTO BY Thomas Ensley

Anche gli effetti dei cambiamenti climatici incidono significativamente sulla sostenibilità dei sistemi sanitari, la produzione alimentare e la qualità della vita negli insediamenti urbani. L’alterazione dei modelli meteorologici, lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento della temperatura aumentano il degrado ed il consumo delle materie prime, soprattutto dell’acqua potabile, generando povertà. Secondo il rapporto dell’IPCC delle nazioni Unite (Intergovernmental Panel for Climate Change) l’impatto che queste calamità hanno sui Paesi più poveri, dove le infrastrutture e gli aspetti sanitari inadeguati e gli assetti agricoli sono più vulnerabili è devastante e destabilizzante per la struttura stessa della comunità e di conseguenza della società e degli apparati politici.

Ulteriore conferma di questa ipotesi si trova nel rapporto illustrato nel 2016 da Stefan Unlehnbrook, Coordinatore e Direttore del Word Water Assestment Programme (WWAP) il programma UNESCO con base a Perugia che si occupa della valutazione delle risorse idriche mondiali.

La crisi legata all’acqua secondo numerose stime rappresenta il bene a maggior rischio dei prossimi dieci anni in seguito alla mancata mitigazione dei cambiamenti climatici, a eventi metereologici estremi, alla scarsa sicurezza alimentare. Ma non solo, perché la domanda di acqua è in forte crescita in previsione del 2050 dovuta non tanto all’agricoltura quanto al settore industriale ed elettrico che subirà un’accelerazione soprattutto nei paesi del cosiddetto BRIICS (Brasile, Russia, India, Indonesia, China e Sud Africa) che sono sulla soglia di diventare paesi ricchi e non più in via di sviluppo.

Solitamente sottolinea Unlhenbrook: «La crisi delle risorse idriche viene quasi sempre inquadrata nell’ambito del cambiamento climatico e del rischio ambientale, ma concentrandosi solo su questo si rischia di sottovalutare il rapporto esistente tra acqua e sviluppo economico.»

Nel mondo tre lavoratori su quattro sono impegnati in settori che in modo diretto o indiretto dipendono dalle risorse idriche.

Investire nella corretta gestione delle risorse legate all’acqua significa creare nuovi posti di lavoro, tramite un effetto a catena benefico. I lavoratori in settori legati all’acqua, disponendo di un reddito maggiore, aumenteranno la domanda di beni e servizi e di fatto supportano la creazione di nuovi posti di lavoro in questi settori. Nuove opportunità di impiego si avranno anche dalla generale crescita economica del Paese e dalle migliori infrastrutture.

La scarsità delle risorse idriche è anche una delle ragioni insieme a quelle economiche, sociali, etnico-religiose ecc. spesso correlate tra loro che costringono moltissime persone ad abbandonare le loro case. E’ giusto sottolineare come la gestione delle risorse legate all’acqua ha forti ramificazioni non solo a livello economico, ma anche sociale, e potrebbe svolgere un ruolo importante in alcune delle sfide che sia i singoli stati che la comunità internazionale si trovano a dover affrontare: la crisi di migranti e rifugiati, il cambiamento climatico e il rispetto dell’ambiente.

Foto by Drew Coffman

L’acqua ha un ruolo decisivo anche nella produzione di energia rinnovabile, prima di tutto quella idroelettrica e poi nelle forme di produzione di energia con una minore impronta idrica (il volume di acqua dolce impiegato), come energia eolica e fotovoltaica che sono quelle con una minore intensità di carbonio (l’indice per valutare l’efficienza di un sistema energetico che prende in considerazione la quantità di carbonio emessa per unità di energia consumata).

Quello che è stato più volte ricordato da Unlehnbrook e dagli esponenti della Commissione Europea e del settore privato è l’assoluta necessità di raccogliere più dati (e più affidabili) sulla effettiva situazione delle risorse idriche e delle ripercussioni di questa su economia, sviluppo e società.

Informazioni chiare sono necessarie sia per i responsabili politici che per il settore privato, per garantire la massima efficienza di investimenti e piani di azione.

Come già accennato, l’Agenda 2030 riserva una grande importanza alla corretta gestione delle risorse idriche. Non solo con l’Obiettivo numero 6 – Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie – dedicato interamente all’acqua ma anche, trasversalmente, attraverso tutti gli altri 16 Obiettivi.

Sitografia:

http://www.unric.org/it/attualita/31596-presentazione-del-rapporto-acqua-e-lavoro-sviluppo-delle-risorse-idriche-mondiali-nel-2016-

http://www.unric.org/it/questo-e-unric

Foto in evidenza by elizabeth lies

 

 

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